giovedì 26 giugno 2008

Addio al nubilato parte prima










E stasera si comincia!!!!
Dopo la festa di engagement della scorsa settimana, con relativa consegna di favoloso regalo, stasera addio al nubilato.
Primo di una lunga serie per me, dal momento che i matrimoni crescono e dai tre preventivati lo scorso mese per tutto il 2008, siamo arrivati a 5 certi e 2 in sospeso, per un totale di 7 matrimoni in un anno, di cui uno a Berna.
Stasera gran debutto, dicevo, per le feste di addio al nubilato.
Sabato mattina Fuffa e Gae (vedi foto) convoleranno a nozze e stasera noi “girls” (sulla scia di “sex and the city”) saremo prese nel pieno dei festeggiamenti per l’ultima notte da single e non sotto stress. Domani sera invece … che strizza, la notte prima delle nozze.
Appena fuori dall’ufficio via a comprare uno dei soliti bislacchi e bizzarri regalini per questi eventi e poi veloce a casa per prepararci alla festa.
Tutto però sarà piuttosto soft: nessun locale, nessun ficaccione esagerato, nessuna animazione strana. Saremo solo noi, con pizze e birre., così come Fuffa ha chiesto.
Stasera sarà la sua serata!

martedì 24 giugno 2008

I riti della notte di San Giovanni

In questa festa, secondo un'antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua).
Per questa ragione la notte di s. Giovanni e' legata a tantissime forme di divinazione sul futuro amoroso e matrimoniale, utilizzando come base acqua, fuoco, e piante.
Le ragazze da marito, se vogliono conoscere qualcosa sulle loro future nozze, dovranno, la sera della vigilia del 24 giugno, rompere un uovo di gallina bianca e versarne l'albume in un bicchiere o un vaso pieno d'acqua che metteranno sulla finestra, lasciandolo esposto tutta la notte alla rugiada di S. Giovanni. Il mattino successivo, all’alba, si trarranno auspici sul futuro matrimonio in base alle forme composte dall'albume nell'acqua.
Oltre all'uovo poteva venir impiegato il piombo fuso: versato nell’acqua si raffreddava velocemente e dalla forma assunta si traevano previsioni sul mestiere del futuro marito.
Un’altra importante divinazione è con i cardi.
Presi due, di grandi dimensioni gli si bruciacchiava la testa, poi si mettevano in un recipiente sul davanzale della finestra, uno con il capo rivolto verso l’interno, l'altro verso l’esterno.
Se al mattino uno dei cardi era ritto sullo stelo, la ragazza avrebbe preso marito entro l’anno. Un uomo della stessa città se il cardo ritto fosse stato quello interno, uno di un’altra città se fosse stato quello verso l'esterno.
Un altro rito con i cardi prevedeva di bruciarne la corolla e lasciarla tutta la notte fuori della casa. Se al mattino appariva di colore rossastro era segno di buona sorte ma se appariva nera era indice di sicura sfortuna.
C'era anche una divinazione con le fave.
La sera del 23 le giovani nubili dovevano prendere tre fave: una intera, una sbucciata e la terza rotta nella parte sopra, e metterle sotto il cuscino al momento di andare a dormire.
Durante la notte dovevano prenderne una a caso: se prendevano quella intera, buona sorte e ricchezza, la mezza poca sorte e quella sbucciata, cattivo auspicio.
I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre che propiziatori anche purificatori antidodi contro le malie e le fatture.
La rugiada della mattina di San Giovanni, ovviamente legata all'elemento acqua, ha il potere di curare, di purificare e di fecondare.
Nel nord Europa se una donna desiderava molti figli, doveva stendersi nuda (o rotolarsi) nell’erba bagnata. Ciò’ anche se voleva bei capelli e una buona salute.
Le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà sono esaltate e alla massima potenza.
Le erbe più note da raccogliere nella notte del 24 sono: l'iperico detto anche erba di S. Giovanni; l'artemisia chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana - Artemide; la verbena protettiva anch'essa e il ribes rosso che proteggeva dai malefici e poi il Vischio, il Sambuco, l'Aglio, la Cipolla, la Lavanda, la Mentuccia, il Biancospino, il Corbezzolo, la Ruta e il Rosmarino.
Con alcune delle piante sopra citate era possibile fare "l’acqua di San Giovanni": si prendevano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si mettevano in un bacile colmo d'acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa. Alla mattina successiva le donne prendevano quest’acqua e si lavavano per aumentare la bellezza e preservarsi dalle malattie.
Altre erbe, usate nella medesima maniera davano origine ad altri tipi di acqua di s. Giovanni (ci sono delle variazioni tra regione e regione), che servivano comunque sempre contro il malocchio, la malasorte e le malattie, di adulti e bambini.

lunedì 23 giugno 2008

Finalmente è arrivata

E’ estate!!!!!!!
Assolutamente energizzante sentire la brezza calda sul volto; piacevole indossare obbligatoriamente gli occhiali da sole per evitare di stringere gli occhi per l’intensa luce; foriere di buon umore le lunghe ore di luce che ci rendono più attivi, produttivi e operativi.
Tirate le somme ho così deciso di iniziare a progettare i miei weekend al mare. Ed era l'ora!
Quest'anno la bella stagione s'è davvero fatta aspettare!!!!!
Altro che poltrire a letto fino alle 12.00! Roba da inverno! Meglio poltrire in spiaggia e gustare il sole sulla pelle (ovviamente con le dovute creme protettive: per non averlo fatto lo scorso weekenda adesso sembro un incrocio tra Heidi e un cobra)!
E ovviamente ho iniziato a viaggiare di fantasia: le spiagge caraibiche, le lunghe distese di sabbia e d’acqua, il paradiso delle isole della Croazia con quell’intensità da fiaba o le rocciose coste del Portogallo con quel vento e quel sole, e le fatate insenature della Sicilia, i suoi colori, gli odori, la nitidezza del suo cielo, le boucanville che adornano le sue case di mare e le spinose piante di fichi d’India che accompagnano le strade.Ed è lì che vorresti essere ogni volta che guardando il sole sentendo quanto è caldo voli di fantasia, (ed è meglio che continui a sognare di essere là tutte le volte che invece sei costretto al litorale romano).
Gli aerei, le vacanze, le creme abbronzanti, le calde sere fuori, le candele accese sui terrazzi, le feste.
La città che piano piano si svuota…e trovare parcheggio che diventa sempre meno un miraggio.
La gente che ha più voglia e più possibilità di conoscere altra gente.
L’euforia di nuovi incontri.
Il corpo che si riattiva e riprende vita, si abbronza, si modella al sole……ecco…il corpo che si modella…il sole…le spiagge……LA PROVA COSTUME!!!!!!
Dunque comincia il nuovo piano settimanale. Palestra almeno due volte alla settimana. Corsetta al sabato mattina prima di andare in spiaggia. Assoluto divieto di dolci e triste riduzione di carboidrati. Bere tanta acqua ed incentivare l’assunzione di frutta e verdura.
Sarà dura ma malgrado queste stressanti sollecitazioni mi sento pronta e frizzante più che mai a cominciare una nuova stagione estiva che stando al Meteo si prospetta assai lunga e calda.
Beh, menomale che c’è l’aria condizionata!!!!!

martedì 17 giugno 2008

I numeri della sorte

Certo che se gli Europei si fossero giocati a Napoli o a Londra forse nessun calendario avrebbe segnato degli incontri nelle date del 13 e del 17 di Giugno (e gli azzurri ci sono incappati entrambe le volte), ma giocando nelle austere e ligie Svizzera e Austria la scaramanzia cede il posto al rigore e speriamo non ai rigori questa sera.
Italia Francia, sfida mai finita!
Sono ben 9 le volte che ci hanno visti opposti lontano da sfide importanti, con ahinoi, un successo dominante dei Bleu: 5 vittorie e 4 pareggi.
Per ben 6 volte, però, le due nazionali si sono sfidate in campionati internazionali con un bilancio di totale parità. Due vittorie per noi, due per loro e due paraggi.
Oggi sarà la volta decisiva!
Memorabile l’ultima grande sfida nelle notti magiche di Berlino di due anni fa.
Inutile sottolineare tutta la tensione dell’intero stivale quest’oggi e la sempre crescente attesa per le 20.45 quando saremo tutti sintonizzati su Rai 1 in atteggiamento orante o in preda a riti e gesti scaramantici.
Le proveremo tutte: dalle corna ai gobbetti, dai bouquet di peperoncini ai ferri di cavallo, dalle scope scaccia guai alla ricerca degli impossibili quadrifogli.
Ma la palla è rotonda e matta e gira senza un senso preciso se non secondo le impostazioni e gli schemi vincenti che i nostri Azzurri certamente ci sapranno offrire.
Certo, visti i precedenti in questo campionato, la bravura e la determinazione non sono dalla nostra, ma la speranza è l'ultima a morire, anche se chi di speranza vive disperato muore.
Comunque dopo Garibaldi e Silvio solo Lippi e i suoi 22 hanno unito l'Italia: speriamo che anche Donadoni riesca nell'intento!
Forza, Azzurri, regalateci un altro sogno, regalateci un’altra vittoria!

lunedì 16 giugno 2008

Lo chiamerò Silvio


Queste le parole del Silvio Nazionale in merito al Ponte di Messina.
Vanity di questa settimana ammette che il Premier, caparbio come non mai nel portare a termine la sua creatura, ha deciso che questa sarà dedicata alla memoria di chi durerà nei secoli, esattamente come lo stesso ponte sarà imperituro ...
... beh, data la zona altamente sismica qualche dubbietto mi farebbe riflettere.
In principio il desiderio del Silvio neo Garibaldi, tutto intento ad annettere la Sicilia al resto di Italia, era quello di dedicare l'ingente ed impossibile opera alla memoria di un uomo giusto e corretto di nome Luigi, suo padre.
Non si sa nè perchè nè quando il Premier abbia cambiato idea sull'onomastica del Ponte, fatto sta che lo si chiamerà Ponte Silvio, forse per assonanza con il Milvio romano.
Ed allora, non solo il Ponte Silvio sarà uno scempio per uno dei paesaggi più belli che lo stivale abbia, ma, per affinità con il romano Milvio, sarà anche tempestato di lucchetti dell'amore orribile a vedersi.
Ma tutti noi vogliamo ricordare al Governo Italiano che l’insularità della Sicilia e' un valore, e' un ideale, e' la premessa di un abbraccio con tutti i popoli del mondo.
Le caratteristiche, i miti, la storia, il paesaggio e l'ambiente dello stretto di Messina costituiscono un patrimonio che appartiene a tutta l'Umanita'.
E' dovere dello Stato evitarne la SOPRAFFAZIONE o la SCOMPARSA.
Lo stretto di Messina e' il cuore della Magna Grecia e della storia
Non possiamo consentire che venga massacrato dal ferro e dal cemento.
Siamo tutti d'accordo che un Premier dia il proprio nome ad un'opera titanica e foriera di progresso e sviluppo, dunque suggeriamo al Silvio Nazionale di intotolare a se stesso la nuova autostrada Salerno/Reggio Calabria, o la nuova Autostrada Catania/Siracusa o l'edificazione dei raccordi viari della Sicilia Meridionale o il doppio binario sulla linea ferrata della Calabria.
Visto quante scelte??????
NO AL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA

giovedì 12 giugno 2008

Semplice scaramanzia?

Qualche giorno fa, in viaggio per Napoli, leggevo un articolo piuttosto bizzarro sul Vanity Fair: il Ponte di Messina porterebbe jella.
Sarebbe questa la ragione per cui la Emma Marcegaglia, neoeletta presidentessa di confindustria, avrebbe dichiarato che la costruzione del ponte non sarebbe una priorità.
Il settimanale più alla moda che esista forniva dunque una lista di momenti della storia del nostro Paese in cui si è tentato di procedere con la costruzione dell’opera titanica riportando clamorosi insuccessi a livello economico e politico.
Si citavano dunque crisi e cadute di governo delle ultime ore e casi ancor più gravi di stragi e terremoti in anni passati.
Sarà forse che Qualcuno da lassù ci osserva e ci protegge, guardandoci dallo scempio che alcuni nostri politici vorrebbero perpetrare a scapito di uno dei posti più suggestivi e paesaggisticamente più belli di Italia? Non tirando in ballo (perché questo post non vuole essere cronaca politica né pungente denuncia sociale) tutto ciò che la costruzione dell’opera comporterebbe, in termini di danno, alla città di Messina.
E qui scatta la questione scaramanzia: perché ostinarsi in qualcosa che il caso non vuole?
La Sicilia isola è ed isola vuole restare: infondo a separarla dal continente sono solo 3 Km … i più belli di Italia, come li definì Gabriele D’Annunzio.

venerdì 6 giugno 2008

Hopeless


... I did it again ...
ricordate la canzone di Britney Spears???
Sono totaly hopeless: ho cominciato a parlare di Ernesto l'argentino (vedi foto ... ma non è affatto riuscito bene quest'avatar!!!!!) e non ho messo un argine!!!!
Ovvero: come farsi terra bruciata da sola!

mercoledì 4 giugno 2008

L'amour, l'amour, toutjour l'amour

Il post di oggi è un esorcismo!
Serve ad allontanare da tutti quella prosopopea di prendersi troppo sul serio e di non fare sarcasmo su se stessi. Un po’ di sana autoironia fa solo bene.
Beh, ieri, durante la mia pausa caffè, ero in conversazione con un membro della Tribù e si discuteva di sentimenti. Di come ci si rapporta alla persona che ci piace, di cosa si prova nel momento dell’incognita, di quando cioè non si sa cosa l’altro/a pensi di noi.
Facevo presente che in questi giorni mi sento molto euforica, bene con me stessa, che tutto mi sembra più bello e più facile, di ottimo umore: sintomi in genere del più classico innamoramento.
Sono innamorata della vita!
E tutto mi da l’impressione di essere più cool!
Non solo. Mi sento di diffondere amore a gogò (vedi foto).
Ora tutti questi atteggiamenti assai positivi e propositivi hanno tuttavia anche un loro lato negativo: accentuano la mia già proverbiale incontinenza verbale. Dunque prendo per la tangente e non la smetto più.
Ecco, appunto ieri ho dato una delle mie migliori performance.
Si parlava dell’amore, dicevo, e di come si debba essere naturali davanti a quel qualcuno che tanto ci mette di buon umore.
Per natura io vado in panico davanti a questo qualcuno, me la do a gambe levate, scappo da tutte le mie responsabilità e dall’idea di essere matura e di affrontare in modo idoneo la cosa, altro che essere naturali. Per me l’unica cosa che è naturale è la figa … Oddio che ho detto!!!! La fuga!
Il punto è che data l’euforia del buon umore, data la velocità della pausa, dato il panico che già alla sola idea mi stava prendendo mi è venuta fuori la I al posto della U.
Inutile dire che dall’altra parte ci si dava a grosse grasse risate e ad illusioni di lapsus freudiani.
Ma giuro che non si trattava proprio di lapsus, che non volevo proprio dire quello che in realtà ho poi detto. Dopo un attimo di imbarazzo in cui sono diventata peggio di un peperone, ho cominciato a ridere contagiata dalla fragore della risata dell’altra parte e mi sono detta: ma si, facciamone un post, perché chi non sa ridere di sé è davvero tanto tanto triste!!!!!