SABATO 27 SETTEMBRE
HULALA'
Finita l'estate si ricomincia...Abbiamo pensato in grande...un locale mitico per passare con noi una splendida serata...
Una selezione musicale per un viaggio dagli anni '80 alla soulful house e tu...
SEI INVITATO...
Hulalà
Via Dei Conciatori 7, Roma
Ingresso (con consumazione) solo in lista dalle ore 23. 30
Per liste e tavoli: 333.6062928
martedì 23 settembre 2008
27 Settembre 2008 ... ricomincia la festa!!!!!!
Lavorare stanca, anzi distrugge!
Questo quanto titola yahoo questa mattina:
Dolore cervicale, mal di schiena, mal di testa, sindrome del tunnel carpale, dolore persistente o tremore alle mani, dolore al polso e al gomito.
Ecco il mini elenco degli acciacchi dovuti al lavoro d'ufficio, allo stare seduti troppo a lungo su una sedia di fronte a tastiera e monitor di un computer, pubblicato dal New York Times.
Sebbene non sia certo che tutti questi "acciacchi" siano causati totalmente dal lavoro, non vi è dubbio che una postura scorretta tenuta per circa otto ore al giorno e tutti i giorni, la mancanza di movimento causata dalla sedentarietà del lavoro, l'uso di strumenti non adatti, contribuiscono a sviluppare piccoli dolori che col tempo possono diventare più gravi.
La sindrome del tunnel carpale è un esempio di disturbo fino a qualche tempo fa imputato all'uso del computer e alla mancanza di tastiere o mouse ergonomici.
Molti studi hanno tuttavia dimostrato che non vi è correlazione diretta tra l'uso, anche quotidiano, del computer e lo sviluppo di questa sindrome.
Al contrario, invece, il mal di schiena o il dolore cervicale, e soprattutto le cefalee, sono legati alla postura che si assume nel corso della giornata e alla salubrità dell'ambiente in cui si lavora.
Non a caso i medici consigliano sempre a chi fa lavoro di ufficio (come previsto per legge del resto) di fare delle brevi pause ogni ora, alzandosi dalla sedia e distogliendo gli occhi dallo schermo.
L'ideale sarebbe anche fare piccoli esercizi di ortottica per la vista e per evitare il cerchio alla testa; sarebbe importante anche fare piccoli esercizi di rilassamento per il collo.
Macchè!!! L'ideale sarebbe ANDARE IN PENSIONE IL PRIMA POSSIBILE!!!!!!
Dolore cervicale, mal di schiena, mal di testa, sindrome del tunnel carpale, dolore persistente o tremore alle mani, dolore al polso e al gomito.
Ecco il mini elenco degli acciacchi dovuti al lavoro d'ufficio, allo stare seduti troppo a lungo su una sedia di fronte a tastiera e monitor di un computer, pubblicato dal New York Times.
Sebbene non sia certo che tutti questi "acciacchi" siano causati totalmente dal lavoro, non vi è dubbio che una postura scorretta tenuta per circa otto ore al giorno e tutti i giorni, la mancanza di movimento causata dalla sedentarietà del lavoro, l'uso di strumenti non adatti, contribuiscono a sviluppare piccoli dolori che col tempo possono diventare più gravi.
La sindrome del tunnel carpale è un esempio di disturbo fino a qualche tempo fa imputato all'uso del computer e alla mancanza di tastiere o mouse ergonomici.
Molti studi hanno tuttavia dimostrato che non vi è correlazione diretta tra l'uso, anche quotidiano, del computer e lo sviluppo di questa sindrome.
Al contrario, invece, il mal di schiena o il dolore cervicale, e soprattutto le cefalee, sono legati alla postura che si assume nel corso della giornata e alla salubrità dell'ambiente in cui si lavora.
Non a caso i medici consigliano sempre a chi fa lavoro di ufficio (come previsto per legge del resto) di fare delle brevi pause ogni ora, alzandosi dalla sedia e distogliendo gli occhi dallo schermo.
L'ideale sarebbe anche fare piccoli esercizi di ortottica per la vista e per evitare il cerchio alla testa; sarebbe importante anche fare piccoli esercizi di rilassamento per il collo.
Macchè!!! L'ideale sarebbe ANDARE IN PENSIONE IL PRIMA POSSIBILE!!!!!!
venerdì 19 settembre 2008
San Gennaro ha fatto O' Miracolo!
Notizia battuta dall'ANSA alle 10.41
NAPOLI - Si è ripetuto a Napoli il miracolo di San Gennaro.
Alle 9.43 è stato dato l'annuncio dell'avvenuta liquefazione del sangue del patrono, nella cattedrale di Napoli gremita da migliaia di fedeli per la festa liturgica del santo.
Il rito è presieduto dal cardinale Crescenzio Sepe.
Il ripetersi del miracolo è stato salutato da un lungo applauso.
L'annuncio dell'avvenuta liquefazione del sangue è stato dato ai fedeli dal cardinale Sepe.
Lo stesso arcivescovo ha precisato che, contrariamente al solito, il sangue era già sciolto quando le ampolle sono state estratte dalla cassaforte della "Cappella del Tesoro", intorno alle 9,30.
La notizia del miracolo si è subito diffusa anche all'esterno del Duomo, dove un gruppo di fedeli ha fatto esplodere dei fuochi d'artificio.
La celebrazione liturgica prosegue, in cattedrale: tra i presenti il governatore della Campania, Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Iervolino.
San Gennaro ... O' MIRACOLO
Patrono principale di Napoli è tornato ad essere negli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II il Patrono delle Due Sicilie.
Il fatto che portò alla consacrazione di Gennaro sarebbe avvenuto all'inizio del IV secolo durante la persecuzione dei cristiani da parte dell'imperatore Diocleziano.
Gennaro, vescovo di Benevento, si recò insieme al lettore Desiderio ed al diacono Festo in visita ai fedeli a Pozzuoli. Il diacono di Miseno, Soccio- già amico di Gennaro che lo era venuto a trovare in passato a Miseno per discutere di fede e leggi divine -, volendo recarsi ad assistere alla visita pastorale, fu invece arrestato lungo la strada per ordine del persecutore Dragonzio, governatore della Campania. Gennaro insieme a Festo e Desiderio si recarono allora in visita dal prigioniero, ma, avendo intercesso per la sua liberazione ed avendo fatto professione di fede cristiana, furono anche essi arrestati e da Dragonzio condannati ad essere sbranati dagli orsi nell'anfiteatro di Pozzuoli. Il giorno dopo, tuttavia, per l'assenza del governatore stesso, impegnato altrove, il supplizio fu sospeso. Dragonzio comandò allora che a Gennaro ed ai suoi compagni venisse troncata la testa. Condotti nei pressi del Forum Vulcani (l'attuale Solfatara di Pozzuoli), essi furono decapitati nell'anno 305. La stessa sorte toccò anche a Procolo, diacono della chiesa di Pozzuoli, ed ai due laici Eutichete e Acuzio che avevano osato criticare la sentenza di morte per i quattro. Gli Atti affermano che nel luogo del supplizio sorse una chiesa in ricordo del loro martirio, mentre il corpo di Gennaro sarebbe stato sepolto nell'Agro Marciano (Fuorigrotta ?) e solo successivamente traslato da un vescovo nelle Catacombe di San Gennaro.
Secondo la leggenda, il sangue di San Gennaro si sarebbe liquefatto per la prima volta ai tempi di Costantino, quando il vescovo San Severo (secondo altri fu il vescovo Cosimo) trasferì le spoglie del Santo dall'Agro Marciano, dove era stato sepolto, a Napoli. Durante il tragitto avrebbe incontrato la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del Santo: alla presenza della testa, il sangue nelle ampolle si sarebbe sciolto.
Di fatto, la prima notizia documentata dell'ampolla contenente la presunta reliquia del sangue di San Gennaro si ha soltanto nel 1389, come riportato nel Chronicon Siculum (ma dal testo si può dedurre che doveva avvenire già da molto tempo): nel corso delle manifestazioni per la festa dell'Assunta di quell'anno, vi fu l'esposizione pubblica delle ampolle contenenti il cosiddetto "sangue di san Gennaro". Il 17 agosto 1389 vi fu una grandissima processione per assistere al "miracolo": il liquido conservato nell'ampolla si era liquefatto "come se fosse sgorgato quel giorno stesso dal corpo del santo". La cronaca dell'evento sembra suggerire che il fenomeno si verificasse allora per la prima volta. Del resto, la Cronaca di Partenope, precedente di qualche anno (1382), pur parlando di diversi "miraculi" attribuiti alla potenza di san Gennaro, non menziona mai una reliquia di sangue del martire.
Oggi le due ampolle, fissate all'interno di una piccola teca rotonda realizzata con una larga cornice in argento e provvista di un manico, sono conservate nel Duomo di Napoli. Delle due ampolle, una è riempita di 3/4, mentre l'altra più alta è semivuota poiché parte del suo contenuto fu sottratto da re Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna. Tre volte l'anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l'ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall'arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al "miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro". La liquefazione del tessuto durante la cerimonia è ritenuto foriero di buoni auspici per la città; al contrario, si ritiene che la mancata liquefazione sia presagio di eventi fortemente negativi e drammatici per la città.
Un analogo fenomeno, anch'esso ritenuto miracoloso, si suppone che avvenga anche a Pozzuoli, dove, nella chiesa di San Gennaro presso la Solfatara, su di una lastra marmorea su cui si afferma che Gennaro fosse stato decapitato e che sia impregnata del suo sangue, ancora oggi c'è chi sostiene che delle tracce rosse diventino di colore più intenso e trasuderebbero in concomitanza col miracolo più importante che avviene a Napoli.
Secondo studi recenti però sembra che la pietra sia in realtà il frammento di un altare paleocristiano di due secoli posteriore alla morte del martire sul quale vi siano depositate tracce di vernice rossa e di cera e che il tutto sia solo frutto di una suggestione collettiva.
Secondo la leggenda, il sangue di San Gennaro si sarebbe liquefatto per la prima volta ai tempi di Costantino, quando il vescovo San Severo (secondo altri fu il vescovo Cosimo) trasferì le spoglie del Santo dall'Agro Marciano, dove era stato sepolto, a Napoli. Durante il tragitto avrebbe incontrato la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del Santo: alla presenza della testa, il sangue nelle ampolle si sarebbe sciolto.
Di fatto, la prima notizia documentata dell'ampolla contenente la presunta reliquia del sangue di San Gennaro si ha soltanto nel 1389, come riportato nel Chronicon Siculum (ma dal testo si può dedurre che doveva avvenire già da molto tempo): nel corso delle manifestazioni per la festa dell'Assunta di quell'anno, vi fu l'esposizione pubblica delle ampolle contenenti il cosiddetto "sangue di san Gennaro". Il 17 agosto 1389 vi fu una grandissima processione per assistere al "miracolo": il liquido conservato nell'ampolla si era liquefatto "come se fosse sgorgato quel giorno stesso dal corpo del santo". La cronaca dell'evento sembra suggerire che il fenomeno si verificasse allora per la prima volta. Del resto, la Cronaca di Partenope, precedente di qualche anno (1382), pur parlando di diversi "miraculi" attribuiti alla potenza di san Gennaro, non menziona mai una reliquia di sangue del martire.
Oggi le due ampolle, fissate all'interno di una piccola teca rotonda realizzata con una larga cornice in argento e provvista di un manico, sono conservate nel Duomo di Napoli. Delle due ampolle, una è riempita di 3/4, mentre l'altra più alta è semivuota poiché parte del suo contenuto fu sottratto da re Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna. Tre volte l'anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l'ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall'arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al "miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro". La liquefazione del tessuto durante la cerimonia è ritenuto foriero di buoni auspici per la città; al contrario, si ritiene che la mancata liquefazione sia presagio di eventi fortemente negativi e drammatici per la città.
Un analogo fenomeno, anch'esso ritenuto miracoloso, si suppone che avvenga anche a Pozzuoli, dove, nella chiesa di San Gennaro presso la Solfatara, su di una lastra marmorea su cui si afferma che Gennaro fosse stato decapitato e che sia impregnata del suo sangue, ancora oggi c'è chi sostiene che delle tracce rosse diventino di colore più intenso e trasuderebbero in concomitanza col miracolo più importante che avviene a Napoli.
Secondo studi recenti però sembra che la pietra sia in realtà il frammento di un altare paleocristiano di due secoli posteriore alla morte del martire sul quale vi siano depositate tracce di vernice rossa e di cera e che il tutto sia solo frutto di una suggestione collettiva.
martedì 16 settembre 2008
Strapazzami di coccole
E io lo sapevo che prima o poi qualcuno avrebbe messo nero su bianco tutto ciò che ho sempre pensato.
Da yahoo, ieri, ho estrapolato questa notizia niente male. Utile oltretutto!!!!
Francis McGlone, neuroscienziato della Unilever R&D, ha identificato la fibra nervosa che rende piacevoli carezze e abbracci.
Il team di ricerca di McGlone ha utilizzato una macchina 'accarezzatrice' molto all'avanguardia per rilevare, fra l'altro, quali sono la velocità e la pressione ideali per raggiungere il massimo del piacere possibile. Passare la mano sul suo corpo con una pressione di due grammi, toccando cinque centimetri di pelle al secondo è il segreto.
Con l'obiettivo di isolare il nervo sensibile al tocco esterno, è stato chiesto ad alcuni volontari di riferire quanto fossero piacevoli le carezze dispensate dalla macchina in diverse modalità.
Dopodiché sono stati posti elettrodi sulla pelle dei partecipanti all'esperimento, per registrare l'andamento dei segnali nervosi dalla cute al cervello.
Mettendo a confronto i segnali corrispondenti alla carezza descritta come più piacevole in assoluto dalle 'cavie umane', lo scienziato ha potuto individuare un fascio di nervi chiamati 'fibre-C'.
I movimenti affettuosi della mano sulla pelle, secondo il ricercatore, attivano queste fibre che sono direttamente collegate con un sistema di gratificazione nel cervello, il quale mette in moto il rilascio di ormoni fonte di sensazioni piacevoli.
L'esperto precisa però che questi nervi non si trovano sugli organi sessuali, che ne hanno altri più complessi, nè sul palmo delle mani o sulle piante dei piedi, proprio perché 'madre natura' ha fatto in modo che, camminando o semplicemente stringendosi la mano con un'altra persona, non si metta in moto il meccanismo di piacere.
In tutta onestà avrei tanto voluto essere la cavia di questo esperimento!
martedì 9 settembre 2008
Punti di vista ... ti corteggiasse Medusa o Frenkstein?
La mia fonte di ispirazione è ancora una volta Yahoo.
Ma questa volta mi sento di confutare quanto da loro pubblicato.
Se qualcuno l'avesse detto a Cyrano de Bergerac, forse la sua storia con Rossana sarebbe finita diversamente.
Eppure, la formula magica per essere amati è dire semplicemente 'mi piaci' alla persona che ci interessa. E il gioco è fatto: ai suoi occhi appariremo subito più attraenti, nonostante i nostri difetti fisici.
Lo dimostra uno studio condotto da psicologi dell'università di Aberdeen (Gb), che apparirà sulla rivista 'Psychological Science' e che sarà presentata al BA Festival of Science, in corso a Liverpool fino all'11 settembre.
La ricerca, che ha coinvolto 230 fra uomini e donne, ha dimostrato che l'apprezzamento manifestato a parole, o anche con sorrisi e sguardi molto diretti dai pretendenti, li fa magicamente apparire più 'appetibili' agli occhi di chi viene corteggiato.
La ricerca, che ha coinvolto 230 fra uomini e donne, ha dimostrato che l'apprezzamento manifestato a parole, o anche con sorrisi e sguardi molto diretti dai pretendenti, li fa magicamente apparire più 'appetibili' agli occhi di chi viene corteggiato.
In pratica a interesse esplicito corrisponde, se non un sì assicurato, almeno più chance di riuscita nell'impresa amorosa.
Un fenomeno sociale evidenziato da un esperimento altrettanto semplice: a tutti i partecipanti allo studio sono state mostrate fotografie di persone in diversi atteggiamenti.
Alcuni sorridevano e sembravano ammiccare, altri apparivano assolutamente seri e poco interessati.
Dopo aver domandato ai volontari quali persone sembrassero più attraenti, la maggior parte ha risposto indicando i personaggi che mostravano più 'interesse' nei confronti di chi li guardava.
Dopo aver domandato ai volontari quali persone sembrassero più attraenti, la maggior parte ha risposto indicando i personaggi che mostravano più 'interesse' nei confronti di chi li guardava.
"E' come se imparassimo a 'quotare' la nostra attrattività - sottolineano gli esperti - attraverso il comportamento degli altri nei nostri confronti: è apparsa evidente la preferenza che le persone manifestano nei confronti di uomini o donne per così dire del loro 'livello', cioè con un carico di sex appeal e bellezza simile a quella che loro pensano di avere".
Mi pare abbastanza evidente che la ricerca degli studiosi di Abardeen abbia delle falle e delle lacune piuttosto evdenti.
Concordo con la spontanietà delle emozioni e dei sentimenti, ma l'amore scocca tra due persone e prescinde dalla sola volontà di uno dei due.
giovedì 4 settembre 2008
Edipo ed Elettra sono tornati ... ed anche Hipposh
Ditemi voi se servivano gli Ungheresi nel 2008 a dire quanto già nonno Sigy aveva detto all'inizio del XX secolo??????
Notizia di stamani pubblicata da YAHOO:
Roma, 3 set. (Adnkronos Salute) - Altro che cartomanti e sfere di cristallo. Per individuare il marito perfetto, infatti, le donne ricorrono a una tecnica semplice e rapida: si affidano agli occhi e al cuore, e finiscono per scegliere un uomo che almeno un po' somigli all'amato papà. Un sistema che, secondo un gruppo di ricercatori ungheresi, funziona anche al contrario: lui tende a preferire delle compagne che gli ricordino la mamma. L'indagine, pubblicata dai ricercatori dell'Università di Pecs su 'Proceedings B', non lascia dubbi e fornisce ancora una volta una testimonianza pratica del fenomeno noto come imprinting sessuale. Studi precedenti hanno mostrato che le donne usano i papà come modelli per scegliere un compagno, anche se sono state adottate. Cosa che suggerisce come questo imprinting sia guidato dall'esperienza, e non semplicemente dai geni. E d'altra parte questo legame si perde nel caso di donne che non hanno un buon rapporto con i loro padri. Il team ungherese, per saperne di più, ha preso matita e righello e ha misurato le proporzioni dei volti dei componenti di 52 famiglie. Scoprendo significative correlazioni tra i giovani mariti e i loro suoceri, specie per quanto riguarda l'area centrale del volto, la zona naso-occhi, per intenderci. Insomma, per le giovani donne il marito perfetto ha gli occhi del padre. Anche le giovani spose hanno mostrato una involontaria somiglianza con le suocere. In questo caso, precisano i ricercatori, il legame è con la parte bassa del viso, la zona labbra-mento. "I nostri risultati - afferma Tamas Bereczkei, responsabile della ricerca - sostengono l'ipotesi dell'imprinting sessuale: i bambini disegnano un modello mentale sulla base del genitore del sesso opposto e, da grandi, cercano un partner che ricordi loro questo schema visivo". In particolare, lui guarda le labbra e lei gli occhi del genitore preso a modello. Ma la familiarità dell'aspetto, da sola, non basta a spiegare la scelta di un partner, dal momento che i volontari esaminati dai non si sono fatti ispirare dai genitori dello stesso sesso. Insomma, sembra proprio che maschi e femmine scelgano diverse aree del volto di mamma o papà da innalzare a modello, in accordo con le generali preferenze sessuali dei tratti del viso. Secondo gli esperti, il tutto ha un significato anche dal punto di vista dell'evoluzione: infatti ci sono dei vantaggi nello scegliere un compagno in qualche modo geneticamente simile a noi. "Sembra che un certo grado di somiglianza renda le persone più fertili e geneticamente compatibili", commenta alla Bbc online Lynda Boothroyd dell'Università di Durham, psicologa esperta in questi studi. Ma c'è sempre un equilibrio da mantenere, ammonisce la studiosa. "Abbiamo parecchi meccanismi di sicurezza, dai feromoni all'olfatto, che ci impediscono di scegliere qualcuno troppo simile a noi, come ad esempio un parente stretto", conclude la ricercatrice.
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