giovedì 29 maggio 2008

Metafora

Una "lettera di stima", o di velato amore, è quella che a sorpresa un membro della Tribù ha ritrovato sulla scrivania.
Contrariamente a quianti contribuiscono a diffondere una travisata idea del mio "essere libera da liniti e vincoli" schiacciandomi in una veste che mi sta stretta (e non perchè sono ingrassata ... cmq niente dolci fino alla Corsica, non si sa mai!) e che ha le tinte di chi non si tiene un cecio in bocca non rivelerò il nome, nè il sesso di questa persona!
E in tutta trasparenza ho avuto anche il suo permesso alla pibblicazione di questa missiva.
Buona lettura!!!!
1632
Nella primavera del 1632 al largo della Cornovaglia una goletta battente bandiera portoghese si trovò improvvisamente in mezzo a una furiosa tempesta. La nave fu scaraventata sugli scogli, il fianco si squarciò e continuò a imbarcare acqua. L’equipaggio che non era stato ancora buttato in mare si tuffò per non essere trascinato giù dalla nave stessa. Tutti si dimenticarono di tutti. C’era una ragazza su quella nave, una clandestina inglese in fuga da una terra dilaniata dalla guerra civile; era rimasta sotto coperta, e nessuno si accorse di lei. Gli alberi della nave erano ormai spezzati, l’acqua aveva invaso la carena.
La nave fu sbattuta per cinque giorni e cinque notti da un mare furioso.
Si inclinò su un fianco ma, miracolosamente, non affondò.
Quando lei si svegliò ciò che restava della goletta, che l’aveva protetta come uno scrigno, si era incagliato su una stretta spiaggia al limitare di una radura, in una piccola baia alle cui spalle si alzavano basse colline gonfie di verde.
Trascorsero alcuni giorni, ma non successe nulla, non arrivò nessuno.
Allora lei si fermò per pensare, e decise che non si sarebbe data per vinta. Decise che avrebbe vissuto. E alla fine di quel pensiero chiuse e riaprì gli occhi, così, proprio come il battito d’ali di una farfalla…
Con le assi della nave costruì un piccolo rifugio, una capanna, una minuscola casa meravigliosamente arredata con ciò che il mare ogni giorno le portava lungo la costa. Iniziò a raccogliere quello che l’isola offriva, frutta, granchi, iniziò anche a piantare qualche chicco di grano trovato sul relitto.
E poi, dopotutto il mondo non doveva essere molto lontano, anche se lì, su quella piccola isola, sembrava davvero non ci fosse nessuno.
Ma lei era forte, era determinata, e decise che avrebbe continuato a vivere.

Poche ore dopo, dall’altra parte del mondo un’onda enorme si abbatté violentemente contro i bastioni del porto di San Juan. Lo sparuto gruppetto di ladruncoli che si aggiravano tra le barche attraccate al molo si ritrovò improvvisamente immerso a mezzo mare, tra pezzi di nave, botti, casse di legno e ogni sorta di cosa trascinata via dalle corrente.
Di quelli solo uno fu raccolto vivo dal brigantino a palo alto francese che cinque giorni dopo tagliava l’odierno golfo del Messico verso sud-sud-est. Quando lui si svegliò si trovò di fronte un omone barbuto e con dei polsi grossi come tronchi, che lo afferrò per il collo della camicia, lo sollevò e… gli sorrise.
Trascorsero alcuni giorni, e quella piccola nave pian piano diventò la sua casa, e quel gigante buono un maestro e un padre.
Allora lui si fermò per pensare, e decise che non si sarebbe più smarrito. Decise che avrebbe vissuto.
E dai e dai ogni giorno lavare il ponte, rammendare le vele, sgobbare in cambusa, osservare le nuvole, rubare i segreti della navigazione, apprendere l’arte della guerra, imparare la durezza del mare.
Ma lui era convinto, era sicuro, e decise che avrebbe continuato a vivere.

Quindici anni dopo, in un angolo sperduto dell’Oceano Atlantico, quando dalla scialuppa che si era staccata dal galeone spagnolo ancorato di fronte alla baia saltò sulla sabbia, si guardò intorno, cercando alberi buoni a riparare la fiancata del suo Santa Cruz, danneggiato nell’ultimo scontro con quei dannati corsari.
Volse lo sguardo lungo la spiaggia, prima da un lato, e poi, lentamente, dall’altro. I suoi occhi penetravano molto al di là di quanto i suoi uomini potevano vedere. Fu così che la vide, incredulo, quella minuscola conchiglia fatta di pancia di nave incastrata fra gli alberi. Allora i suoi stivali iniziarono a premere orme più profonde sulla sabbia bagnata e prima ancora che potesse anche solo azzardare un’ipotesi lei improvvisamente uscì da quel guscio. E fu come un lampo. I suoi vestiti consumati, i suoi piedi scalzi, i suoi lunghi capelli, e dietro di lei quei muri di quercia ricurvi, tutti quegli oggetti naufragati lì… In un momento il suo quadro mentale si ricompose, e poi tutto si fermò come su un filo di lana sospeso sopra un largo precipizio. E lui capì da dove era venuta quella grande onda che aveva sconvolto la sua vita quel giorno al molo… E lei capì quanta strada aveva fatto l’aria spostata dal battito d’ali delle sue palpebre quel giorno sulla spiaggia…
E lei smise di combattere. E lui smise di vagare.
Lui si tolse l’elmo, il suo elmo d’acciaio di Toledo, si piegò in un inchino d’altri tempi, con un chè di timoroso rispetto, per essere lui lì dove lei era da chissà quanto.
Lei mosse la mano verso di lui, fece per sollevare le sue spalle, e in quell’istante i loro sguardi si incrociarono legandosi l’uno nell’altro, e lui vide per la prima volta i suoi occhi verdi smeraldo, e sentì il profumo della sua pelle, e sfiorò il suo vestito fatto di sole. E lei gli disse:
Capitano, iniziavo a pensare che non sarebbe più arrivato.

mercoledì 28 maggio 2008

L'eccezione che conferma la regola

L’eccezione che conferma la regola
A un biondo? Direi proprio di no!
Questione di gusto: a me, per dare un esempio, piacciono i mori. Carnagione olivastra, occhi scuri = the one for me!
Tuttavia è alquanto riduttivo! Il colpo di fulmine (quello menzionato al post di sotto) lo si può avere per tutti. Non per forza alti, splendidi, occhio felino e annessi e connessi.
Chi l’ha mai detto?
Il colpo di fulmine può capitare anche per uno che di solito non risponderebbe mai ai propri canoni, ma che ha quel quid che colpisce.
Perché è geniale, arguto, brillante. Perché è bello: ma di bello soggettivo!!!!
Che poi è quello che conta!
Comunque i perché di un colpo di fulmine fuori canone possono essere innumerevoli.
Certo, è vero, si può essere propensi verso un particolare genere piuttosto che un altro, ma poi alla fine è sempre tutto una gran sorpresa!
Allontanarsi dal cliché è segno di evoluzione, cambiamento. Chi resta solidamente ancorato alle proprie fissazioni dimostra di essere poco, poco … POCO, non trovo la parola esatta!
Ben venga, dunque, la “questione di gusto” ma non per forza questa deve essere una regola!
Oltretutto sappiamo benissimo, e la scienza lo dimostra, che c’è sempre un’eccezione che conferma la regola!
Adesso siamo tutte oneste e ammettiamo che se una statua è bella, lo è a prescindere che sia di marmo o di bronzo; che se una camicia è ben fatta poco importa se sia di seta o di lino. Resta comunque il fatto che tanto la statua quanto la camicia hanno un intrinseco valore.
Nel regno animale, genere umano, il nostro Re di Persia (vedi foto, anche se intelligenti pauca, si capisce benissimo di chi sto parlando anche senza guardare la foto) è la trasposizione di quella statua e di quella camicia, sicché il fatto che sia biondo è solo un’inezia!!!!
E, lettori del post, state certi che non è solamente un’opinione personale!!!!!!!

Coup de foudre

Cosa non si fa per amore?!
Questo non è uno dei soliti post sulle struggenti storie d’amore, ma un dichiarato inno all’euforia dell’innamoramento!
Nuove conoscenze, inizio del corteggiamento, start up del flirt!
Tutti momenti divertenti e frizzanti.
E poi via alla storia: ormoni in fermento, il tempo che non passa mai, la giornata che non finisce più. E in alcuni casi la distanza, i lavoro di uno o dell’altro in giro per l’Italia che di conseguenza tiene lontani e la voglia di vedersi che cresce sempre più.
E allora all’improvviso si salta su un treno, un aereo, una macchina e si raggiunge lui (o lei).
A distanza ormai di un “lustro” ricordo ancora l’entusiasmo che mi caricava per il tipo della foto! Emozioni e fisici effetti (dimagrire 8 kg per amore non è roba da poco!) assolutamente deliranti e adrenalinici.
E che questo batticuore non abbia limiti d’età!
Legittimo provarlo a 20 anni, ma ancora più bello in età più adulta.
E l’augurio per tutti è che si possa provarlo quanto più a lungo possibile.
Io non vedo l’ora che mi ricapiti!!!!
E voi? Cosa avete fatto per amore?

martedì 27 maggio 2008

Gentiluomini si nasce

Questa mattina, reduce dalla festa del Portos dalla quale sono rientrata alle 03.10, sono arrivata in ufficio pressocché distrutta e ancora malgrado ripetuti caffè non mi sono del tutto ripresa.

Comunque a farmi fare quattro risate c'ha pensato la Maranta Power con questo video mandato per mail e con la sua richiesta di "bloggarlo"

Non si poteva non si poteva non accontentarla ...

Lo dedichiamo a tutti gentiluomini che fanno parte della nostra Tribù!

lunedì 26 maggio 2008

Quel 26 maggio del 1977 ...


Una data da ricordare: Mr. Portos veniva alla luce.
Simbologie legate al Sole:

Il Sole rappresenta la vitalità, la voglia di vivere, il senso di individualità, l'energia creativa, la volontà e la consapevolezza. E', in sintesi, il principio maschile e la parte virile sia nell'uomo e nella donna.Dalla sua posizione si individua il livello di socializzazione e il modo di affrontare la vita di una persona.

Salute: presiede al cuore, alla circolazione sanguigna, alla colonna vertebrale, alla vista (occhio destro).

Sole in Gemelli

I Gemelli sono irrequieti, si interessano di varie cose e amano raccogliere informazioni preziose e versatili, pur non andando mai troppo in profondita.Parlano molto, sono dei grandi oratori e hanno un'ottima dialettica che spesso li aiuta a mascherare i propri difetti e carenze. La loro intelligenza e intuitiva e rapidissima, anche se a volte si dimostrano troppo impazienti nel voler conoscere tutto e in fretta. Riescono a fare più cose rispetto a quelle che stanno pensando nel medesimo istante e sono appassionati dei giochi enigmistici e di intelligenza. I Gemelli amano l'aria fresca e fare attività all'aperto; i loro malesseri sono generalmente di origine nervosa e mentale.

-84 Quadrato Sole Luna

Questo Aspetto farà in modo che i vostri problemi si risolveranno in un conflitto fondamentale, magari tra i due genitori oppure tra genitori e figli o ancora tra il lavoro e gli affari pubblici da una parte e gli interessi privati e domestici dall'altra. Le vostre emozioni possono essere forti e difficili da controllare. Potreste avere dei contrasti con l'altro sesso, o con la famiglia d'origine.

146 Congiunto Sole - Giove

Avete una buona saggezza intellettualmente e godete di benefici materiali, siete spesso orgogliosi e mondani. Anche quelli di voi che seguono un cammino religioso o ascetico tendono a darsi molta importanza. In linea generale siete favoriti dal benessere dalla salute, dalla buona fortuna, con prospettive di guadagni e di arrivare al potere, specie se il vostro ragionamento è logico e le scelte razionali.

20 Trigono Sole - Plutone

Questo aspetto vi dà energia emotiva e determinazione al carattere. Potete essere ostinati, amanti dei segreti e vi dedicate allo studio dei più profondi e oscuri misteri della vita. La vostra energia vitale è molto equilibrata e potente. Avete una correlazione molto stretta fra personalità cosciente e istintualità, possedete una grande vitalità e forza di resistenza, sentite la necessità di predominare. E' dovuta alla fiducia nelle vostre forze e al vostro magnetismo personale.

Simbologie legate alla Luna:

La Luna rappresenta il mondo interiore, la parte più segreta di noi stessi, l'inconscio.Esprime soprattutto le impressioni e l'adattabilità all'ambiente e alle situazioni. Ci fa ricordare il passato e a tutti i legami che ci ancorano ai ricordi.

Salute: governa stomaco, apparato digerente, occhio sinistro, utero, ovaie, seno.

Luna in Vergine

Con la Luna in Vergine si possiedono grandi capacità pratiche che permettono di svolgere lavori con estrema precisione. Di norma si è realisti e si è indirizzati verso schemi di vita ben precisi e ordinati.Ci si può preoccupare eccessivamente per la propria salute.

127 Trigono Luna - Mercurio

Le vostre qualità principali sono: una buona memoria, una mente poetica e una buona dose di "buon senso". Vi affermate spesso nel campo del giornalismo e dell'insegnamento. Questo è un aspetto molto favorevole che rende più armoniosi i rapporti fra i vostri sentimenti, i pensieri e l'azione.

-46 Quadrato Luna - Giove

Avete un continuo desiderio di "qualcosa in più": più emozioni, più affetto, più lusso o, per i tipi introversi, più religione. Le vostre esigenze emotive potete soddisfarle, temporaneamente, dal consumismo, dalle ossessioni religiose o dalle credenze esasperate. Avete sempre bisogno di essere fortemente motivati, in modo da alleviare la vostra dipendenza dagli stimoli provenienti dall'esterno.

221 Sestile Luna - Urano

La vostra indipendenza a livello sentimentale e familiare è molto importante per voi. Risentite delle pressioni sociali e le vostre condizioni domestiche, in cui vivete, sono spesso insolite. Avete un coerente e fattivo scambio tra dinamismo e percettività. Siete equilibrati nel portare avanti le vostre iniziative, le scelte e le decisioni.

Simbologie legate a Mercurio:

Mercurio rappresenta l'intelligenza, l'astuzia, l'eloquenza, la rapidità nell'agire. Esercita la sua influenza soprattutto nel campo commerciale, letterario e scientifico e conosc ere in che segno si trovi può essere di aiuto per poter concludere meglio i propri affari.Salute: interessa il sistema nervoso e cerebrale, l'apparato respiratorio.

Mercurio in Toro

Quando Mercurio si trova nel segno del Toro, siamo di fronte ad una persona con un'intelligenza pratica, concreta, orientata verso gli aspetti stabili. Caratteristiche predominanti di questo carattere sono il buon senso e l'organizzazione: si è in grado infatti di agire con con tatto e giudiziosità. Per questa persona è necessario un apprendimento graduale prima di conoscere completamente un argomento. Di conseguenza, formula lentamente e ponderamente un giudizio ma, una volta preso, lo cambierà solo dopo grandi sforzi. Per questo motivo può essere considerata come una persona poco flessibile o elastica. Si ha una grande concentrazione e si tende ad ignonare tutto ciò che non interessa direttamente. Possibili capacità artistiche.-66 Quadrato Mercurio - Saturno

Questo aspetto è indice di conservatorismo e di studi pratici, il che aumenta la vostra mancanza di fiducia nelle proprie idee e nella propria immaginazione. Tuttavia siete ostinati, materialisti e portati agli affari e, se dovete lottare per superare la prospettiva di un fallimento in campo accademico, potreste ottenere dei successi insperati. Avete una conflittualità fra le vostre doti intellettuali e la capacità di analisi lucida.

-178 Opposto Mercurio - Urano

Le vostre opinioni sono solitamente estreme, siete vanitosi ed arroganti nelle vostre credenze e nelle vostre idee che, spesso, sono insolite e molto poco pratiche. Potreste diventare membri di bizzarre sette religiose o di gruppi politici estremisti. Siete all'avanguardia da un punto di vista intellettuale, in quanto un'idea che oggi sembra estrema domani potrà essere comunemente accettata da tutti.

Simbologie legate a Venere:

Venere rappresenta il contatto affettivo col mondo esterno, la capacità di amare, il desiderio, la bellezza, le arti e le inclinazioni artistiche in genere.Salute: governa reni, circolazione venosa, gola, ormoni, organi genitali interni.

Venere in ArieteCon Venere in Ariete, la vita amorosa è ricca di esperienze, ma è anche incostante e soggetta a crisi e a possibili tagli bruschi, in quanto la personalità è amante delle novità e del cambiamento. Il sentimento è impulsivo, focoso e impaziente. Un uomo viene attratto da una donna indipendente che eccelle, brillante e con il senso dell'avventura.

497 Congiunto Venere - Marte

Le vostre emozioni sono calde e potenti: avete continuamente bisogno di nuove esperienze sociali, fisiche e sessuali. Siete energici, autoritari, egocentrici, ma riuscite ad essere simpatici quasi a tutti. Pronti ad adirarvi, tuttavia non serbate rancori e non avete problemi ad ammettere i vostri errori.

16 Trigono Venere - Nettuno

Mettete fantasia, solidarietà e intuizione in tutti i rapporti di coppia. avete una fervida immaginazione che vi avvantaggia nelle attività artistiche, oltre al senso dello stile, dell'immagine e della moda. La vostra affettività e la sensibilità sono legate armonicamente.

Simbologie legate a Marte:

Marte rappresenta l'azione, l'energia, la determinazione, l'ambizione. Esercita la sua influenza anche nel campo sessuale e conoscere in che segno si trovi può essere di aiuto per conoscere meglio come soddisfare i propri desideri e le proprie necessità.Salute: governa testa, organi genitali esterni, muscolatura, globuli rossi, temperatura corporea, orecchio sinistro.

Marte in Ariete

Nel segno del suo domicilio, l'Ariete, Marte fornisce energia, aggressività, impulsività e il coraggio per avviare nuove azioni sempre rapide e travolgenti. Lo spirito d'intraprendenza è in primo piano, portando fiducia nei propri mezzi con attitudini da leader.Tuttavia, può essere difficile trovare un’intesa perfetta con i propri collaboratori perché, a volte, può mancare un po' di pazienza e di tatto: bisognerebbe cercare di essere un po' più riflessivi.

16 Trigono Marte - Nettuno

Questo aspetto indica una vostra mancanza di praticità: quindi, vi troverete a vostro agio se potrete esercitare un lavoro che richieda immaginazione, capacità artistica o idealismo. Buon equilibrio tra idealismo e azione. La creatività artistica o intellettuale è molto originale e dinamica.

Simbologie legate a Giove:

Giove governa l'espansione, l'ottimismo, la filosofia, l'ordine sociale e religioso, la giustizia, la moralità, attira gli eventi positivi necessari per la riuscita ed il successo. Ecco perché viene considerato il pianeta della "grande fortuna". La posizione di Giove nel tema natale di una persona evidenzia gli apporti benefici particolari che ogni persona riceve alla nascita per raggiungere la felicità e quale atteggiamento interiore può aiutare verso il raggiungimento del successo. Indica inoltre la natura e lo sviluppo dei più alti attributi mentali. Salute: interessa fegato, milza, circolazione arteriosa, crescita cellulare, appetito, peso corporeo.

Giove in Gemelli

Con Giove in Gemelli, le doti espressive e intellettuali sono favorite, facilitando la disinvoltura espressiva. Si ha la capacità di essere versatili in molti settori e si è dotati di un buon equilibrio. Nel carattere si evidenzia la capacità di mantenere un atteggiamento giovanile fino alla vecchiaia, grazie a una buona combinazione fra una parte matura e una giovane. Un pizzico di ironia e un'allegria di fondo aiutano, infatti, a sdrammatizzare e a colgliere i lati divertenti della vita.

85 Sestile Giove - Saturno

Questo aspetto è estremamente benefico e costruttivo: ciò costituisce per voi una solida base, sulla quale potete sviluppare il potenziale dell'intero tema di nascita. Questo aspetto vi dona un buon equilibrio fra l'ottimismo gioviale e la razionalità.

-60 Opposto Giove - Nettuno

Siete molto sensibili e confusi. Sarete, di conseguenza, indotti a sacrificarvi per delle grandi cause e a rifugiarvi nelle vostre fantasie o in una vita di vagabondaggio, senza mai mettere le vostre radici. Venite, da questo aspetto, influenzati piuttosto pesantemente, sia sul piano psicologico, sia su quello materiale. La vostra inadattabilità all'ambiente può trovare forme compensatorie, come in una vita sregolata.

42 Trigono Giove - Plutone

Perseveranza, determinazione e desiderosi di migliorare voi stessi. Ottimo equilibrio fra le forze istintive e l'ottimismo. La vostra creatività l'esprimete in modo piano ed armonicamente. Avete un carattere sicuro di sé e con grande voglia di affermazioni.

Simbologie legate a Saturno:

Saturno simbolizza la limitazione dell'individuo, intesa come rinuncia e solitudine, rappresenta il rigore e la perseveranza e riflette le necessità alle quali nessuno si può sottrarre. La sua posizione alla nascita è utile per capire le difficoltà che una persona dovrà superare nel corso della sua vita, la resistenza di un individuo nei confronti di crisi, le restrizioni che dovrà affrontare e la solitudine.Salute: governa scheletro, denti, cartilagini, ginocchia, pelle, capelli, invecchiamento fisico, orecchio destro

.Saturno in Leone

Con Saturno in Leone, la persona pone in primo piano l’ambizione e il gusto del comando ma non in maniera equilibrata, anche perché qui Saturno è in esilio, essendo il Leone in opposizione all’Acquario, segno di cui Saturno è il governatore. Si ricerca quindi il bisogno di essere riconosciuti e di essere rispettati e si desidera raggiungere una posizione di leadership, dove si possa esercitare un certo dominio; l’unico rischio è di non diventare troppo dominatori o dogmatici o esercitare nei confronti degli altri una severità eccessiva.

-24 Quadrato Saturno - Urano

Questo aspetto induce a comportarvi in modo estremamente variabile, che va da un bisogno autoritario di ordine, all'anarchia totale. L'atteggiamento può risultare un poco incoerente, con momenti di intransigenza e altri di indecisione. La vostra forza di volontà viene attenuata, ma mon eliminata, e se riuscite a controllare questi atteggiamenti, la capacità di realizzazione si può riscattare notevolmente.

25 Trigono Saturno - Nettuno

I sogni, l'immaginazione e l'ispirazione diventano la vostra base su cui fondare la vostra azione pratica: i valori sono generalmente tradizionalisti. Ottima influenza che vi dà la capacità di controllare razionalmente la vostra fantasia e l'immaginazione.

68 Sestile Saturno - Plutone

I vostri scopi sono ben precisi, desiderate migliorarvi sempre e vi impegnate seriamente, anche a livello emotivo, per raggiungere i vostri obiettivi. Le vostre forze inconsce sono ben controllate dalla razionalità.

Simbologie legate a Urano:

Urano rappresenta la forza di decisione, il gusto del nuovo e del diverso, l'intuizione, il progresso, l'inventiva, le riforme.E' un pianeta generazionale ed esercita la sua influenza soprattutto nel campo delle trasformazioni culturali, dei rinnovamenti, dei cambiamenti e conoscere dove si trova e se è in favorevoli aspetti con altri pianeti può essere di aiuto per capire le proprie doti e capacità di indipendenza e di innovazione. Salute: governa respirazione, sessualità, ritmi vitali, mani.

Urano in Scorpione

In Scorpione Urano si trova in esaltazione. Essendo questo il pianeta dei cambiamenti, in questo segno eserciterà nei confronti della personalità una spinta alla ribellione, all’anticonformismo. Si vorrà essere sempre in movimento, dinamici.Si hanno inoltre numerose idee brillanti e si possono avere capacità innovative in campo tecnologico e scientifico.

Simbologie legate a Nettuno:

Nettuno rappresenta l'inconscio, la vita dei sogni, il misticismo, le doti medianiche, la fantasia, l'intuizione, l'arte.Come Urano, anche Nettuno è un pianeta generazionale ed esercita la sua influenza soprattutto nel campo artistico, poetico, musicale e religioso. Da esso dipendono i grandi ideali e le forze spirituali.Salute: interessa gli anticorpi, la ghiandola pineale e la reazione alle infezioni.Nettuno in SagittarioL'ispirazione è al servizio dell'ideale. Ideale filosofico o religioso. Immaginazione accesa. Poesia religiosa e doti profetiche. Ci può essere forte il rischio di mancanza di praticità.

8 Sestile Nettuno - Plutone

Gli aspetti tra i due pianeti più lenti del sistema solare si verificano molto raramente, ma durano moltissimo tempo, di conseguenza la loro influenza agisce soprattutto sulle generazioni e può determinare svolte importanti della storia. In un Tema Natale l'influenza è incisiva solo quando i pianeti sono molto stimolati per altri versi, soprattutto dal Sole e dalla Luna, oppure si trovano congiunti all'Ascendente o al Medio Cielo. In questo secolo, i due pianeti sono in un interrotto Sestile dal 1945 al 1995.

Simbologie legate a Plutone:
Plutone rappresenta il mondo invisibile, le ambizioni di potere, l'influenza sulle masse.Come Urano e Nettuno è un pianeta generazionale ed esercita la sua influenza soprattutto nel campo della psicologia e nel rinnovamento delle generazioni. In aspetti negativi può favorire le rivoluzioni, il fanatismo e la violenza. Salute: governa testicoli, liquido seminale.Plutone in BilanciaIl pianeta si esprime male in un segno che tende ad imporgli degli equilibri. E' quindi in caduta e tende ad avere effetti malefici. Sul piano individuale aumenta l'aggressività e i contratti potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella vita della persona.

P.S.
Nello stesso momento anche Luca Toni vedeva la luce!!!!!

domenica 25 maggio 2008

Il compleanno del PORTOS

Mancano solamente posche ore alla mezzanotte!!!!!
E poi ....
... sarà il 26 maggio, 31mo compleanno del Portos!
Da brave amiche Catos, la regina dei tavoli, ed io abbiamo provveduto a preparare dolci e dolcetti.
Quanto a me, mi sono cimentata in una favolosa torta crema e cioccolato.
Pan di Spagna: per prima cosa mettere le uova, lo zucchero ed un pizzico di sale, in una terrina e, con l'aiuto di uno sbattitore a frusta, sbattete il tutto per almeno 15 minuti, sempre nello stesso senso, fino ad ottenere un composto spumoso, gonfio e di colore giallo chiaro.
A questo punto aggiungere la farina e la fecola di patate mischiate assieme versandole nel composto tramite un setaccio per far si che non si formino grumi. Mescolare il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto omogeneo, facendo attenzione a non smontarlo.
Imburrate e infarinate per bene una teglia rotonda a cerniera e versate l'impasto al centro dello stampo livellandolo per bene. Fare preriscaladare il forno a 150° e infornare il vostro pan di spagna per almeno 40 minuti senza mai aprire il forno.
A questo punto occorre pensare alla Crema Pasticcera: mettere in una casseruola quattro tuorli, conservando gli albumi per altre utilizzazioni; unire quattro cucchiaiate rase di zucchero semolato e due cucchiaiate di farina bianca. Con una piccola frusta mescolare bene il composto sino ad averlo liscio senza grumi: versare quindi sopra il latte freddo fatto cadere a filo, sempre mescolando. Mettere a cuocere mescolando in continuazione con la frusta portate all'ebollizione, tenendola sul fuoco ancora per qualche istante quindi levarla e versare la crema in una ciotola. Lasciare poi raffreddre, mescolando ogni tanto affinché non si indurisca in superficie.
Una volta che il gioco è fatto tocca procedere alla guanizione.
Uno strato di pan di spagna ed uno di crema; ancora pan di Spagna e crema; e in fine pan di Spagna.
Ricoprire quindi il tutto con la nutella e applicare su i riccioli di cioccolato bianco e nero, i cereali e la frutta.
E ...
BUON APPETITO!

venerdì 23 maggio 2008

Iscrizioni aperte

La richiesta del tavolo alla festa del Blandy da parte della Regina dei Tavoli ha acceso una querelle non indifferente che dopo un lungo batti e ribatti ha portato all’ipotesi di sostituire il famigerato TAVOLO con un piano a coda e di immaginare la nostra Regina sdraiarcisi sopra come Michelle Pfiffer ne “I favolosi Baker” (http://it.movies.yahoo.com/i/i-favolosi-baker/index-128790.html) e con un vestito rosso sensuale alla Jessica Rabbit.
Da qui ne è scaturito l’avatar e un’altra lunga catena di mail.
Il punto è che oggi dobbiamo ammettere che la regina dei Tavoli aveva ragione!
E’ duro ammetterlo ma è così: domani sera alla festa del Blandy sarebbe meglio prendere un tavolo!
Per la prima volta le feste del Blandy hanno la consumazione Obbligatoria, si con la O maiuscola. Tassa di diritto, come il Canone Rai, inevitabile e non aggirabile.
Insomma stavolta è tassativo: tocca pagà!
E a questo punto, la Regina dei Tavoli, fatti due conti ha evidenziato che la discrepanza con o senza tavolo è di soli 5 €. Ma almeno così si sta seduti!!!!!!
E ha ragione!
A questo punto siamo in cerca di coinquilini per questo notorio tavolo: dobbiamo essere almeno in 15!!!!
Iscrizioni aperte su Hipposh: basta lasciare un commento a questo post con il vostro nome!

AAA Cercasi casa ...

Carissimi tutti,
ho trovato questo annuncio navigando per blog.
Questi quattro meravigliosi cuccioli si trovano a Latina, possiamo aiutarli a trovar casa?
Linkatevi a http://sestopotere.blogspot.com/ e contattate la loro padroncina di cui io non so nulla.
Oppure scrivete direttamente a notnottana@gmail.com.
Grazie dell’aiuto.

giovedì 22 maggio 2008

22 Maggio, il G. Day

« Carthaginensis Julia
Tormentis imperterrita
Minas non timet mulier
Quas crudus agit arbiter. »
(Ad Versperas)


Il post di oggi è dedicato a Santa Giulia (s. d. 420 d. c. - 22 maggio 450 d. c.), patrona della Corsica e di Livorno.
Oggi infatti, anche se in molti non lo sanno, si celebra il suo Giorno.
L'agiografia della Santa corre su due linee parallele molto diverse tra loro, dando vita, così a due differenti tradizioni.
La Leggenda Benedettina:
Secondo la Passio Giulia era una ricca e nobile donna della città di Cartagine che cadde in rovina e che, schiava, venne acquistata da un mercante siriano di nome Eusebio, che le fece girare il mondo insieme a lui. In uno di questi viaggi, la nave di Eusebio naufragò sulle coste della Corsica, dove regnava un infido despota che si faceva chiamare 'governatore', e il cui nome era Felice. I naufraghi, disperati, fecero sacrifici agli dei, mentre Giulia si rifiutò in quanto era di religione cristana. Il governatore Felice aveva puntato gli occhi su quella dolce e bella schiava, e chiese al mercante Eusebio di poterla acquistare.Alla risposta negativa del mercante, Felice si adirò non poco, e una sera, approfittando di un'ubriachezza del mercante siriano, si fece portare dinnanzi a Giulia, promettendole la libertà dalla condizione di schiava se avesse fatto un sacrficio agli dei. Allora la donna avrebbe risposto "io sono già libera servendo Gesù Cristo mio Signore, mentre non potrei mai esserlo se servissi i vostri idoli pagani". Il governatore, seccato, tentò più volte di convincerla, ma alla fine, ricevendo l'ennesima risposta negativa, ordinò che, il giorno seguente, alla schiava venissero strappati i capelli, che venisse flagellata, e da ultimo che fosse crocifissa come il Dio che ella amava.
Quella notte, alcuni monaci abitanti dell'isola di Gorgona vennero informati in sogno di quello che sarebbe accaduto a Giulia la mattina successiva, e si affrettarono quindi al risveglio con le loro barche a raggiungere il luogo del martirio e che, giunti a poche centinaia di metri dalla costa della Corsica, avvistarono la croce a cui era inchiodata alle mani e ai piedi la povera donna, e che, fissata alla croce, vi stava una carta con la storia del martirio e il suo nome, Giulia, che a detta dei monaci che recuperarono il corpo dell'infelice, era stata scritta "da mani angeliche".
Successivamente il cadavere venne trasportato su Gorgona e lì unta di oli aromatici, ripulita e deposta in un sarcofago.
La Religiosità Corsa:
Secondo un'antica tradizione corsa Giulia nacque a Nonza, un piccolo paese sulla punta ovest di Capo Corso, nel III secolo. In quegli anni, particolarmente feroce erano state le persecuzioni contro i cristiani, e l'ormai decadente Impero Romano, nel tentativo di risollevare dalle ceneri le vecchie divinità pagane, nel 303 organizzò grandiose feste nelle quali fu invitata a partecipare tutta la popolazione. In particolare, molte donne furono inviate per onorare il Pantheon Latino, e fra esse vi era anche Giulia. Quando le venne ordinato d'inchinarsi di fronte alla statua di Giove, ella si rifiutò ed andò ad inginocchiarsi a pregare davanti alle porte chiuse di una chiesa. Questo fece infuriare i presenti, che le imposero di rinnegare la sua fede cristiana. Al suo netto rifiuto, la condannarono al supplizio della croce. Ma, vedendo la calma e la serenità della Santa, le strapparono i seni e li gettarono davanti su una roccia dalla quale sgorgarono due sorgenti di acqua calda. Dopodiché la crocifissero dove in seguito venne costruita una cappella che ancora oggi si può ammirare a Nonza, di cui Santa Giulia è patrona.

Agiografia e storia tratte da http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Giulia
"Trittico de Il martirio di S. Giulia" Hyeronimus Bosch. Palazzo Ducale, Venezia. Immagine tratta da http://www.santiebeati.it/

martedì 20 maggio 2008

Il brutto anatroccolo

Ascoltare attentamente i testi delle canzoni insegna a migliorare il proprio carattere e a vedere con occhi diversi!
Diciamocelo pure: i testi di Capossela, di Neffa, di Cammariere, tutti certo non proprio degli adoni, sono degli inni all’amore, al sentimento, anche al dolore che una storia finita provoca, come lo erano quelli di Battisti o dei Beatles.
Questi uomini, innamorati dell’amore, votati al sacrificio per la donna attorno alla quale fanno ruotare la loro arte, sono fichissimi.
Risorgono dalle loro ceneri e con una classe ultraterrena dedicano rabbia, eterno amore, dolcezza, cattiveria, alla donna che li ha ispirati, tutto nel tempo di una canzone.
A chi non piacerebbe essere la loro musa?
Ma per esserlo in linea di massima ci devi stare assieme, ed allora qui si pone un problema.
Queste persone,è matematico, non sono quasi mai handsome nel senso canonico del termine!
O per lo meno, non lo sono fuori … sono belli dentro!
Ed è naturale!
Uno belloccio fuori non avrebbe la sufficiente sensibilità per pensarle queste cose, figuriamoci per metterle in poesia!
Ecco qui allora un fenomeno sociale: il brutto che piace!Ma perché piace?
Perché comunque è un personaggio pubblico e la gente lo riconosce in strada?
Perché è un eventuale trampolino di lancio verso chissà quale meta?
No, piace perché il Neffa, il Cammariere, o il Capossela di turno è un unique!
Non esistono più uomini che riescano ad esternare con tanta poesia e passione quello che provano; che riescano a mettere in riga parole che diventano melodia anche senza musica; che riescano a dichiarare con innocente pudore anche la più istintiva furia sessuale.
Sono finiti i tempi di Pessoa!
Oggi gli uomini, quelli comuni, quelli tutti concentrati sul look da acchiappo, quelli che hanno la palestra come loro musa, quelli che puntano ad essere LO strafico, come si esprimono?
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Se ti va bene e se ti piace il calcio hai un canale preferenziale per incanalarti verso una laddish conversation, altrimenti, se ti accontenti di poco, non occorre lasciare che parlino!
Che tristezza!!!!!!!!!!
Insomma, donne, è una questione di scelta: vogliamo il belloccio bamboccio che le altre donne ci invidiano perché si limitano all'aspetto fisico o puntiamo a quel poeta che ci tolga il respiro?
E in questo caso occhio alle donne invidiose!Impenniamo le nostre aspettative; aggiustiamo il tiro; decidiamo di meritare il meglio!Nell’attesa della scelta vi lascio due righe di Prévert.
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte.Il primo per vederti tutto il viso,il secondo per vederti gli occhi,l’ultimo per vedere la tua bocca.E tutto il buio per ricordarmi queste cose mentre ti stringo fra le braccia.

lunedì 19 maggio 2008

L'ultimo lento

Qualche giorno fa, dopo avere accidentalmente beccato alla radio “Reality”, ho deciso di vedere uno dopo l’altro “il tempo delle mele 1 e 2”.
Inutile dire che la mente è volata fantasticamente agli anni ormai da troppo tempo trascorsi.
Forse i miei sono ricordi da adolescente mai cresciuta, dunque oggi un po’ retrò, ma se torno indietro con la memoria a quei momenti ormai lontani sento ancora le emozioni legate alle prime cotte, all’incontenibile batticuore per un amore quasi sempre magari anche a senso unico, o al vedere il proprio corpo cambiare.
Mi è venuto da pensare quanto appassionante fosse essere invitata per un lento, soprattutto se era quel LUI, quello che sconvolgeva gli innocenti (si, una volta, quando eravamo ragazzini noi lo erano, non come oggi …) pensieri da ragazzina, a farlo.
I famigerati lenti, quelli in cui chissà cosa poteva succedere, quelli che ti portavano a vivere dei momenti indimenticabili, eterni nella durata dei pochi minuti della canzone, quelli che ti facevano volare con la fantasia verso chissà quale nobile e toccante storia di soli sentimenti, in cui il sesso era un tabù o una magia.
Oggi è tutto più immediato, troppo diretto.
Si bruciano le tappe, si cresce troppo in fretta. Ci si atteggia a donne aggressive quando si hanno malapena 16 anni. A 19 si è già sfatte dal tempo che avanza inesorabile, donne troppo vissute con una mente di bambine.
Tutto oggi ti porta all’essere trasgressivo: se non lo sei, sei out!
Dalla musica alla moda, dal taglio di capelli ai film, dagli atteggiamenti al rapporto con l’altro, soprattutto con l’altro sesso.
Non c’è più spazio, oggi, per un delicato lento.
Manifestazioni sdolcinate, li giudicherebbe la classe degli adolescenti di oggi.
Certo è la normale evoluzione della storia, della vita.
E allora ti accorgi che il tempo passa, le mode cambiano, tu cambi, ma sotto sotto, dentro di te, rimane sempre quell’adolescente che sei stato.
E basta una canzone all’improvviso, magari in un particolare stato d’animo, a far provare le stesse emozioni che qualche anno fa vibravano dentro.
E a questo punto nessuna vergogna di essere nostalgico e melanconico! Al contrario tanta voglia di gridare al mondo di fermarsi e riprendersi il proprio tempo, con le proprie fasi e le proprie età perché la trasgressione a tutti i costi, la ricerca dell’effimera felicità, non è lo stravolgimento socioculturale del '68, ne è solo la brutta copia, perché oggi in fondo è la normalità la vera rivoluzione!
E allora a tutti i nostalgici, figli e figlie degli anni ’70 come me, che quel lento l’hanno ballato mille e una volta dedico questo post e queste righe che seguono.
Noi non abbiamo fatto la Guerra ma dai fatti del Kosovo, l’Afghanistan, l’Iraq abbiamo imparato cosa sia.
Non abbiamo visto lo sbarco sulla luna, né votato il referendum per l'aborto ed eravamo troppo giovani per capire cosa fossero gli anni di piombo e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Spagna ‘82.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e coloro che verranno dopo di noi.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avutotutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a un due tre stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. A stimolare la fantasia, a farci leggere le fiabe prima di dormire.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills. Ma malgrado ciò la televisione era più decente di adesso: non ti insegnava ad essere insolente né ti imponeva Amici o il Grande Fratello.
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Si giocava con il Crystal Ball, le sorprese del Mulino Bianco, i mattoncini Lego a forma di mattoncino. C'erano i Puffi, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, Mila e Shiro, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro cone Co. CO. CO.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli che hanno gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, siamo la generazione di Bim Bum Bam, e del Drive-in.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, ad avere assistito alla nascita ed al ritorno di Duran Duran e Take that.
Ci siamo emozionati con Superman, ET.Masticavamno le Big Bable e al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag. Non avevamo porte con protezioni, o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.Non c'erano i cellulari, usavamo i telefoni a gettoni. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine.Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anchei cani!
E le ragazze non si conquistavano in una chat ma giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità e ballando i lenti del Tempo delle mele scanditi dai cambi coppia del gioco della spazzola.
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri?Congratulazioni, perché sei tra chi ha avuto la fortuna di crescere come un bambino ed avere genitori che sapevano urlarti, sgridarti, sculacciarti se il caso, ma anche amarti, proteggerti e coccolarti come si deve e professori degni di questo nome, che sapevano insegnare non solo nozioni di scuola ma di vita.

A teatro con le streghe



Ieri sera grand soiré al teatro.
Una delle streghe (foto al centro) concludeva la sua Tourné al Teatro "Le Maschere" di Trastevere e dunque io e le altre due comari siamo andate ad assistere alla piece.
Mettevano in scena un riadattamento di "Sogno di una notte di mezz'estate" di Shakespare. Rivisitazione molto gradevole e attuale, tutta romana per ambientazione e per licenze linguistiche.
La nostra interpretava la bella Tisbe con intesità, ironia e precisione tanto da strappare applausi a scena aperta e tripudi di ovazioni.
E ovviamente un bel mazzo di fiori che adesso profuma casa.
Brava la PaT!

domenica 18 maggio 2008

C'era una volta ...


... In un paese molto, molto lontano, una principessa …
… rewind …
C’erano una volta, in un paese molto, molto lontano, tre principesse …
E anche questa è una storia realmente accaduta.
Portogallo, (http://www.visitportugal.com/) Ferragosto 2007.
La Joé, Miss gone with the WIND ed io optiamo per Silves (http://it.wikipedia.org/wiki/Silves_(Portogallo)), come meta per il giorno di Ferragosto.
Città medievale, antica capitale dell’Algarve durante l’autonomia di questa regione in età medievale, tutti gli anni Silves fa da scenario ad un’importantissima e folkloristica Fiera Medievale (www.youtube.com/watch?v=1knHyMoerF4) solitamente durante la seconda settimana di Agosto e dunque a ridosso di Ferragosto.
L’intera città torna al Medioevo: per tutto il periodo del Festival i cittadini vestono solamente in abiti medievali, i negozi, e le attività commerciali allestiscono banchetti medievali in strada; i bar, i ristoranti servono solamente pietanza dell’epoca e per comprare qualunque cosa occorre scambiare la valuta al cambio ufficiale. Tutto, infatti, va pagato con delle monete particolari del valore di 1 o 5 € in vigore solo ed esclusivamente in quella settimana.
Manifestazioni tipiche scandiscono le giornate: ballate, sfilate, cortei, esibizioni di sbandieratori, giostre e palii.
La particolarità del Festival è che anche i non cittadini di Silves, i turisti dunque, possano vestire con abiti medievali e vivere un’intera giornata di altre epoche prendendo parte attiva della festa. Chiaro che ai turisti sarà riservato solo un ruolo da comparsa.
Non a tutti, però!
Ovviamente non a noi, nostro malgrado questa volta.
Arrivate a Silves e reseci conto di quanto accadeva e delle regole del Festiva, la Joeè, Miss gone with the WIND ed io decidiamo di affittare (1€ per l’intera giornata) i costumi medievali e di calarci completante nel ruolo.
Optiamo tutte per costumi da nobil donne: blue e porpora per Miss gone with the WIND (ahimè l'avatar ammeteva solo il bianco e il porpora ... ); scamiciato con copricapo alto per la Joé (e anche in questo caso l'avatar è un po' di fantasia) e oro e porpora per me (vedi foto).
E così, una volta cambiateci d indossati adeguati copricapo, cominciamo la nostra passeggiata nel tempo.
Calate completamente nella parte, scambiamo saluti ed inchini con altre figure coeve senza mai capire se siano figuranti o comparse, posiamo per fotografia di turisti ancora ignari che anche loro possano essere parte attiva del Festival e giriamo tra gli stand assaggiando pietanze tipiche e bevande dell’epoca entrambe rigorosamente servite in cocci e senza posate.
Ad un certo punto vediamo una fila di gente in costume in attesa dell’apertura di un cancello che porta ad uno stadio dove tutt’e tre crediamo ci sarà uno spettacolo.
Dunque decidiamo di accodarci alla fila per prendere posto all’interno una volta che tutto fosse pronto e godere dello spettacolo che ci si sarebbe presentato.
Poco dopo il nostro arrivo nella fila ecco sentire un rullo di tamburi ed uno squillo di trombe immediatamente i cancelli si aprono.
La fila comincia ad avanzare e in men che non si dica arriva il nostro turno di ingresso e con questo il panico che ci assale tutt’e e tre, si tutt’e e tre, anche la solitamente pacata Joé.
Perché non c’era nessuno spettacolo all’interno cui assistere per noi, perché lo spettacolo eravamo noi.
Ci eravamo, ignare di tutto davvero, aggregate ai figuranti della corte portoghese della Regina Isabella. Sicché il corteo, di cui eravamo ormai inesorabilmente parte, avrebbe sfilato all’interno di questa arena, gremita di una numerosa folla con tanto di macchinette fotografiche, per poi prendere posto sul palco d’onore allestito al centro dell’arena ed assistere al palio.
Reseci in qualche secondo conto della situazione cerchiamo di defilarci, ma perdiamo quell’attimo di tempo decisivo e ormai siamo incastrate nella scena.
Siamo braccate. Non abbiamo via d’uscita.
Una guardia moresca ci incita a farci avanti e a “calarci nella parte” come se nulla fosse.
Dunque avanziamo nel corteo sotto un ponte di spade, passiamo davanti ad una fila di mori e raggiungiamo il ciambellano che ci aiuta a salire sul palco e ci indica dove dover prendere posto. PRIMA FILA. Come tutte le donne della corte.
Abbiamo in cuore in gola, siamo paonazze per l’imbarazzo e la vergogna. Abbiamo innumerevoli occhi addosso e soprattutto siamo in mezzo a decine di persone, i figuranti della corte, che ci osservano domandandoci chi caspita siamo.
Stiamo facendo una figura decisamente di m…a!
Ma non possiamo fare nulla ormai e dunque meglio calmare gli animi e rassegnarci all’idea che per un’ora circa siamo tre cortigiane davanti ai cui occhi cavalieri, lottatori, musici, si contengono il premio.
Il vincitore è il cavaliere nero: rude, crudele e rabbioso, ma decisamente sconcertantemente fico! Sbaraglia tutti i rivali e vince l’agone contro il bel giovane principe elegante e garante del bene in una gara a cavallo senza esclusione di colpi.
Conquista il bacio della regina e sfila davanti alla corte elargendo sorrisi ed inchini ad ogni cortigiana, dunque anche a noi tre.
Finita la giostra siamo finalmente libere di andare, ma prima di fuggire a gambe levate e tornare nell’anonimato, mescolandoci nella folla, dobbiamo fare un ultimo sforzo: il corteo sfila per tutta l’arena ringraziando il pubblico e dunque ripassando sotto il ponte di spade finalmente esce.
E via verso la via di fuga.
Convinte di essere ormai tre tra tante ci mescoliamo nel popolo in costume, danziamo a ritmo di ballate, facciamo acquisti, mangiamo e beviamo, fintanto che un papà, indicandoci e venendo verso di noi con una macchinetta digitale in mano, dice alla sua bambina: “olhia, ficam as tres prinsecas da desfile medieval”.
Rassegnate, ci rendiamo conto che ormai siamo parte del sistema e che sotto sotto non ci dispiace poi tanto!

venerdì 16 maggio 2008

L' elisir d' amore

Ieri sera, distrutta da ben 11 ore di lavoro, ho saltato il dancing aperitivo del giovedì, questa volta al Benji Cafè (dove c'erano tutti, ma proprio tutti ...) e sono andata di filato a casa.
Poco dopo è tornato lui, il mio nuovo coinquilino (vedi foto), selezionato dopo un accurato casting che lo ha visto vincitore dal momento che nessun David Beckham si è presentato.
E’ un giovane trentenne, molto ma molto direi moooolto carino, per di più lontano dallo stereotipo generazionale. Ovvero fuori dal cliché assurdo dei coetanei sciupa femmine, farfallini e poco seri. In una parola sola: insulsi!
Ieri sera, come la stragrande maggioranza delle volte, abbiamo cominciato a parlare e a non finirla più. E così sfumano i miei progetti di andare a letto presto e di svegliarmi in un orario decente la mattina dopo per arrivare finalmente in orario in ufficio.
Tema della serata di ieri: il matrimonio.
Ora da un tipo decisamente fico come lui chi si sarebbe mai aspettato che condividesse le mie stesse idee? Tipiche di una donna coetanea un po’ sconsolata dalle razzie dei corsari e decisamente particolari?
Entrambi concordavamo sul fatto che, una volta prese dalla vita le dovute botte e scottature, per evitare proroghe e inutili bis di queste, occorreva rivolgere le proprie attenzioni verso un genere di uomo o di donna, a seconda dei casi, completamente diverso dal solito.
Ovvero: si è sempre stati portati verso uno stile strafico, elegante, carismatico = belloccio/bamboccio = infedele convinto, di quelli che ti fanno rodere? Non va bene!!!!!
L’elisir d’amore è orientato verso una scelta diversa; verso chi offre solide garanzie; verso chi sai ti vorrà sempre bene; verso chi, dunque è out of target.
Tanto per gli uomini quanto per le donne.
Quindi via l’uomo di forma a favore dell’uomo di sostanza (che in molti casi ha la panza, ma che importa); via il vanesio a favore dell’intellettuale; via il glamourous a favore del retro.
Ma il famoso detto: anche l’occhio vuole la sua parte?
Basta considerare out of target anche questo ed il gioco è fatto!

Meglio il rimorso del rimpianto

Beh, ieri il Re di Torre Pozzelle mi ha fatto notare che i post seri, come il precedente, fossero difficili da digerire e “sadicamente” sottolineava come le mie sventure sentimentali fossero molto più divertenti.
Bene, lo accontento subito!!!!!
Il mio passato è pieno di queste amene storielle!!!!! Tanto che Bridget Jones mi fa un baffo!
Infondo nello stato di grazia che è la singletudine, facilmente si entra in contatto con svariati sedicenti "lui" che in realtà in linea di massima altro non sono che i pirati di cui già ho parlato in precedenzaIl fatto è che non sempre tutti sono pirati: sta a noi sapere discernere!
E se non se n'è capaci come non ne sono capace io?
Sono cavoli!
Tempo fa sono andata a vedere una mostra e mentre ero tutta intenta ad osservare un' incisione di Roma, accanto a me sento: la prospettiva che si ritrova in questo squarcio è capovolta rispetto alla realtà, sono certo che lei sa perché. E' da un po' che la osservo e mi ha incuriosito il suo avvicinarsi ed allontanarsi dai quadri, come a scorgere dettagli da punti di vista diversi. Le va di seguire la mostra con me e spiegarmi come leggere le opere?
Rimango basita, ma questa volta, non come al mio solito, non mi incarto; prendo tempo saggiando il quadro di fronte e senza staccare mai gli occhi dai suoi, con tutta la consapevolezza di chi sa il fatto suo comincio a dare spiegazioni sulle opere. Intanto penso che in fondo ha detto che l'ha colpito il mio modo di vivere una mostra, non i miei occhi, o il rumore di mie tacchi, né la scia del mio profumo o il mio tailleur tres chic!
Dunque è un potenziale trustble, uno che guarda al contenuto...
Cominciamo così a girare per ambienti e a scambiare opinioni artistiche, battute simpatiche, sguardi di intesa, trattandoci sempre di un cordiale e distante LEI.
Alla fine del nostro tour lui mi chiede cosa altro di interessante ci sia in giro per la città ed io gli do un paio di dritte qua e là, magari un po' fuori dai normali ed inflazionati itinerari turistici.
Uno di questi è il quartiere Coppedè!
Dove, guarda un po', mi sarei trovata a passare per un appuntamento qualche ora dopo averlo salutato senza avergli, ahimè, lasciato il mio numero.
Tipico mio, che come noto non faccio mai il primo passo.
Ma dalla parte mia c’era la buona stella (la Manu l’aveva predetto … ) e appena girato l'angolo che porta a piazza Mincio mi imbatto (e sbatto) proprio in lui!
In una frazione di secondo conto tutte le possibilità che avrei avuto di rivedere questo handsome gentleman e quando mi accorgo che il numero è poco superiore allo zero decido di ammettere con me che la Manu c’aveva visto lungo!
Evidentemente lo ha pensato anche lui e da predatore (ma anche un po’ secchione), quale tutti gli uomini sono, non perde tempo per invitarmi alla spiegazione dei meravigliosi e teatrali palazzi.
Dunque: altro tempo assieme!
E il mio appuntamento? Rapido sms di ritardo e via...
Ancora scambi di gradimento architettonico, di scorci di vita privata, di sguardi ammiccanti, il tutto in una passeggiata lunghissima.
Il tipo ha tutte le carte in regola per essere interessante! Dall'aspetto alla galanteria, dal lavoro al modo di vestire, dall'attenzione per l'arte alla facilità di stringere rapporti........
E se questa fosse la sua dolente nota, il suo due di spade quando la briscola è a coppe?????
Voglio dire, quante possibilità ci sono che esistano davvero i colpi di fulmine????
Magari lo fa con tutte, magari è un'attitudine.
Infondo perché avrebbe dovuto provare una first sight attraction per me?
Chiaro che questo pensiero poco positivo ma molto possibilista mi ha fatto decantare così tanto che mi sono spenta e al momento del suo domandone (intanto si era passati al TU): che ne dici di rivederci domani, mi lasci il tuo numero? ho guardato l'orologio e con un sorriso disarmante ho risposto: cavolo, è tardissimo, devo andare sono in ritardo per un appuntamento importante! E' stato un piacere conoscerti!
Gli ho porto la mano e con savoir faire, ho chiamato un taxi.
Perché non lo so!!!!!
So solo che mi sentivo braccata e l'unica soluzione era la via di fuga!
Solo la mattina seguente, ormai fuori pericolo, mi sono chiesta: e se fosse stato lui il principe azzurro???????
Resterò sempre con questa curiosità: ecco perché sempre meglio il rimorso del rimpianto!

giovedì 15 maggio 2008

La nuova catarsi

Vi siete mai chiesti perché nella rete pullulino così tanti blog?
Hipposh compreso?
Perché professionisti così come adolescenti, “casalinghe disperate”, rampolli di buona famiglia, giovani carini e disoccupati, gente di ogni classe sociale e luogo sentono il bisogno di raccontare alla rete le loro esperienze e il personale modo di vivere?
Il blog è un fenomeno sociale verticale.
Moltissimi blog, ovviamente, sono di carattere propagandistico, pubblicitario di prodotti realizzati dall’amistratore del blog.
Molti altri sono realizzata da genitori primiperi impazziti per il loro pupo sì da realizzare una sorta di book fotografico.
Altri scambiano i figli con i loro “pets”.
In quanto alla provenienza di blog, il numero maggiore su blogspot.com è portoghese (e questo determina la mia felicità); seguono poi gli scandinavi e i francesi; quindi gli english speaking e solo dopo quelli di lingua italiana.
Posto che una buona dose di esibizionismo è alla base di tutto e che mai come in questi tempi il motto di ogni individuo è “l’importante è che si parli di me, poco importa se bene o male” e che dunque una grande porzione dell’utenza web per blog scrive per una incerta notorietà, tuttavia credo che ci sia un’altra ragione per questo rapido incremento webdemografico.
La risposta è semplicissima: scrivere è liberatorio, come catartico!
Soprattutto se a leggere le nostre righe sono in particolar modo persone che non ci conoscono e che con ogni probabilità non incontreremo mai.
Persone che fanno il web zapping e che per caso o curiosità si ritrovano a leggere un blog altrui. O persone che di proposito o per mestiere cercano i blog altrui e sconosciuti.
Con tutte queste persone non si hanno inibizioni, né timidezze, anzi si riesce a confrontarsi in modo direi terapeutico dal momento che non si teme il loro giudizio e sulle loro critiche si riflette quanto basta senza prendersela troppo su.
Allora c’è chi “usa” un blog come mezzo per vincere la propria timidezza, chi per mettersi in gioco, chi lo usa come uno specchio, per leggere e rileggere quanto scritto per testare a tempo debito la propria personalità.
E dall’altra parte c’è l’ utenza del blog, che non è certo da meno.
Perché se tanta gente scrive sui blog, altrettanta legge ciò che viene scritto.
Perché?Molti blog sono a “gestione familiare”, e hipposh ne fa parte, nel senso che sono scritti da amici e pubblicizzati essenzialmente solo tra amici, dunque la componente affettiva è ciò che spinge l’utenza a linkare il blog.
Altri con il passaparola si allargano e coinvolgono persone anche esterne ai gruppi di amici.
Ed è su questi che si concentra la mia attenzione.
Cosa spinge un estraneo a leggere i pensieri o le avventure di sconosciuti?
Beh, nulla più e nella meno di ciò che spinge milioni di curiosi spettatori ad osservare gli inquilini della casa del grande fratello o i naufraghi delle isole sparse nella acque del mondo.
Come già Freud aveva teorizzato il voiyerismo è alla base della società moderna!
Il desiderio della curiosità, che infondo, anche se in buona fede potremmo sempre definire morboso, dello scoprire, del vedere senza essere visto.
Nulla di biasimevole, per carità (se la pensassi così certo non scriverei su un blog)!
Infondo siamo nell’era della pubblicizzazione del tutto, perfino dei 740 dei contribuenti italiani, anche se per un non nulla si fa ricorso al garante della privacy!
E’ questo il paradosso di questa società: rendere pubblica la propria intimità rispettandone la privacy … peccato che Freud non abbia avuto modo di poter dissertare a riguardo!

mercoledì 14 maggio 2008

Tirate le somme ...

Questa storia ha come al solito del bizzarro, altrimenti non sarebbe capitata e me.
Ma ormai è passato abbastanza tempo per poter ironizzarci su.
Qualche mese fa un caro amico (vedi foto) viene a Roma per lavoro e ovviamente organizziamo una night out con gran parte di membri della Tribù, ma complici numerose defezioni tra febbri e stanchezze da lavoro, ci ritroviamo solamente io e lui. Ma niente di grave: tra noi non c'è alcuna malizia!
E’ una bravo ragazzo, vivace e schietto, con cui, sin da quando ci siamo conosciuti, ho istaurato un piacevole rapporto di sintonia.
Dunque niente di meglio che una serata goliardica con un amico che su di me non ha nessuna presa e che, come in genere amici di lunga data, colleghi e coinquilini, vedo pressocché asessuato: quattro risate, aggiornamenti su vita privata e lavorativa, qualche chiacchera pour parler.
Nulla di preoccupante ... é tutto sotto controllo!
Tanto "è biondo = innocuo" ...
Bene, quella sera ho avuto modo di cambiare radicalmente il mio punto di vista su lui e in generale su noi ed in particolare sull'idea, credevo fino allora ben radicata, che gli amici siano come gli angeli.
Cena in un posto molto carino, pietanze ricercate, vino corposo, dolci raffinati!
Segue passeggiata rinfrescante tra le più belle piazze della città.
Ecco che ad un tratto comincia a cader giù un’ “impunita” pioggerellina che complica tutto.
E’ un attimo ... ma è quanto basta per canticchiare “Roma, nun fa la stupida stasera, damme na mano a famme dì de no…”.
Roma però lo faceva proprio apposta a non farmi dir di no e anzi complicava tutto col proporre alla nostra passeggiata altri punti famosi e panoramici della città.
Beh, allora questo aiuto l'ho scovato da sola.
Non ho smesso un attimo di saltare da palo in frasca, e come noto, sono una smodata chiacchierina.
Ho evitato qualsiasi silenzio che si sa in questi casi è veloce come le faine nel creare quell’ atmosfera.
Non l’ ho mai guardato negli occhi per non concedergli il vantaggio di percepire quella confusione che lo avrebbe indotto a fraintendere.
Che fatica, però, davanti a me non avevo affatto il Fantozzi 2000 di qualche post fa, tutt’altro …
Provata da infinite prove di incorruttibilità, finalmente insieme alla pioggia tutto finisce, ognuno torna ai propri mezzi ed alle proprie case.
E’ stato un supplizio pazzesco, ma credevo doveroso e “morale” non rovinare una bella e complice amicizia.
Io ... che mi faccio sempre paladina delle amicizie tra uomini e donne ... o forse mi faccio schermo di queste perchè dopo questa storia mi rendo conto che non si può avere un amico di sesso opposto perchè sono sempre rapporti sbilanciati da una delle due parti.
(Eccezion fatta per Atos, Portos, e Aramis: ma ci conosciamo dalla nascita!!!!!)
Intanto, ahimè, la miccia ormai era stata accesa e così di comune accordo si decide di fare luce sul concetto di “amicizia”.
Cosa che ovviamente ci avvicina maggiormente, intensifica la complicità tra noi, vede un aumento consistente delle ore serali trascorse al telefono, raddoppia le sue trasferte a Roma, impalla i server delle nostre caselle di posta elettronica, ci incoraggia a scegliere le promozioni relative agli sms promosse dalle nostre compagnie di linea telefonica mobile, ci costringe ad acquistare una seconda batteria del cellulare perché questa si scarica di continuo … come mai? … Tutte cose chiaramente mirate a fare chiarezza …
… chiarezza un corno: ad oggi, tirate le somme, mi rendo conto di avere un amico in meno nella lista della Tribù e da Dicembre, giacché le cose non sono andate per il verso giusto, neppure più un fidanzato …
Perché capitano sempre a me????
;-)

Zitelle attempate e Scapoloni evergreen

Qualche tempo fa lo straletto Vanity titolava: perché le donne mature non sposate vengono appellate “zitelle” mentre gli uomini della stessa età e condizione sono ancora “scapoli appetibili”?
Ma come?
Le donne non hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri degli uomini?
Non hanno raggiunto la stessa parità grazie al movimento femminista del ’68?
Domande semplici e quasi banali che tuttavia scatenano una querelle non indifferente sulle diversità che la società moderna continua a sottolineare tra uomini e donne!
E allora ecco chiarito il perché si continui a legittimare un Ministero alle Pari Opportunità.
Le donne, ahimè non c’è ’68 che tenga, sono ancora considerate categorie inferiori!
Perché per loro c’è un triste ed inesorabile orologio biologico. Perché quando i primi capelli imbiancano, il loro aspetto diventa sciatto e devono ricorrere alla tinta. Perché se si è over trentacinque e si è ancora single per tutta una serie di ragioni che questo post non intende sindacare si è tagliate fuori e bollate con un marchio di “attempate”.
Ecco i numerosi perché.
Fai l’hostess di volo? Alle prime rughe già il tuo posto comincia a vacillare!
Sei un’insegnante di liceo? I tuoi alunni, e soprattutto le tue alunne, cominceranno con le perfidie sul tuo essere “out” e “retro”!
Sei una diva TV? Hai l’obbligo del lifting preventivo!
Fai la modella per una casa di cosmetici? A 33 anni sei già fuori target.
E ora analizziamo gli stessi identici casi da un punto di vista tutto maschile.
Fai lo steward di volo? Alle prime rughe rimani al tuo posto e anzi la divisa ti dona ancora di più!Sei un insegnante di liceo? Classico mito di Elettra: le tue alunne ti vedranno come l’uomo maturo strafico e i tuoi alunni ti idolatreranno immaginando di essere come te quando avranno la tua età.
Sei un divo TV? Avrai al tuo fianco l’ultima Miss appena maggiorenne.
E allora? Vi sembra equo e giusto?
E c’è di più!
L’uomo sale e pepe ha un alone di fascino in più, piuttosto che una spenta patina di tempo. Quello con qualche solco sul viso è un uomo maturo che ispira protezione e che mantiene ancora il suo quid di gradevole e attivo testosterone.
Chi è over “anta” ed ha già uno o più matrimoni alle spalle ma ha ancora voglia di “rifarsi” una vita è uno che si sa mettere in gioco.
Chi invece è over “anta” e non si è ancora sposato è un fascinoso e tormentato intellettualoide ribelle votato all’affermazione delle libertà individuali.
E se tutto ciò si riferisse ad una donna?
Ecco come sarebbe.
La donna con qualche ciocca “impolverata” sente il peso del tempo, il passare costante dei giorni. Quella con qualche rughetta in più smette anche di ridere perché si sa che le risate provocano le curve della pelle e in preda al panico comincia a dar credito agli ammiccanti spot di creme e oli rigeneranti.
Chi è over “anta” ed ha alle spalle uno o più matrimoni falliti è una donna altrettanto fallita.
Chi invece è over “anta” e non si è ancora sposata è una donna che ha qualcosa fuori posto.
Ora ditemi: vi sembra che nel 2008 tutto ciò sia ancora accettabile?

martedì 13 maggio 2008

Corsari sentimentali

...Banditi, Cialtroni, Sciacalli, Hackers...(beh, qualcuno lo è anche di professione!), come volete chiamarli voi, comunque sempre Ciarlatani sentimentali e mai dei Gattopardi!!!!!
Il mondo ne è pieno!!!! Sono ad ogni angolo!
Eccoli che si aggirano con le loro mappe, tattiche, rotte mirate tutte alla scoperta del tesoro: la nuova donna da conquistare!
E una volta trovato il tesoro, sono pronti ad una nuova sfida: salpano con il loro veliero sfidando le onde, le tempeste, il vento per raggiungere una nuova e vergine isola del tesoro ...
… da depredare, nulla più nulla meno!
Rapaci affamati, felini ma davvero stranamente poco astuti, cacciatori senza munizioni (insomma 'na chiavica) si aggirano tra la folla pronti a puntare la loro preda ... Non sempre indifesa ... anche se ci sono state diverse vittime nella Tribù.
Ora mi chiedo: perché in linea di massima il prototipo dello sciacallo sentimentale è anche quello dello strafico ben vestito, con super lavoro in carriera, super macchina, super casa, super mamma dolce e premurosa ... ottima suocera ... super tutto, direi?
E dietro questo super si cela un omuncolo da quattro soldi????
E perché a ogni donna basta il solo profumo dell'effimero corsaro, anche perché l'infedele latita e dunque già è un lusso sentirne l'odore, a farla vibrare come corde di violino e a produrre una favolosa melodia?
Perché ogni donna ha una naturale propensione verso questi pirati, invece che lasciarsi amorevolmente coccolare da chi possa ispirare maggiore fiducia?
Forse perché di solito chi ispira troppa fiducia è il ragionier Fantozzi versione 2000 e longilinea?
Ho detto tutto!
Vi sembra che chiedere un Pirata ed un Signore (citando Julio Iglesias) sia volere la botte piena e la moglie ubriaca?
Sentite qua!
Qualche tempo fa, volo Roma Madrid, occupo il posto al centro della fila, accanto a me lato finestrino Portos, dall'altra parte il vuoto ...
… fin tanto che non si presenta lui!
Naturalmente tendente alla perfezione, che ve lo dico a fare!
Altrimenti non perderei tempo a raccontarvelo! Portos può confermare che fosse universalmente cool!
Avvolto nella griffe dei suoi abiti, con un sorriso sornione che sa di fascino mi chiede: è libero? Ed io persa nella visione di tanto glamour faccio di si con la testa, do una gomitata al mio amico e gli sussurro rapidamente all'orecchio ed in tono di comando: questo mi piace, dormi!
Portos è il più caro amico che si possa avere, e gli amici si vedono nel momento del bisogno! Quell'occasione era uno di questi!
Decollo. Con la scusa più banale di questo mondo mi attacca bottone: che ore sono?
Cominciamo a chiaccherare, i minuti passano, servono il tea, la cena, annunciano il tempestivo landing, le condizioni climatiche e noi sempre lì a discutere ed il caro amico a sforzarsi di dormire (anche se insubordinatamente ogni tanto avanzava diritti, tipo la sua cena e questo portava ad allargare il nostro duetto per fargli spazio nella conversazione).
Atterraggio: scatta il numero di telefono accompagnato da un misterioso: potrebbe tornarti utile!
Qualche giorno dopo il suo rientro gli mando un vago sms. Cado nella sua trappola: errore clamoroso!!!
La risposta non tarda ad arrivare: 30 secondi dopo mi squilla il telefono e da lì si va avanti per mesi.
Si presenta come il perfetto gentleman e il mio ego va alle stelle.
Cerca di esaudire le mie richieste e soprattutto si impegna a sorprendermi.
Arrivano le vacanze che per me sono vacanze, ossia assoluto stacco da tutto e momento da trascorrere rigorosamente solo con gli amici.
In vacanza non si portano i fidanzati, figuratevi i potenziali flirt!
Dunque mete diverse! Mi manda affettuosi, intensi, teneri, complici sms, mi chiama quando può, mi invita a fargli visita nell'isola delle sue vacanze ... mi lascia pensare che ... Insomma che IO sia la sua ufficiale, unica, sola, perfetta, preda!
Al ritorno delle vacanze il silenzio!
Beh, da laggiù si torna con un volo, ed evidentemente accanto ad un altro bel baule del tesoro c'era un altro posto libero da occupare...
Ecco un'altra occasione in cui vige il MEGLIO SOLE CHE MALE ACCOMPAGNATE!!!!!!!!

Lo scudetto? ...

... A chi andrà?
I bookmakers più accreditati dicono all’Inter, ma una sfilza di scaramantici romanisti è convinta di avere già la vittoria in mano.
Il mio nuovo coinquilino, di cui oggi è pure il trentesimo compleanno, ... AUGURI!!!!!!! ... romanista incallito pur non essendo romano (ora mi chiedo perché mai questa incoerenza?) è parte di questa cerchia di convinti che lo scudetto avrà un cuore Giallorosso!
Ma diciamola tutta, di Giallorosso ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno: e mi riferisco al Giallorosso punta della Trinacria!
Da Siciliana d. o. c. ovviamente spero vada all’Inter.
Perché? Beh, perché domenica la Roma gioca a Catania e gli Etnei devono per forza vincere se hanno ancora voglia di Serie A.
In caso contrario a rappresentare la Sicilia rimarrebbe solamente il Palermo squadra della cui eleganza della divisa non discuto, ma che ahimè è specchio solamente di uno spicchio di una terra tanto grande e diversa.
E poi già il mitico Messina è già stato fatto fuori dalla serie A, dunque che almeno siano due le squadre della Trinacria.
Credo che gran parte dei Messinesi e Messinisti abbandonerà, questa domenica, l’atavica rivalità e l’imperituro odio per il Catania e si unirà assieme ai rosso azzurri in un tifo fraterno senza precedenti.
Ma non è solamente questo il motivo che mi spinge a parteggiare per l’Inter.
Se l’Inter vincesse a Parma, sarebbe quest’ultima a retrocedere lasciando spazio al nostro Sud!
E inoltre …
… Chi riuscirebbe a sopportare l’esagitazione dei tifosi romanisti? La loro arroganza, la loro convinzione di essere i Re del mondo nostalgici del vecchio impero?
Chi li ferma più?
La città sarebbe presa d’assedio, sarebbe impossibile muoversi e i caroselli rumoreggerebbero fino a notte fonda impedendo ai non romanisti il proseguo di una vita tranquilla.
Faccio un esempio: domenica sera dovrei andare a teatro. Impossibile raggiungerlo se la Roma vince!
Ma poi, siete mai andati allo stadio a tifare una squadra altra rispetto alla Roma e contro la Roma?
Sportività pari a 0! Ti ricoprono di insulti, ti fanno gestacci se la tua squadra perde, ti dicono che la partita era truccata se la tua squadra vince e soprattutto non hanno pietà di chi viene atterrato e conciato per le feste sul campo da calcio.
Insomma, per tutte queste ragioni FORZA INTER!

lunedì 12 maggio 2008

The Engagement Parties




































Ovvero feste di fidanzamento.
Ufficializzazione di un impegno concreto di amore e determinazione.
Per tradizione, l'annuncio di fidanzamento va fatto nel corso di un ricevimento organizzato dalla famiglia della sposa: gli inviti sono organizzati dalla madre, mentre l'annuncio vero e proprio è dato dal padre.Il ricevimento di fidanzamento è l'occasione per donare l'anello da parte del fidanzato, che in quel momento diventa il fidanzato ufficiale.
Secondo una "discreta" usanza americana, favorevole a render noto il 740 del futuro sposo infischiandosene della privacy, il costo dell'anello deve essere minimo pari a 2 mensilità lorde incassate dal lui.
Usanza discutibile, ma in certi casi sacrosanta! :-)
L’anello di fidanzamento, che la sposa non dovrà più togliere fino al momento in cui verrà sostituito con la fede nuziale, è ricambiato dalla fidanzata con un regalo di valore equivalente, come ad esempio un orologio di prestigio.
Se guardiamo il galateo, la festa di fidanzamento va fatta circa 6 mesi prima del matrimonio.La società odierna è però più volta alla informalità e alla snellezza per cui alcune tradizioni e regole dettate dal galateo, quindi una volta necessarie, possono essere trasgredite senza creare grossi problemi.
E’ tuttavia ancora bello che il fidanzato si rechi a casa della futura sposa e “chieda la sua mano” al padre: è un gesto piacevole che sigla l’inizio di un rapporto basato su stima, fiducia e coinvolgimento delle famiglie.
E dopo...sarà la futura sposa a doversi recare a casa di lui!
Una volta stabilite le nozze nel seno familiare, è necessario che le famiglie si conoscano e, anche se si conoscono già, il galateo del matrimonio vuole che si celebri l’avvenimento con un pranzo intimo, al quale invitare al massimo qualche altro parente o amico strettissimo.
Tradizione vuole che il pranzo sia tenuto dalla famiglia dello sposo.
La mattina del pranzo il fidanzato invierà alla promessa sposa un mazzo di fiori bianchi. A tavola il posto d’onore spetta ai fidanzati, che avranno di fronte a loro i genitori di lei che avranno rispettivamente alla loro destra e sinistra i genitori del futuro sposo.
E dal momento che è assolutamente meraviglioso far rivivere queste tradizioni, nel giro di qualche giorno, mi sono ritrovata invitata a ben 3 di questi engagement party che fanno sognare.

1. La castellana Manu e il suo arbitro sosia di Damiano Tommasi
2. La Fuffa e il suo gioviale Gae
3. La “Pathos-ky” sister e il suo fascinoso avvocato

Vortici di emozioni, date delle nozze più o meno a lungo calcolate e coccolate, frizzanti preparativi, inneggi al revival delle tradizioni da sciorinare nel giorno del fatidico si, tutto è ormai in moto.
In quanto a me ho già due “Si” in agenda, ma dal momento che non c’è due senza tre so che presto avrò un altro impegno romantico/mondano.

Concetto di Trinacria

Sei siciliano se, pur non avendo un lavoro e un euro in tasca offri il caffè al bar ai tuoi amici!
sei siciliano se, pur non avendo un lavoro scorazzi in giro con il macchinone!
sei siciliano se trovi sempre un secondo del tuo tempo per un sorriso!
sei siciliano se quando incontri fuori dalla sicilia un tuo concittadino che non avevi mai cagato in città, ci parli come se usciste insieme da una vita!
sei siciliano quando ti lamenti sempre della tua città e quando sei fuori la vanti come se fosse il paese delle meraviglie!!!
sei siciliano se ami in modo passionale!!
sei siciliano se dai una moneta all'uscita della metropolitana alla vecchina di 75 anni seduta sulle scale a -3 gradi! sei siciliano se sei gelosissimo delle persone che ritieni importanti!!
Sei siciliano quannu parri cu tutti!!!!!
sei siciliano quando non ti tiri indietro a una detta C U R N U T U da un'automobilista del nord! sei siciliano quando dici di non essere permaloso e ti incazzi ad ogni appunto che ti fanno!
sei siciliano quando vivi fuori e dici: iu ca nun ci muoru!!!!
sei siciliano quando vivi al nord e almeno una volta al giorno ti viene nostalgia della tua terra e della sua gente!
sei siciliano se pur vivendo al nord da più di 5 anni non perdi una virgola del tuo meraviglioso accento!!!!(e tutti ti cugghiunianu!!!)
sei siciliano se quando vivi fuori almeno 1 volta al mese ricevi il pacco che ti manda tua madre da giù con tutte le cose da mangiare sicule!
sei siciliano se hai almeno 1 cd dei tinturia ovviamente masterizzato!!!!
sei siciliano se per fare 100 metri prendi la macchina!!!!
Si potrebbe continuare all'infinito, poiché i siciliani siamo i migliori in Italia, con mille sfaccettature e modi di fare conosciuti nel mondo!!!!!
p.s. personale: sei siciliano quando a milano cerchi l'arancino, i cannoli, a pasta 'ncaciata, a sasizza arrustuta e a ciciredda fritta!!