lunedì 23 marzo 2009

E' l'acqua il nuovo petrolio? Al Jet set costa più di un barile di oro nero!

La conferenza, Giorno Internazionale dell'Acqua, a Istanbul, fa il punto sulla gestione sostenibile delle risorse di acqua fresca.
La conferenza riconosce l'acqua come un bisogno umano assoluto: le persone possono vivere anche 30 giorni senza cibo, ma solo una settimana senza acqua. Quanto può vivere una persona senza petrolio?
Oltre un miliardo di persone non hanno accesso ad acqua pulita, e 2 miliardi e mezzo sono prive di acqua per uso igienico, e l'80% delle malattie sono causate da acqua sporca.
Potrebbe sembrare un'ironia, dato che la Terra è davvero un pianeta blu, vista dallo spazio, in gran parte ricoperto dall'acqua. Ma quello di cui gli umani hanno bisogno è acqua fresca e pulita, e la maggior parte dell'acqua sulla Terra è invece salata e sporca.
Quel che è chiaro, in questa edizione del World Water Forum di Istanbul, è la nozione che la disponibilità di acqua pulita e fresca è in calo, a causa del riscaldamento globale.
Questa la ragione per la quale il Jet set di Roma, exclusive reastaurant, così ci tiene a farsi chiamare, discutibile locale sul laghetto dell'EUR prezza una bottiglia di acqua S. Benedetto da 3/4 di litro, seppur in confezione di vetro, a ben 10 €.
Questo perchè l'acqua è un bene di tutti ...

venerdì 23 gennaio 2009

DIFENDIAMO IL NOSTRO FUTURO: DICIAMO NO PONTE


Di stamani, sul portale www.virgilio.it l’articolo in calce che sensibilizza l’opinione pubblica su un’annosa vicenda.



Ponte, l'araba fenice dell'ottava meraviglia del mondo
Riparte il miraggio della costruzione della Grande Opera che ha diviso politici, ambientalisti, intellettuali. Già spesi 160 milioni di euro per la Società Stretto di Messina

Nelle intenzioni dei suoi fautori la campata unica di tre chilometri che collegherà il “Continente” alla Sicilia rappresenterà l'ottava meraviglia del mondo. È stato stato stanziato un miliardo e trecento milioni di fondi Fas (Fondo aree sottoutilizzate) per far ripartire la progettazione definitiva dell'opera. Mai nessuna infrastruttura è stata così bistrattata. Il Ponte sullo Stretto di Messina esiste solo nelle carte, eppure la Società Stretto di Messina (carrozzone mantenuto in vita nella scorsa legislatura grazie ai voti determinanti di Antonio Di Pietro) paga consulenze e stipendi d'oro – secondo alcuni calcoli – avrebbe già speso 150-160 milioni di euro (93,33 dei quali dilapidati negli ultimi 6 anni). Bruscolini, rispetto a un'operazione da 6 miliardi e 36 milioni di euro, la cui realizzazione verrà affidata a un consorzio di imprese, in cui Impregilo fa la parte del leone con il 45%.
Poco tempo fa si è appreso che la soluzione progettuale del colosso di cemento che dovrebbe abbattere i trenta minuti di percorrenza su nave traghetto che separano Villa San Giovanni e Messina - contestata dagli ambientalisti perché non contempla aspetti fondamentali come le oscillazioni del vento di scirocco e le condizioni di sismicità – è stata redatta in parte a mano, su fogli di quaderno, in barba ai plastici ultramoderni e alle simulazioni a tre dimensioni.

Ponte sì
Secondo i favorevoli il ponte darebbe enorme visibilità interazionale. Costituirebbe per la sua maestosità un'attrazione turistica unica. Darebbe respiro a un'economia locale particolarmente asfittica, con una serie di esternalità positive, promuovendo l'assunzione per molti anni di manodopera locale, con un indotto notevole sulla ristorazione, nei servizi tra le due sponde.

Ponte no
L'impatto ambientale deturperà a livello i profili del tratto di costa di uno degli hotspot più suggestivi del mondo, un territorio peraltro che presenta due faglie sismiche in costante movimento. Soltanto in Calabria si movimenteranno, con gli scavi, oltre quattro milioni di metri cubi di terra e di roccia, in un luogo in cui le «imprese» in odore di mafia sono specializzate proprio nel movimento terra (come evidenziano le indagini della Direzione investigativa antimafia). Alla luce delle disastrose condizioni della viabilità le priorità per l'ammodernamento del sistema stradale sarebbero altre. Sarebbe una diseconomia anche per i conti e l'ennesima cattedrale nel deserto.

Riprese le procedure burocratiche per rilanciare l'Infrastruttura faraonica - passeranno almeno 70 mesi prima della posa della prima pietra fanno - un'altra colata di polemiche si abbatteranno, strettamente indispensabili, tra Scilla e Cariddi.

Pubblicato il 23/01/09 in Cronaca

giovedì 22 gennaio 2009

Ogni leggenda ha un fondo di verità

L'homepage di yahoo, con un articolo di Emanuela Grasso, stamani titolava: IN AMOR VINCE CHI FUGGE.

In amore vince chi fugge! Parole sante. Sfuggire, farsi inseguire e, soprattutto, farsi corteggiare. Concedere e concedersi tempo di conoscere una persona: questo uno dei segreti per scegliere il partner giusto. Il corteggiamento è una "tecnica" selezionata dall'evoluzione per dare il tempo al maschio di dimostrare alla donna tutte le sue qualità e per dare alla donna l'occasione di valutarle e sceglierle. Nulla di tanto strano: il regno animale è ricco di danze, di richiami, di gestualità volta al corteggiamento della femmina. L'uomo, in quanto animale, non fa eccezione e ora lo garantisce un gruppo di scienziati dello University College of London che ha creato un modello matematico, usando la teoria dei giochi, per ribadire quanto Darwin ha postulato 150 anni fa. La ricerca sarà pubblicata sul prossimo numero della rivista Journal of Theoretical Biology.

Il gioco su cui i matematici hanno poi teorizzato consiste nel far giudicare ad un gruppo di donne il "profilo" di un uomo e classificarlo, un po' come si faceva sulla lavagna alle elementari, buono o cattivo. Ovviamente la qualità della bontà si estrinseca nel carattere affabile, nella simpatia, nella capacità di ascoltare gli altri, nel comportarsi in modo da non nuocere agli altri e tutte le altre virtù possibili e immaginabili. Le qualità del cattivo sono quelle da cliché: aggressività eccessiva, arroganza, tendenza alla prevaricazione, corruttibilità, e chi più ne ha più ne metta. Le donne vincono il gioco se riescono ad individuare la personalità dei "tipi" umani che vengono loro presentati. Hanno poco tempo per rispondere ma possono fare delle domande agli interlocutori per cercare di avere più informazioni possibili ed esprimere un giudizio corretto.

Neanche a dirlo, la fretta è cattiva consigliera: le donne che hanno dedicato poco tempo all'analisi del profilo maschile e si sono affidate di più all'istinto hanno commesso più errori nel giudicare. Il valore del tempo va riscoperto: no agli speed date, no alla scelta repentina di un compagno. Dategli il tempo e costringetelo a mostrare, come fa il pavone, tutta la sua bella coda colorata. Dopo di che datevi il tempo di decidere se è "taroccata" oppure no.

Fonte: Why you can't hurry love. News release University College of London

INSOMMA, I TEMPI PASSANO, LE MODE CAMBIANO, MA GLI UOMINI RESTANO SEMPRE GLI STESSI!