mercoledì 14 maggio 2008

Zitelle attempate e Scapoloni evergreen

Qualche tempo fa lo straletto Vanity titolava: perché le donne mature non sposate vengono appellate “zitelle” mentre gli uomini della stessa età e condizione sono ancora “scapoli appetibili”?
Ma come?
Le donne non hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri degli uomini?
Non hanno raggiunto la stessa parità grazie al movimento femminista del ’68?
Domande semplici e quasi banali che tuttavia scatenano una querelle non indifferente sulle diversità che la società moderna continua a sottolineare tra uomini e donne!
E allora ecco chiarito il perché si continui a legittimare un Ministero alle Pari Opportunità.
Le donne, ahimè non c’è ’68 che tenga, sono ancora considerate categorie inferiori!
Perché per loro c’è un triste ed inesorabile orologio biologico. Perché quando i primi capelli imbiancano, il loro aspetto diventa sciatto e devono ricorrere alla tinta. Perché se si è over trentacinque e si è ancora single per tutta una serie di ragioni che questo post non intende sindacare si è tagliate fuori e bollate con un marchio di “attempate”.
Ecco i numerosi perché.
Fai l’hostess di volo? Alle prime rughe già il tuo posto comincia a vacillare!
Sei un’insegnante di liceo? I tuoi alunni, e soprattutto le tue alunne, cominceranno con le perfidie sul tuo essere “out” e “retro”!
Sei una diva TV? Hai l’obbligo del lifting preventivo!
Fai la modella per una casa di cosmetici? A 33 anni sei già fuori target.
E ora analizziamo gli stessi identici casi da un punto di vista tutto maschile.
Fai lo steward di volo? Alle prime rughe rimani al tuo posto e anzi la divisa ti dona ancora di più!Sei un insegnante di liceo? Classico mito di Elettra: le tue alunne ti vedranno come l’uomo maturo strafico e i tuoi alunni ti idolatreranno immaginando di essere come te quando avranno la tua età.
Sei un divo TV? Avrai al tuo fianco l’ultima Miss appena maggiorenne.
E allora? Vi sembra equo e giusto?
E c’è di più!
L’uomo sale e pepe ha un alone di fascino in più, piuttosto che una spenta patina di tempo. Quello con qualche solco sul viso è un uomo maturo che ispira protezione e che mantiene ancora il suo quid di gradevole e attivo testosterone.
Chi è over “anta” ed ha già uno o più matrimoni alle spalle ma ha ancora voglia di “rifarsi” una vita è uno che si sa mettere in gioco.
Chi invece è over “anta” e non si è ancora sposato è un fascinoso e tormentato intellettualoide ribelle votato all’affermazione delle libertà individuali.
E se tutto ciò si riferisse ad una donna?
Ecco come sarebbe.
La donna con qualche ciocca “impolverata” sente il peso del tempo, il passare costante dei giorni. Quella con qualche rughetta in più smette anche di ridere perché si sa che le risate provocano le curve della pelle e in preda al panico comincia a dar credito agli ammiccanti spot di creme e oli rigeneranti.
Chi è over “anta” ed ha alle spalle uno o più matrimoni falliti è una donna altrettanto fallita.
Chi invece è over “anta” e non si è ancora sposata è una donna che ha qualcosa fuori posto.
Ora ditemi: vi sembra che nel 2008 tutto ciò sia ancora accettabile?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma ma ma .... Parli proprio tu?
Che a Siena non volevi darmi il letto più comodo perchè ti definisci "donna", ed in quanto tale devi essere trattata con superiorità.

Ma ma ma ... Parli proprio tu? Che non fai altro che ricordarci che la donna deve stare a casa a badare ai figli, e preparare loro le marmellate.

Ma ma ma .... Parli proprio tu? Che vuoi trasmettere a tua figlia l'arte dell'uncinetto.

Ma ma ma .... Parli proprio tu? Che non fai altro che chiedere a tutti i tuoi ragazzi il 740 per trovare il tipo giusto con cui convolare a nozze(caro Visco hai oscurato le speranze di alcuni.. me compreso)

Cara G. di Gatta, ma va.. va.. Vanity Fair

La G. di Gatta ha detto...

Blandy, infatti non rinnego quanto mi hai scritto.

Ho fatto bene a non volerti concedere il letto migliore: la galanteria prescinde dalla parità tra uomini e donne.

Faccio bene a dire che voglio insegnare ai miei figli a fare le marmellate e lavorare la maglia (non l'uncinetto) così ripristino le tradizioni di un tempo che a dimenticarle si sbaglia soltanto.

Riguardo al 740, adesso grazie al Ministro, non avrò più bisogno di chiederlo ;-)
Tuttavia ammetto che lo avrei fatto solo per amore. In caso di trasferimento in altra sede del mio compagno avrei dovuto smettere di lavorare e capisci bene che il caro vita è sempre in crescita: come si fa a sopravvivere con un solo stipendio?
Converrai con me, giovane capitalista!