mercoledì 10 dicembre 2008

E ancora un ultimo

Da Virgilio di qualche ora fa:
Lui è stato il primo ad accettare. Stefano Accorsi ha detto sì al sequel de L'ultimo bacio di Gabriele Muccino. Il film si intitolerà Baciami ancora e le riprese inizieranno in primavera a Roma. Il film, prodotto da Fandango e distribuito da Medusa, uscirà nel gennaio 2010 e racconterà gli errori, i traguardi raggiunti, i desideri e le delusioni dei protagonisti, diventati ormai adulti. L'attore italiano, che da anni risiede in Francia, ha affermato: "Come potevo rifiutare? E' un progetto bellissimo. Con Gabriele ci siamo già incontrati, mi ha raccontato cose che mi piacciono molto rispetto a come ritroviamo dieci anni dopo i protagonisti".
Nessuna conferma per ora sul resto del cast, Pierfrancesco Favino, Marco Cocci, Claudio Santamaria, Martina Stella, Stefania Sandrelli. "Sono tutti in preallarme" ha affermato il produttore Domenico Procacci.

venerdì 14 novembre 2008

Dammi 100 baci e 1000 ancora ...

Ritorno al blog, che da un po' per ragioni di troppo lavoro stavo trascurando, perchè la notizia che ho letto su yahoo quest'oggi è davvero sensazionale.
A quasi 10 anni di distanza dall'uscita del film che lo rese famoso, "L'ultimo bacio", Gabriele Muccino torna a raccontarne i protagonisti in "Baciami ancora", le cui riprese inizieranno nella prossima primavera a Roma.
Il sequel, prodotto da Domenico Procacci per Fandango e distribuito da Medusa, uscirà nel gennaio 2010 e racconterà gli errori, i traguardi raggiunti, i desideri e le delusioni dei protagonisti, diventati ormai adulti, spiega una nota dell'ufficio stampa.
Al momento non è chiaro se tutto o parte del cast del film, composto tra gli altri da Stefano Accorsi e Giovanna Mezzogiorno, sarà riconfermato in "Baciami ancora", di cui Muccino sarà sceneggiatore e regista.
Nel 2001, l'"Ultimo bacio" ottenne un enorme successo di pubblico e di critica, con un incasso di oltre 16 milioni di euro e l'assegnazione di cinque David di Donatello, tra cui quello per il miglior regista, e tre Nastri d'argento nella mitica Taormina.

martedì 23 settembre 2008

27 Settembre 2008 ... ricomincia la festa!!!!!!

SABATO 27 SETTEMBRE
HULALA'

Finita l'estate si ricomincia...Abbiamo pensato in grande...un locale mitico per passare con noi una splendida serata...
Una selezione musicale per un viaggio dagli anni '80 alla soulful house e tu...
SEI INVITATO...

Hulalà
Via Dei Conciatori 7, Roma
Ingresso (con consumazione) solo in lista dalle ore 23. 30
Per liste e tavoli: 333.6062928

Lavorare stanca, anzi distrugge!

Questo quanto titola yahoo questa mattina:

Dolore cervicale, mal di schiena, mal di testa, sindrome del tunnel carpale, dolore persistente o tremore alle mani, dolore al polso e al gomito.
Ecco il mini elenco degli acciacchi dovuti al lavoro d'ufficio, allo stare seduti troppo a lungo su una sedia di fronte a tastiera e monitor di un computer, pubblicato dal New York Times.
Sebbene non sia certo che tutti questi "acciacchi" siano causati totalmente dal lavoro, non vi è dubbio che una postura scorretta tenuta per circa otto ore al giorno e tutti i giorni, la mancanza di movimento causata dalla sedentarietà del lavoro, l'uso di strumenti non adatti, contribuiscono a sviluppare piccoli dolori che col tempo possono diventare più gravi.
La sindrome del tunnel carpale è un esempio di disturbo fino a qualche tempo fa imputato all'uso del computer e alla mancanza di tastiere o mouse ergonomici.
Molti studi hanno tuttavia dimostrato che non vi è correlazione diretta tra l'uso, anche quotidiano, del computer e lo sviluppo di questa sindrome.
Al contrario, invece, il mal di schiena o il dolore cervicale, e soprattutto le cefalee, sono legati alla postura che si assume nel corso della giornata e alla salubrità dell'ambiente in cui si lavora.
Non a caso i medici consigliano sempre a chi fa lavoro di ufficio (come previsto per legge del resto) di fare delle brevi pause ogni ora, alzandosi dalla sedia e distogliendo gli occhi dallo schermo.
L'ideale sarebbe anche fare piccoli esercizi di ortottica per la vista e per evitare il cerchio alla testa; sarebbe importante anche fare piccoli esercizi di rilassamento per il collo.
Macchè!!! L'ideale sarebbe ANDARE IN PENSIONE IL PRIMA POSSIBILE!!!!!!

venerdì 19 settembre 2008

San Gennaro ha fatto O' Miracolo!

Notizia battuta dall'ANSA alle 10.41

NAPOLI - Si è ripetuto a Napoli il miracolo di San Gennaro.
Alle 9.43 è stato dato l'annuncio dell'avvenuta liquefazione del sangue del patrono, nella cattedrale di Napoli gremita da migliaia di fedeli per la festa liturgica del santo.
Il rito è presieduto dal cardinale Crescenzio Sepe.
Il ripetersi del miracolo è stato salutato da un lungo applauso.
L'annuncio dell'avvenuta liquefazione del sangue è stato dato ai fedeli dal cardinale Sepe.
Lo stesso arcivescovo ha precisato che, contrariamente al solito, il sangue era già sciolto quando le ampolle sono state estratte dalla cassaforte della "Cappella del Tesoro", intorno alle 9,30.
La notizia del miracolo si è subito diffusa anche all'esterno del Duomo, dove un gruppo di fedeli ha fatto esplodere dei fuochi d'artificio.
La celebrazione liturgica prosegue, in cattedrale: tra i presenti il governatore della Campania, Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Iervolino.

San Gennaro ... O' MIRACOLO



San Gennaro è venerato come Santo Martire della Chisa Cattolica.
Patrono principale di Napoli è tornato ad essere negli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II il Patrono delle Due Sicilie.
Il fatto che portò alla consacrazione di Gennaro sarebbe avvenuto all'inizio del IV secolo durante la persecuzione dei cristiani da parte dell'imperatore Diocleziano.
Gennaro, vescovo di Benevento, si recò insieme al lettore Desiderio ed al diacono Festo in visita ai fedeli a Pozzuoli. Il diacono di Miseno, Soccio- già amico di Gennaro che lo era venuto a trovare in passato a Miseno per discutere di fede e leggi divine -, volendo recarsi ad assistere alla visita pastorale, fu invece arrestato lungo la strada per ordine del persecutore Dragonzio, governatore della Campania. Gennaro insieme a Festo e Desiderio si recarono allora in visita dal prigioniero, ma, avendo intercesso per la sua liberazione ed avendo fatto professione di fede cristiana, furono anche essi arrestati e da Dragonzio condannati ad essere sbranati dagli orsi nell'anfiteatro di Pozzuoli. Il giorno dopo, tuttavia, per l'assenza del governatore stesso, impegnato altrove, il supplizio fu sospeso. Dragonzio comandò allora che a Gennaro ed ai suoi compagni venisse troncata la testa. Condotti nei pressi del Forum Vulcani (l'attuale Solfatara di Pozzuoli), essi furono decapitati nell'anno 305. La stessa sorte toccò anche a Procolo, diacono della chiesa di Pozzuoli, ed ai due laici Eutichete e Acuzio che avevano osato criticare la sentenza di morte per i quattro. Gli Atti affermano che nel luogo del supplizio sorse una chiesa in ricordo del loro martirio, mentre il corpo di Gennaro sarebbe stato sepolto nell'Agro Marciano (Fuorigrotta ?) e solo successivamente traslato da un vescovo nelle Catacombe di San Gennaro.
Secondo la leggenda, il sangue di San Gennaro si sarebbe liquefatto per la prima volta ai tempi di Costantino, quando il vescovo San Severo (secondo altri fu il vescovo Cosimo) trasferì le spoglie del Santo dall'Agro Marciano, dove era stato sepolto, a Napoli. Durante il tragitto avrebbe incontrato la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del Santo: alla presenza della testa, il sangue nelle ampolle si sarebbe sciolto.
Di fatto, la prima notizia documentata dell'ampolla contenente la presunta reliquia del sangue di San Gennaro si ha soltanto nel 1389, come riportato nel Chronicon Siculum (ma dal testo si può dedurre che doveva avvenire già da molto tempo): nel corso delle manifestazioni per la festa dell'Assunta di quell'anno, vi fu l'esposizione pubblica delle ampolle contenenti il cosiddetto "sangue di san Gennaro". Il 17 agosto 1389 vi fu una grandissima processione per assistere al "miracolo": il liquido conservato nell'ampolla si era liquefatto "come se fosse sgorgato quel giorno stesso dal corpo del santo". La cronaca dell'evento sembra suggerire che il fenomeno si verificasse allora per la prima volta. Del resto, la Cronaca di Partenope, precedente di qualche anno (1382), pur parlando di diversi "miraculi" attribuiti alla potenza di san Gennaro, non menziona mai una reliquia di sangue del martire.
Oggi le due ampolle, fissate all'interno di una piccola teca rotonda realizzata con una larga cornice in argento e provvista di un manico, sono conservate nel Duomo di Napoli. Delle due ampolle, una è riempita di 3/4, mentre l'altra più alta è semivuota poiché parte del suo contenuto fu sottratto da re Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna. Tre volte l'anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l'ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall'arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al "miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro". La liquefazione del tessuto durante la cerimonia è ritenuto foriero di buoni auspici per la città; al contrario, si ritiene che la mancata liquefazione sia presagio di eventi fortemente negativi e drammatici per la città.
Un analogo fenomeno, anch'esso ritenuto miracoloso, si suppone che avvenga anche a Pozzuoli, dove, nella chiesa di San Gennaro presso la Solfatara, su di una lastra marmorea su cui si afferma che Gennaro fosse stato decapitato e che sia impregnata del suo sangue, ancora oggi c'è chi sostiene che delle tracce rosse diventino di colore più intenso e trasuderebbero in concomitanza col miracolo più importante che avviene a Napoli.
Secondo studi recenti però sembra che la pietra sia in realtà il frammento di un altare paleocristiano di due secoli posteriore alla morte del martire sul quale vi siano depositate tracce di vernice rossa e di cera e che il tutto sia solo frutto di una suggestione collettiva.

martedì 16 settembre 2008

Strapazzami di coccole

E io lo sapevo che prima o poi qualcuno avrebbe messo nero su bianco tutto ciò che ho sempre pensato.
Da yahoo, ieri, ho estrapolato questa notizia niente male. Utile oltretutto!!!!
Francis McGlone, neuroscienziato della Unilever R&D, ha identificato la fibra nervosa che rende piacevoli carezze e abbracci.
Il team di ricerca di McGlone ha utilizzato una macchina 'accarezzatrice' molto all'avanguardia per rilevare, fra l'altro, quali sono la velocità e la pressione ideali per raggiungere il massimo del piacere possibile. Passare la mano sul suo corpo con una pressione di due grammi, toccando cinque centimetri di pelle al secondo è il segreto.
Con l'obiettivo di isolare il nervo sensibile al tocco esterno, è stato chiesto ad alcuni volontari di riferire quanto fossero piacevoli le carezze dispensate dalla macchina in diverse modalità.
Dopodiché sono stati posti elettrodi sulla pelle dei partecipanti all'esperimento, per registrare l'andamento dei segnali nervosi dalla cute al cervello.
Mettendo a confronto i segnali corrispondenti alla carezza descritta come più piacevole in assoluto dalle 'cavie umane', lo scienziato ha potuto individuare un fascio di nervi chiamati 'fibre-C'.
I movimenti affettuosi della mano sulla pelle, secondo il ricercatore, attivano queste fibre che sono direttamente collegate con un sistema di gratificazione nel cervello, il quale mette in moto il rilascio di ormoni fonte di sensazioni piacevoli.
L'esperto precisa però che questi nervi non si trovano sugli organi sessuali, che ne hanno altri più complessi, nè sul palmo delle mani o sulle piante dei piedi, proprio perché 'madre natura' ha fatto in modo che, camminando o semplicemente stringendosi la mano con un'altra persona, non si metta in moto il meccanismo di piacere.
In tutta onestà avrei tanto voluto essere la cavia di questo esperimento!

martedì 9 settembre 2008

Punti di vista ... ti corteggiasse Medusa o Frenkstein?

La mia fonte di ispirazione è ancora una volta Yahoo.
Ma questa volta mi sento di confutare quanto da loro pubblicato.
Se qualcuno l'avesse detto a Cyrano de Bergerac, forse la sua storia con Rossana sarebbe finita diversamente.
Eppure, la formula magica per essere amati è dire semplicemente 'mi piaci' alla persona che ci interessa. E il gioco è fatto: ai suoi occhi appariremo subito più attraenti, nonostante i nostri difetti fisici.
Lo dimostra uno studio condotto da psicologi dell'università di Aberdeen (Gb), che apparirà sulla rivista 'Psychological Science' e che sarà presentata al BA Festival of Science, in corso a Liverpool fino all'11 settembre.
La ricerca, che ha coinvolto 230 fra uomini e donne, ha dimostrato che l'apprezzamento manifestato a parole, o anche con sorrisi e sguardi molto diretti dai pretendenti, li fa magicamente apparire più 'appetibili' agli occhi di chi viene corteggiato.
In pratica a interesse esplicito corrisponde, se non un sì assicurato, almeno più chance di riuscita nell'impresa amorosa.
Un fenomeno sociale evidenziato da un esperimento altrettanto semplice: a tutti i partecipanti allo studio sono state mostrate fotografie di persone in diversi atteggiamenti.
Alcuni sorridevano e sembravano ammiccare, altri apparivano assolutamente seri e poco interessati.
Dopo aver domandato ai volontari quali persone sembrassero più attraenti, la maggior parte ha risposto indicando i personaggi che mostravano più 'interesse' nei confronti di chi li guardava.
"E' come se imparassimo a 'quotare' la nostra attrattività - sottolineano gli esperti - attraverso il comportamento degli altri nei nostri confronti: è apparsa evidente la preferenza che le persone manifestano nei confronti di uomini o donne per così dire del loro 'livello', cioè con un carico di sex appeal e bellezza simile a quella che loro pensano di avere".
Mi pare abbastanza evidente che la ricerca degli studiosi di Abardeen abbia delle falle e delle lacune piuttosto evdenti.
Concordo con la spontanietà delle emozioni e dei sentimenti, ma l'amore scocca tra due persone e prescinde dalla sola volontà di uno dei due.

giovedì 4 settembre 2008

Edipo ed Elettra sono tornati ... ed anche Hipposh

Ditemi voi se servivano gli Ungheresi nel 2008 a dire quanto già nonno Sigy aveva detto all'inizio del XX secolo??????
Notizia di stamani pubblicata da YAHOO:
Roma, 3 set. (Adnkronos Salute) - Altro che cartomanti e sfere di cristallo. Per individuare il marito perfetto, infatti, le donne ricorrono a una tecnica semplice e rapida: si affidano agli occhi e al cuore, e finiscono per scegliere un uomo che almeno un po' somigli all'amato papà. Un sistema che, secondo un gruppo di ricercatori ungheresi, funziona anche al contrario: lui tende a preferire delle compagne che gli ricordino la mamma. L'indagine, pubblicata dai ricercatori dell'Università di Pecs su 'Proceedings B', non lascia dubbi e fornisce ancora una volta una testimonianza pratica del fenomeno noto come imprinting sessuale. Studi precedenti hanno mostrato che le donne usano i papà come modelli per scegliere un compagno, anche se sono state adottate. Cosa che suggerisce come questo imprinting sia guidato dall'esperienza, e non semplicemente dai geni. E d'altra parte questo legame si perde nel caso di donne che non hanno un buon rapporto con i loro padri. Il team ungherese, per saperne di più, ha preso matita e righello e ha misurato le proporzioni dei volti dei componenti di 52 famiglie. Scoprendo significative correlazioni tra i giovani mariti e i loro suoceri, specie per quanto riguarda l'area centrale del volto, la zona naso-occhi, per intenderci. Insomma, per le giovani donne il marito perfetto ha gli occhi del padre. Anche le giovani spose hanno mostrato una involontaria somiglianza con le suocere. In questo caso, precisano i ricercatori, il legame è con la parte bassa del viso, la zona labbra-mento. "I nostri risultati - afferma Tamas Bereczkei, responsabile della ricerca - sostengono l'ipotesi dell'imprinting sessuale: i bambini disegnano un modello mentale sulla base del genitore del sesso opposto e, da grandi, cercano un partner che ricordi loro questo schema visivo". In particolare, lui guarda le labbra e lei gli occhi del genitore preso a modello. Ma la familiarità dell'aspetto, da sola, non basta a spiegare la scelta di un partner, dal momento che i volontari esaminati dai non si sono fatti ispirare dai genitori dello stesso sesso. Insomma, sembra proprio che maschi e femmine scelgano diverse aree del volto di mamma o papà da innalzare a modello, in accordo con le generali preferenze sessuali dei tratti del viso. Secondo gli esperti, il tutto ha un significato anche dal punto di vista dell'evoluzione: infatti ci sono dei vantaggi nello scegliere un compagno in qualche modo geneticamente simile a noi. "Sembra che un certo grado di somiglianza renda le persone più fertili e geneticamente compatibili", commenta alla Bbc online Lynda Boothroyd dell'Università di Durham, psicologa esperta in questi studi. Ma c'è sempre un equilibrio da mantenere, ammonisce la studiosa. "Abbiamo parecchi meccanismi di sicurezza, dai feromoni all'olfatto, che ci impediscono di scegliere qualcuno troppo simile a noi, come ad esempio un parente stretto", conclude la ricercatrice.

venerdì 25 luglio 2008

E il gran giorno è arrivato


Ok, il caldo mi strema e mi fa perdere l'ispirazione, ma malgrado ciò non dimentico che lunedì 28 è il gran giorno di Linda e Alberto!
AUGURI!!!!!!

lunedì 7 luglio 2008

E oggi tocca a ...




E siamo al nr. 2.
Pensare che ne avrò 7 da qui a fine anno non so se mi mette euforia o mi devasta all’idea di 7 nuovi vestiti, 7 paia di scarpe, 7 borse e 7 differenti accessori.
Ma partecipare alla gioia altrui è un sacrosanto dovere.
Oggi è il turno di Manuela e Luca (vedi foto).
Una storia assai romantica la loro.
Si sono conosciuti parecchi anni fa, più di 10, al corso per arbitri e lui ha immediatamente cercato di mettersi sulla sua strada.
Percorso difficile dal momento che lei era fidanzatissima ed inespugnabile.
C’è riuscito parecchi anni dopo, almeno 7, galeotti un viaggio sotto Natale tra “ migliori amici”e le innumerevoli trasferte della Roma, e da quel momento non l’ha più persa di vita.
Determinato fin dal primo giorno a farla diventare la sua compagnia di vita, oggi Luca potrà, finalmente, coronare il suo sogno. E con un tocco di magia in più: all’altare questo pomeriggio saranno in 3.
A ottobre, la Manu, infatti, darà alla luce il piccolo Matteo.
Felicitazioni, allora per tutto ciò che la vita riuscirà a regalare!!!!

martedì 1 luglio 2008

Da mittente a destinatario ... problemi di linea

Ho sempre sostenuto che anche una semplice frase composta da soggetto verbo e complemento oggetto spesso possa perdersi nei meandri della comunicazione, se malizia o paraventaggine la fanno da padroni ... Praticamente sempre se parli con un uomo!
E allora ecco fornito un piccolo "Bignami per persone colte" utile alla comunicazione.
Per riuscire a comprendere l'universo della comunicazione femminile, senza avere un codazzo di inutili, dolorosi, e patetici strascichi, sono 9 le parole da ricordare quando si parla con una donna.

1) BENE: questa e' la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.

2) 5 MINUTI: se la donna si sta vestendo significa mezz'ora.

3) NIENTE: La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa... e dovreste stare all'erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE.

4) FAI PURE: e' una sfida, non un permesso. Non lo fare.

5) SOSPIRONE: e'come una parola, ma un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo li' davanti a te a discutere di niente (torna al punto 3 per il significato della parole niente).

6) OK: Questa e' una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.

7) GRAZIE: Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (ma se ti dice 'grazie mille' è puro sarcasmo e non un intenso ringraziamento). Meglio non rispondere "non c'è di che" perché ciò porterebbe a un: quello che vuoi.

8) QUELLO CHE VUOI: e' il modo della donna per dire v********o.

9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO: un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte senza successo, sicché adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l'uomo a chiedere: 'Cosa c'e' che non va? Per la riposta della donna fai riferimento al punto 3 ...

... e all'ira funesta!

Meglio imparare queste semplici 9 regole!

giovedì 26 giugno 2008

Addio al nubilato parte prima










E stasera si comincia!!!!
Dopo la festa di engagement della scorsa settimana, con relativa consegna di favoloso regalo, stasera addio al nubilato.
Primo di una lunga serie per me, dal momento che i matrimoni crescono e dai tre preventivati lo scorso mese per tutto il 2008, siamo arrivati a 5 certi e 2 in sospeso, per un totale di 7 matrimoni in un anno, di cui uno a Berna.
Stasera gran debutto, dicevo, per le feste di addio al nubilato.
Sabato mattina Fuffa e Gae (vedi foto) convoleranno a nozze e stasera noi “girls” (sulla scia di “sex and the city”) saremo prese nel pieno dei festeggiamenti per l’ultima notte da single e non sotto stress. Domani sera invece … che strizza, la notte prima delle nozze.
Appena fuori dall’ufficio via a comprare uno dei soliti bislacchi e bizzarri regalini per questi eventi e poi veloce a casa per prepararci alla festa.
Tutto però sarà piuttosto soft: nessun locale, nessun ficaccione esagerato, nessuna animazione strana. Saremo solo noi, con pizze e birre., così come Fuffa ha chiesto.
Stasera sarà la sua serata!

martedì 24 giugno 2008

I riti della notte di San Giovanni

In questa festa, secondo un'antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua).
Per questa ragione la notte di s. Giovanni e' legata a tantissime forme di divinazione sul futuro amoroso e matrimoniale, utilizzando come base acqua, fuoco, e piante.
Le ragazze da marito, se vogliono conoscere qualcosa sulle loro future nozze, dovranno, la sera della vigilia del 24 giugno, rompere un uovo di gallina bianca e versarne l'albume in un bicchiere o un vaso pieno d'acqua che metteranno sulla finestra, lasciandolo esposto tutta la notte alla rugiada di S. Giovanni. Il mattino successivo, all’alba, si trarranno auspici sul futuro matrimonio in base alle forme composte dall'albume nell'acqua.
Oltre all'uovo poteva venir impiegato il piombo fuso: versato nell’acqua si raffreddava velocemente e dalla forma assunta si traevano previsioni sul mestiere del futuro marito.
Un’altra importante divinazione è con i cardi.
Presi due, di grandi dimensioni gli si bruciacchiava la testa, poi si mettevano in un recipiente sul davanzale della finestra, uno con il capo rivolto verso l’interno, l'altro verso l’esterno.
Se al mattino uno dei cardi era ritto sullo stelo, la ragazza avrebbe preso marito entro l’anno. Un uomo della stessa città se il cardo ritto fosse stato quello interno, uno di un’altra città se fosse stato quello verso l'esterno.
Un altro rito con i cardi prevedeva di bruciarne la corolla e lasciarla tutta la notte fuori della casa. Se al mattino appariva di colore rossastro era segno di buona sorte ma se appariva nera era indice di sicura sfortuna.
C'era anche una divinazione con le fave.
La sera del 23 le giovani nubili dovevano prendere tre fave: una intera, una sbucciata e la terza rotta nella parte sopra, e metterle sotto il cuscino al momento di andare a dormire.
Durante la notte dovevano prenderne una a caso: se prendevano quella intera, buona sorte e ricchezza, la mezza poca sorte e quella sbucciata, cattivo auspicio.
I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre che propiziatori anche purificatori antidodi contro le malie e le fatture.
La rugiada della mattina di San Giovanni, ovviamente legata all'elemento acqua, ha il potere di curare, di purificare e di fecondare.
Nel nord Europa se una donna desiderava molti figli, doveva stendersi nuda (o rotolarsi) nell’erba bagnata. Ciò’ anche se voleva bei capelli e una buona salute.
Le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà sono esaltate e alla massima potenza.
Le erbe più note da raccogliere nella notte del 24 sono: l'iperico detto anche erba di S. Giovanni; l'artemisia chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana - Artemide; la verbena protettiva anch'essa e il ribes rosso che proteggeva dai malefici e poi il Vischio, il Sambuco, l'Aglio, la Cipolla, la Lavanda, la Mentuccia, il Biancospino, il Corbezzolo, la Ruta e il Rosmarino.
Con alcune delle piante sopra citate era possibile fare "l’acqua di San Giovanni": si prendevano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si mettevano in un bacile colmo d'acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa. Alla mattina successiva le donne prendevano quest’acqua e si lavavano per aumentare la bellezza e preservarsi dalle malattie.
Altre erbe, usate nella medesima maniera davano origine ad altri tipi di acqua di s. Giovanni (ci sono delle variazioni tra regione e regione), che servivano comunque sempre contro il malocchio, la malasorte e le malattie, di adulti e bambini.

lunedì 23 giugno 2008

Finalmente è arrivata

E’ estate!!!!!!!
Assolutamente energizzante sentire la brezza calda sul volto; piacevole indossare obbligatoriamente gli occhiali da sole per evitare di stringere gli occhi per l’intensa luce; foriere di buon umore le lunghe ore di luce che ci rendono più attivi, produttivi e operativi.
Tirate le somme ho così deciso di iniziare a progettare i miei weekend al mare. Ed era l'ora!
Quest'anno la bella stagione s'è davvero fatta aspettare!!!!!
Altro che poltrire a letto fino alle 12.00! Roba da inverno! Meglio poltrire in spiaggia e gustare il sole sulla pelle (ovviamente con le dovute creme protettive: per non averlo fatto lo scorso weekenda adesso sembro un incrocio tra Heidi e un cobra)!
E ovviamente ho iniziato a viaggiare di fantasia: le spiagge caraibiche, le lunghe distese di sabbia e d’acqua, il paradiso delle isole della Croazia con quell’intensità da fiaba o le rocciose coste del Portogallo con quel vento e quel sole, e le fatate insenature della Sicilia, i suoi colori, gli odori, la nitidezza del suo cielo, le boucanville che adornano le sue case di mare e le spinose piante di fichi d’India che accompagnano le strade.Ed è lì che vorresti essere ogni volta che guardando il sole sentendo quanto è caldo voli di fantasia, (ed è meglio che continui a sognare di essere là tutte le volte che invece sei costretto al litorale romano).
Gli aerei, le vacanze, le creme abbronzanti, le calde sere fuori, le candele accese sui terrazzi, le feste.
La città che piano piano si svuota…e trovare parcheggio che diventa sempre meno un miraggio.
La gente che ha più voglia e più possibilità di conoscere altra gente.
L’euforia di nuovi incontri.
Il corpo che si riattiva e riprende vita, si abbronza, si modella al sole……ecco…il corpo che si modella…il sole…le spiagge……LA PROVA COSTUME!!!!!!
Dunque comincia il nuovo piano settimanale. Palestra almeno due volte alla settimana. Corsetta al sabato mattina prima di andare in spiaggia. Assoluto divieto di dolci e triste riduzione di carboidrati. Bere tanta acqua ed incentivare l’assunzione di frutta e verdura.
Sarà dura ma malgrado queste stressanti sollecitazioni mi sento pronta e frizzante più che mai a cominciare una nuova stagione estiva che stando al Meteo si prospetta assai lunga e calda.
Beh, menomale che c’è l’aria condizionata!!!!!

martedì 17 giugno 2008

I numeri della sorte

Certo che se gli Europei si fossero giocati a Napoli o a Londra forse nessun calendario avrebbe segnato degli incontri nelle date del 13 e del 17 di Giugno (e gli azzurri ci sono incappati entrambe le volte), ma giocando nelle austere e ligie Svizzera e Austria la scaramanzia cede il posto al rigore e speriamo non ai rigori questa sera.
Italia Francia, sfida mai finita!
Sono ben 9 le volte che ci hanno visti opposti lontano da sfide importanti, con ahinoi, un successo dominante dei Bleu: 5 vittorie e 4 pareggi.
Per ben 6 volte, però, le due nazionali si sono sfidate in campionati internazionali con un bilancio di totale parità. Due vittorie per noi, due per loro e due paraggi.
Oggi sarà la volta decisiva!
Memorabile l’ultima grande sfida nelle notti magiche di Berlino di due anni fa.
Inutile sottolineare tutta la tensione dell’intero stivale quest’oggi e la sempre crescente attesa per le 20.45 quando saremo tutti sintonizzati su Rai 1 in atteggiamento orante o in preda a riti e gesti scaramantici.
Le proveremo tutte: dalle corna ai gobbetti, dai bouquet di peperoncini ai ferri di cavallo, dalle scope scaccia guai alla ricerca degli impossibili quadrifogli.
Ma la palla è rotonda e matta e gira senza un senso preciso se non secondo le impostazioni e gli schemi vincenti che i nostri Azzurri certamente ci sapranno offrire.
Certo, visti i precedenti in questo campionato, la bravura e la determinazione non sono dalla nostra, ma la speranza è l'ultima a morire, anche se chi di speranza vive disperato muore.
Comunque dopo Garibaldi e Silvio solo Lippi e i suoi 22 hanno unito l'Italia: speriamo che anche Donadoni riesca nell'intento!
Forza, Azzurri, regalateci un altro sogno, regalateci un’altra vittoria!

lunedì 16 giugno 2008

Lo chiamerò Silvio


Queste le parole del Silvio Nazionale in merito al Ponte di Messina.
Vanity di questa settimana ammette che il Premier, caparbio come non mai nel portare a termine la sua creatura, ha deciso che questa sarà dedicata alla memoria di chi durerà nei secoli, esattamente come lo stesso ponte sarà imperituro ...
... beh, data la zona altamente sismica qualche dubbietto mi farebbe riflettere.
In principio il desiderio del Silvio neo Garibaldi, tutto intento ad annettere la Sicilia al resto di Italia, era quello di dedicare l'ingente ed impossibile opera alla memoria di un uomo giusto e corretto di nome Luigi, suo padre.
Non si sa nè perchè nè quando il Premier abbia cambiato idea sull'onomastica del Ponte, fatto sta che lo si chiamerà Ponte Silvio, forse per assonanza con il Milvio romano.
Ed allora, non solo il Ponte Silvio sarà uno scempio per uno dei paesaggi più belli che lo stivale abbia, ma, per affinità con il romano Milvio, sarà anche tempestato di lucchetti dell'amore orribile a vedersi.
Ma tutti noi vogliamo ricordare al Governo Italiano che l’insularità della Sicilia e' un valore, e' un ideale, e' la premessa di un abbraccio con tutti i popoli del mondo.
Le caratteristiche, i miti, la storia, il paesaggio e l'ambiente dello stretto di Messina costituiscono un patrimonio che appartiene a tutta l'Umanita'.
E' dovere dello Stato evitarne la SOPRAFFAZIONE o la SCOMPARSA.
Lo stretto di Messina e' il cuore della Magna Grecia e della storia
Non possiamo consentire che venga massacrato dal ferro e dal cemento.
Siamo tutti d'accordo che un Premier dia il proprio nome ad un'opera titanica e foriera di progresso e sviluppo, dunque suggeriamo al Silvio Nazionale di intotolare a se stesso la nuova autostrada Salerno/Reggio Calabria, o la nuova Autostrada Catania/Siracusa o l'edificazione dei raccordi viari della Sicilia Meridionale o il doppio binario sulla linea ferrata della Calabria.
Visto quante scelte??????
NO AL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA

giovedì 12 giugno 2008

Semplice scaramanzia?

Qualche giorno fa, in viaggio per Napoli, leggevo un articolo piuttosto bizzarro sul Vanity Fair: il Ponte di Messina porterebbe jella.
Sarebbe questa la ragione per cui la Emma Marcegaglia, neoeletta presidentessa di confindustria, avrebbe dichiarato che la costruzione del ponte non sarebbe una priorità.
Il settimanale più alla moda che esista forniva dunque una lista di momenti della storia del nostro Paese in cui si è tentato di procedere con la costruzione dell’opera titanica riportando clamorosi insuccessi a livello economico e politico.
Si citavano dunque crisi e cadute di governo delle ultime ore e casi ancor più gravi di stragi e terremoti in anni passati.
Sarà forse che Qualcuno da lassù ci osserva e ci protegge, guardandoci dallo scempio che alcuni nostri politici vorrebbero perpetrare a scapito di uno dei posti più suggestivi e paesaggisticamente più belli di Italia? Non tirando in ballo (perché questo post non vuole essere cronaca politica né pungente denuncia sociale) tutto ciò che la costruzione dell’opera comporterebbe, in termini di danno, alla città di Messina.
E qui scatta la questione scaramanzia: perché ostinarsi in qualcosa che il caso non vuole?
La Sicilia isola è ed isola vuole restare: infondo a separarla dal continente sono solo 3 Km … i più belli di Italia, come li definì Gabriele D’Annunzio.

venerdì 6 giugno 2008

Hopeless


... I did it again ...
ricordate la canzone di Britney Spears???
Sono totaly hopeless: ho cominciato a parlare di Ernesto l'argentino (vedi foto ... ma non è affatto riuscito bene quest'avatar!!!!!) e non ho messo un argine!!!!
Ovvero: come farsi terra bruciata da sola!

mercoledì 4 giugno 2008

L'amour, l'amour, toutjour l'amour

Il post di oggi è un esorcismo!
Serve ad allontanare da tutti quella prosopopea di prendersi troppo sul serio e di non fare sarcasmo su se stessi. Un po’ di sana autoironia fa solo bene.
Beh, ieri, durante la mia pausa caffè, ero in conversazione con un membro della Tribù e si discuteva di sentimenti. Di come ci si rapporta alla persona che ci piace, di cosa si prova nel momento dell’incognita, di quando cioè non si sa cosa l’altro/a pensi di noi.
Facevo presente che in questi giorni mi sento molto euforica, bene con me stessa, che tutto mi sembra più bello e più facile, di ottimo umore: sintomi in genere del più classico innamoramento.
Sono innamorata della vita!
E tutto mi da l’impressione di essere più cool!
Non solo. Mi sento di diffondere amore a gogò (vedi foto).
Ora tutti questi atteggiamenti assai positivi e propositivi hanno tuttavia anche un loro lato negativo: accentuano la mia già proverbiale incontinenza verbale. Dunque prendo per la tangente e non la smetto più.
Ecco, appunto ieri ho dato una delle mie migliori performance.
Si parlava dell’amore, dicevo, e di come si debba essere naturali davanti a quel qualcuno che tanto ci mette di buon umore.
Per natura io vado in panico davanti a questo qualcuno, me la do a gambe levate, scappo da tutte le mie responsabilità e dall’idea di essere matura e di affrontare in modo idoneo la cosa, altro che essere naturali. Per me l’unica cosa che è naturale è la figa … Oddio che ho detto!!!! La fuga!
Il punto è che data l’euforia del buon umore, data la velocità della pausa, dato il panico che già alla sola idea mi stava prendendo mi è venuta fuori la I al posto della U.
Inutile dire che dall’altra parte ci si dava a grosse grasse risate e ad illusioni di lapsus freudiani.
Ma giuro che non si trattava proprio di lapsus, che non volevo proprio dire quello che in realtà ho poi detto. Dopo un attimo di imbarazzo in cui sono diventata peggio di un peperone, ho cominciato a ridere contagiata dalla fragore della risata dell’altra parte e mi sono detta: ma si, facciamone un post, perché chi non sa ridere di sé è davvero tanto tanto triste!!!!!

giovedì 29 maggio 2008

Metafora

Una "lettera di stima", o di velato amore, è quella che a sorpresa un membro della Tribù ha ritrovato sulla scrivania.
Contrariamente a quianti contribuiscono a diffondere una travisata idea del mio "essere libera da liniti e vincoli" schiacciandomi in una veste che mi sta stretta (e non perchè sono ingrassata ... cmq niente dolci fino alla Corsica, non si sa mai!) e che ha le tinte di chi non si tiene un cecio in bocca non rivelerò il nome, nè il sesso di questa persona!
E in tutta trasparenza ho avuto anche il suo permesso alla pibblicazione di questa missiva.
Buona lettura!!!!
1632
Nella primavera del 1632 al largo della Cornovaglia una goletta battente bandiera portoghese si trovò improvvisamente in mezzo a una furiosa tempesta. La nave fu scaraventata sugli scogli, il fianco si squarciò e continuò a imbarcare acqua. L’equipaggio che non era stato ancora buttato in mare si tuffò per non essere trascinato giù dalla nave stessa. Tutti si dimenticarono di tutti. C’era una ragazza su quella nave, una clandestina inglese in fuga da una terra dilaniata dalla guerra civile; era rimasta sotto coperta, e nessuno si accorse di lei. Gli alberi della nave erano ormai spezzati, l’acqua aveva invaso la carena.
La nave fu sbattuta per cinque giorni e cinque notti da un mare furioso.
Si inclinò su un fianco ma, miracolosamente, non affondò.
Quando lei si svegliò ciò che restava della goletta, che l’aveva protetta come uno scrigno, si era incagliato su una stretta spiaggia al limitare di una radura, in una piccola baia alle cui spalle si alzavano basse colline gonfie di verde.
Trascorsero alcuni giorni, ma non successe nulla, non arrivò nessuno.
Allora lei si fermò per pensare, e decise che non si sarebbe data per vinta. Decise che avrebbe vissuto. E alla fine di quel pensiero chiuse e riaprì gli occhi, così, proprio come il battito d’ali di una farfalla…
Con le assi della nave costruì un piccolo rifugio, una capanna, una minuscola casa meravigliosamente arredata con ciò che il mare ogni giorno le portava lungo la costa. Iniziò a raccogliere quello che l’isola offriva, frutta, granchi, iniziò anche a piantare qualche chicco di grano trovato sul relitto.
E poi, dopotutto il mondo non doveva essere molto lontano, anche se lì, su quella piccola isola, sembrava davvero non ci fosse nessuno.
Ma lei era forte, era determinata, e decise che avrebbe continuato a vivere.

Poche ore dopo, dall’altra parte del mondo un’onda enorme si abbatté violentemente contro i bastioni del porto di San Juan. Lo sparuto gruppetto di ladruncoli che si aggiravano tra le barche attraccate al molo si ritrovò improvvisamente immerso a mezzo mare, tra pezzi di nave, botti, casse di legno e ogni sorta di cosa trascinata via dalle corrente.
Di quelli solo uno fu raccolto vivo dal brigantino a palo alto francese che cinque giorni dopo tagliava l’odierno golfo del Messico verso sud-sud-est. Quando lui si svegliò si trovò di fronte un omone barbuto e con dei polsi grossi come tronchi, che lo afferrò per il collo della camicia, lo sollevò e… gli sorrise.
Trascorsero alcuni giorni, e quella piccola nave pian piano diventò la sua casa, e quel gigante buono un maestro e un padre.
Allora lui si fermò per pensare, e decise che non si sarebbe più smarrito. Decise che avrebbe vissuto.
E dai e dai ogni giorno lavare il ponte, rammendare le vele, sgobbare in cambusa, osservare le nuvole, rubare i segreti della navigazione, apprendere l’arte della guerra, imparare la durezza del mare.
Ma lui era convinto, era sicuro, e decise che avrebbe continuato a vivere.

Quindici anni dopo, in un angolo sperduto dell’Oceano Atlantico, quando dalla scialuppa che si era staccata dal galeone spagnolo ancorato di fronte alla baia saltò sulla sabbia, si guardò intorno, cercando alberi buoni a riparare la fiancata del suo Santa Cruz, danneggiato nell’ultimo scontro con quei dannati corsari.
Volse lo sguardo lungo la spiaggia, prima da un lato, e poi, lentamente, dall’altro. I suoi occhi penetravano molto al di là di quanto i suoi uomini potevano vedere. Fu così che la vide, incredulo, quella minuscola conchiglia fatta di pancia di nave incastrata fra gli alberi. Allora i suoi stivali iniziarono a premere orme più profonde sulla sabbia bagnata e prima ancora che potesse anche solo azzardare un’ipotesi lei improvvisamente uscì da quel guscio. E fu come un lampo. I suoi vestiti consumati, i suoi piedi scalzi, i suoi lunghi capelli, e dietro di lei quei muri di quercia ricurvi, tutti quegli oggetti naufragati lì… In un momento il suo quadro mentale si ricompose, e poi tutto si fermò come su un filo di lana sospeso sopra un largo precipizio. E lui capì da dove era venuta quella grande onda che aveva sconvolto la sua vita quel giorno al molo… E lei capì quanta strada aveva fatto l’aria spostata dal battito d’ali delle sue palpebre quel giorno sulla spiaggia…
E lei smise di combattere. E lui smise di vagare.
Lui si tolse l’elmo, il suo elmo d’acciaio di Toledo, si piegò in un inchino d’altri tempi, con un chè di timoroso rispetto, per essere lui lì dove lei era da chissà quanto.
Lei mosse la mano verso di lui, fece per sollevare le sue spalle, e in quell’istante i loro sguardi si incrociarono legandosi l’uno nell’altro, e lui vide per la prima volta i suoi occhi verdi smeraldo, e sentì il profumo della sua pelle, e sfiorò il suo vestito fatto di sole. E lei gli disse:
Capitano, iniziavo a pensare che non sarebbe più arrivato.

mercoledì 28 maggio 2008

L'eccezione che conferma la regola

L’eccezione che conferma la regola
A un biondo? Direi proprio di no!
Questione di gusto: a me, per dare un esempio, piacciono i mori. Carnagione olivastra, occhi scuri = the one for me!
Tuttavia è alquanto riduttivo! Il colpo di fulmine (quello menzionato al post di sotto) lo si può avere per tutti. Non per forza alti, splendidi, occhio felino e annessi e connessi.
Chi l’ha mai detto?
Il colpo di fulmine può capitare anche per uno che di solito non risponderebbe mai ai propri canoni, ma che ha quel quid che colpisce.
Perché è geniale, arguto, brillante. Perché è bello: ma di bello soggettivo!!!!
Che poi è quello che conta!
Comunque i perché di un colpo di fulmine fuori canone possono essere innumerevoli.
Certo, è vero, si può essere propensi verso un particolare genere piuttosto che un altro, ma poi alla fine è sempre tutto una gran sorpresa!
Allontanarsi dal cliché è segno di evoluzione, cambiamento. Chi resta solidamente ancorato alle proprie fissazioni dimostra di essere poco, poco … POCO, non trovo la parola esatta!
Ben venga, dunque, la “questione di gusto” ma non per forza questa deve essere una regola!
Oltretutto sappiamo benissimo, e la scienza lo dimostra, che c’è sempre un’eccezione che conferma la regola!
Adesso siamo tutte oneste e ammettiamo che se una statua è bella, lo è a prescindere che sia di marmo o di bronzo; che se una camicia è ben fatta poco importa se sia di seta o di lino. Resta comunque il fatto che tanto la statua quanto la camicia hanno un intrinseco valore.
Nel regno animale, genere umano, il nostro Re di Persia (vedi foto, anche se intelligenti pauca, si capisce benissimo di chi sto parlando anche senza guardare la foto) è la trasposizione di quella statua e di quella camicia, sicché il fatto che sia biondo è solo un’inezia!!!!
E, lettori del post, state certi che non è solamente un’opinione personale!!!!!!!

Coup de foudre

Cosa non si fa per amore?!
Questo non è uno dei soliti post sulle struggenti storie d’amore, ma un dichiarato inno all’euforia dell’innamoramento!
Nuove conoscenze, inizio del corteggiamento, start up del flirt!
Tutti momenti divertenti e frizzanti.
E poi via alla storia: ormoni in fermento, il tempo che non passa mai, la giornata che non finisce più. E in alcuni casi la distanza, i lavoro di uno o dell’altro in giro per l’Italia che di conseguenza tiene lontani e la voglia di vedersi che cresce sempre più.
E allora all’improvviso si salta su un treno, un aereo, una macchina e si raggiunge lui (o lei).
A distanza ormai di un “lustro” ricordo ancora l’entusiasmo che mi caricava per il tipo della foto! Emozioni e fisici effetti (dimagrire 8 kg per amore non è roba da poco!) assolutamente deliranti e adrenalinici.
E che questo batticuore non abbia limiti d’età!
Legittimo provarlo a 20 anni, ma ancora più bello in età più adulta.
E l’augurio per tutti è che si possa provarlo quanto più a lungo possibile.
Io non vedo l’ora che mi ricapiti!!!!
E voi? Cosa avete fatto per amore?

martedì 27 maggio 2008

Gentiluomini si nasce

Questa mattina, reduce dalla festa del Portos dalla quale sono rientrata alle 03.10, sono arrivata in ufficio pressocché distrutta e ancora malgrado ripetuti caffè non mi sono del tutto ripresa.

Comunque a farmi fare quattro risate c'ha pensato la Maranta Power con questo video mandato per mail e con la sua richiesta di "bloggarlo"

Non si poteva non si poteva non accontentarla ...

Lo dedichiamo a tutti gentiluomini che fanno parte della nostra Tribù!

lunedì 26 maggio 2008

Quel 26 maggio del 1977 ...


Una data da ricordare: Mr. Portos veniva alla luce.
Simbologie legate al Sole:

Il Sole rappresenta la vitalità, la voglia di vivere, il senso di individualità, l'energia creativa, la volontà e la consapevolezza. E', in sintesi, il principio maschile e la parte virile sia nell'uomo e nella donna.Dalla sua posizione si individua il livello di socializzazione e il modo di affrontare la vita di una persona.

Salute: presiede al cuore, alla circolazione sanguigna, alla colonna vertebrale, alla vista (occhio destro).

Sole in Gemelli

I Gemelli sono irrequieti, si interessano di varie cose e amano raccogliere informazioni preziose e versatili, pur non andando mai troppo in profondita.Parlano molto, sono dei grandi oratori e hanno un'ottima dialettica che spesso li aiuta a mascherare i propri difetti e carenze. La loro intelligenza e intuitiva e rapidissima, anche se a volte si dimostrano troppo impazienti nel voler conoscere tutto e in fretta. Riescono a fare più cose rispetto a quelle che stanno pensando nel medesimo istante e sono appassionati dei giochi enigmistici e di intelligenza. I Gemelli amano l'aria fresca e fare attività all'aperto; i loro malesseri sono generalmente di origine nervosa e mentale.

-84 Quadrato Sole Luna

Questo Aspetto farà in modo che i vostri problemi si risolveranno in un conflitto fondamentale, magari tra i due genitori oppure tra genitori e figli o ancora tra il lavoro e gli affari pubblici da una parte e gli interessi privati e domestici dall'altra. Le vostre emozioni possono essere forti e difficili da controllare. Potreste avere dei contrasti con l'altro sesso, o con la famiglia d'origine.

146 Congiunto Sole - Giove

Avete una buona saggezza intellettualmente e godete di benefici materiali, siete spesso orgogliosi e mondani. Anche quelli di voi che seguono un cammino religioso o ascetico tendono a darsi molta importanza. In linea generale siete favoriti dal benessere dalla salute, dalla buona fortuna, con prospettive di guadagni e di arrivare al potere, specie se il vostro ragionamento è logico e le scelte razionali.

20 Trigono Sole - Plutone

Questo aspetto vi dà energia emotiva e determinazione al carattere. Potete essere ostinati, amanti dei segreti e vi dedicate allo studio dei più profondi e oscuri misteri della vita. La vostra energia vitale è molto equilibrata e potente. Avete una correlazione molto stretta fra personalità cosciente e istintualità, possedete una grande vitalità e forza di resistenza, sentite la necessità di predominare. E' dovuta alla fiducia nelle vostre forze e al vostro magnetismo personale.

Simbologie legate alla Luna:

La Luna rappresenta il mondo interiore, la parte più segreta di noi stessi, l'inconscio.Esprime soprattutto le impressioni e l'adattabilità all'ambiente e alle situazioni. Ci fa ricordare il passato e a tutti i legami che ci ancorano ai ricordi.

Salute: governa stomaco, apparato digerente, occhio sinistro, utero, ovaie, seno.

Luna in Vergine

Con la Luna in Vergine si possiedono grandi capacità pratiche che permettono di svolgere lavori con estrema precisione. Di norma si è realisti e si è indirizzati verso schemi di vita ben precisi e ordinati.Ci si può preoccupare eccessivamente per la propria salute.

127 Trigono Luna - Mercurio

Le vostre qualità principali sono: una buona memoria, una mente poetica e una buona dose di "buon senso". Vi affermate spesso nel campo del giornalismo e dell'insegnamento. Questo è un aspetto molto favorevole che rende più armoniosi i rapporti fra i vostri sentimenti, i pensieri e l'azione.

-46 Quadrato Luna - Giove

Avete un continuo desiderio di "qualcosa in più": più emozioni, più affetto, più lusso o, per i tipi introversi, più religione. Le vostre esigenze emotive potete soddisfarle, temporaneamente, dal consumismo, dalle ossessioni religiose o dalle credenze esasperate. Avete sempre bisogno di essere fortemente motivati, in modo da alleviare la vostra dipendenza dagli stimoli provenienti dall'esterno.

221 Sestile Luna - Urano

La vostra indipendenza a livello sentimentale e familiare è molto importante per voi. Risentite delle pressioni sociali e le vostre condizioni domestiche, in cui vivete, sono spesso insolite. Avete un coerente e fattivo scambio tra dinamismo e percettività. Siete equilibrati nel portare avanti le vostre iniziative, le scelte e le decisioni.

Simbologie legate a Mercurio:

Mercurio rappresenta l'intelligenza, l'astuzia, l'eloquenza, la rapidità nell'agire. Esercita la sua influenza soprattutto nel campo commerciale, letterario e scientifico e conosc ere in che segno si trovi può essere di aiuto per poter concludere meglio i propri affari.Salute: interessa il sistema nervoso e cerebrale, l'apparato respiratorio.

Mercurio in Toro

Quando Mercurio si trova nel segno del Toro, siamo di fronte ad una persona con un'intelligenza pratica, concreta, orientata verso gli aspetti stabili. Caratteristiche predominanti di questo carattere sono il buon senso e l'organizzazione: si è in grado infatti di agire con con tatto e giudiziosità. Per questa persona è necessario un apprendimento graduale prima di conoscere completamente un argomento. Di conseguenza, formula lentamente e ponderamente un giudizio ma, una volta preso, lo cambierà solo dopo grandi sforzi. Per questo motivo può essere considerata come una persona poco flessibile o elastica. Si ha una grande concentrazione e si tende ad ignonare tutto ciò che non interessa direttamente. Possibili capacità artistiche.-66 Quadrato Mercurio - Saturno

Questo aspetto è indice di conservatorismo e di studi pratici, il che aumenta la vostra mancanza di fiducia nelle proprie idee e nella propria immaginazione. Tuttavia siete ostinati, materialisti e portati agli affari e, se dovete lottare per superare la prospettiva di un fallimento in campo accademico, potreste ottenere dei successi insperati. Avete una conflittualità fra le vostre doti intellettuali e la capacità di analisi lucida.

-178 Opposto Mercurio - Urano

Le vostre opinioni sono solitamente estreme, siete vanitosi ed arroganti nelle vostre credenze e nelle vostre idee che, spesso, sono insolite e molto poco pratiche. Potreste diventare membri di bizzarre sette religiose o di gruppi politici estremisti. Siete all'avanguardia da un punto di vista intellettuale, in quanto un'idea che oggi sembra estrema domani potrà essere comunemente accettata da tutti.

Simbologie legate a Venere:

Venere rappresenta il contatto affettivo col mondo esterno, la capacità di amare, il desiderio, la bellezza, le arti e le inclinazioni artistiche in genere.Salute: governa reni, circolazione venosa, gola, ormoni, organi genitali interni.

Venere in ArieteCon Venere in Ariete, la vita amorosa è ricca di esperienze, ma è anche incostante e soggetta a crisi e a possibili tagli bruschi, in quanto la personalità è amante delle novità e del cambiamento. Il sentimento è impulsivo, focoso e impaziente. Un uomo viene attratto da una donna indipendente che eccelle, brillante e con il senso dell'avventura.

497 Congiunto Venere - Marte

Le vostre emozioni sono calde e potenti: avete continuamente bisogno di nuove esperienze sociali, fisiche e sessuali. Siete energici, autoritari, egocentrici, ma riuscite ad essere simpatici quasi a tutti. Pronti ad adirarvi, tuttavia non serbate rancori e non avete problemi ad ammettere i vostri errori.

16 Trigono Venere - Nettuno

Mettete fantasia, solidarietà e intuizione in tutti i rapporti di coppia. avete una fervida immaginazione che vi avvantaggia nelle attività artistiche, oltre al senso dello stile, dell'immagine e della moda. La vostra affettività e la sensibilità sono legate armonicamente.

Simbologie legate a Marte:

Marte rappresenta l'azione, l'energia, la determinazione, l'ambizione. Esercita la sua influenza anche nel campo sessuale e conoscere in che segno si trovi può essere di aiuto per conoscere meglio come soddisfare i propri desideri e le proprie necessità.Salute: governa testa, organi genitali esterni, muscolatura, globuli rossi, temperatura corporea, orecchio sinistro.

Marte in Ariete

Nel segno del suo domicilio, l'Ariete, Marte fornisce energia, aggressività, impulsività e il coraggio per avviare nuove azioni sempre rapide e travolgenti. Lo spirito d'intraprendenza è in primo piano, portando fiducia nei propri mezzi con attitudini da leader.Tuttavia, può essere difficile trovare un’intesa perfetta con i propri collaboratori perché, a volte, può mancare un po' di pazienza e di tatto: bisognerebbe cercare di essere un po' più riflessivi.

16 Trigono Marte - Nettuno

Questo aspetto indica una vostra mancanza di praticità: quindi, vi troverete a vostro agio se potrete esercitare un lavoro che richieda immaginazione, capacità artistica o idealismo. Buon equilibrio tra idealismo e azione. La creatività artistica o intellettuale è molto originale e dinamica.

Simbologie legate a Giove:

Giove governa l'espansione, l'ottimismo, la filosofia, l'ordine sociale e religioso, la giustizia, la moralità, attira gli eventi positivi necessari per la riuscita ed il successo. Ecco perché viene considerato il pianeta della "grande fortuna". La posizione di Giove nel tema natale di una persona evidenzia gli apporti benefici particolari che ogni persona riceve alla nascita per raggiungere la felicità e quale atteggiamento interiore può aiutare verso il raggiungimento del successo. Indica inoltre la natura e lo sviluppo dei più alti attributi mentali. Salute: interessa fegato, milza, circolazione arteriosa, crescita cellulare, appetito, peso corporeo.

Giove in Gemelli

Con Giove in Gemelli, le doti espressive e intellettuali sono favorite, facilitando la disinvoltura espressiva. Si ha la capacità di essere versatili in molti settori e si è dotati di un buon equilibrio. Nel carattere si evidenzia la capacità di mantenere un atteggiamento giovanile fino alla vecchiaia, grazie a una buona combinazione fra una parte matura e una giovane. Un pizzico di ironia e un'allegria di fondo aiutano, infatti, a sdrammatizzare e a colgliere i lati divertenti della vita.

85 Sestile Giove - Saturno

Questo aspetto è estremamente benefico e costruttivo: ciò costituisce per voi una solida base, sulla quale potete sviluppare il potenziale dell'intero tema di nascita. Questo aspetto vi dona un buon equilibrio fra l'ottimismo gioviale e la razionalità.

-60 Opposto Giove - Nettuno

Siete molto sensibili e confusi. Sarete, di conseguenza, indotti a sacrificarvi per delle grandi cause e a rifugiarvi nelle vostre fantasie o in una vita di vagabondaggio, senza mai mettere le vostre radici. Venite, da questo aspetto, influenzati piuttosto pesantemente, sia sul piano psicologico, sia su quello materiale. La vostra inadattabilità all'ambiente può trovare forme compensatorie, come in una vita sregolata.

42 Trigono Giove - Plutone

Perseveranza, determinazione e desiderosi di migliorare voi stessi. Ottimo equilibrio fra le forze istintive e l'ottimismo. La vostra creatività l'esprimete in modo piano ed armonicamente. Avete un carattere sicuro di sé e con grande voglia di affermazioni.

Simbologie legate a Saturno:

Saturno simbolizza la limitazione dell'individuo, intesa come rinuncia e solitudine, rappresenta il rigore e la perseveranza e riflette le necessità alle quali nessuno si può sottrarre. La sua posizione alla nascita è utile per capire le difficoltà che una persona dovrà superare nel corso della sua vita, la resistenza di un individuo nei confronti di crisi, le restrizioni che dovrà affrontare e la solitudine.Salute: governa scheletro, denti, cartilagini, ginocchia, pelle, capelli, invecchiamento fisico, orecchio destro

.Saturno in Leone

Con Saturno in Leone, la persona pone in primo piano l’ambizione e il gusto del comando ma non in maniera equilibrata, anche perché qui Saturno è in esilio, essendo il Leone in opposizione all’Acquario, segno di cui Saturno è il governatore. Si ricerca quindi il bisogno di essere riconosciuti e di essere rispettati e si desidera raggiungere una posizione di leadership, dove si possa esercitare un certo dominio; l’unico rischio è di non diventare troppo dominatori o dogmatici o esercitare nei confronti degli altri una severità eccessiva.

-24 Quadrato Saturno - Urano

Questo aspetto induce a comportarvi in modo estremamente variabile, che va da un bisogno autoritario di ordine, all'anarchia totale. L'atteggiamento può risultare un poco incoerente, con momenti di intransigenza e altri di indecisione. La vostra forza di volontà viene attenuata, ma mon eliminata, e se riuscite a controllare questi atteggiamenti, la capacità di realizzazione si può riscattare notevolmente.

25 Trigono Saturno - Nettuno

I sogni, l'immaginazione e l'ispirazione diventano la vostra base su cui fondare la vostra azione pratica: i valori sono generalmente tradizionalisti. Ottima influenza che vi dà la capacità di controllare razionalmente la vostra fantasia e l'immaginazione.

68 Sestile Saturno - Plutone

I vostri scopi sono ben precisi, desiderate migliorarvi sempre e vi impegnate seriamente, anche a livello emotivo, per raggiungere i vostri obiettivi. Le vostre forze inconsce sono ben controllate dalla razionalità.

Simbologie legate a Urano:

Urano rappresenta la forza di decisione, il gusto del nuovo e del diverso, l'intuizione, il progresso, l'inventiva, le riforme.E' un pianeta generazionale ed esercita la sua influenza soprattutto nel campo delle trasformazioni culturali, dei rinnovamenti, dei cambiamenti e conoscere dove si trova e se è in favorevoli aspetti con altri pianeti può essere di aiuto per capire le proprie doti e capacità di indipendenza e di innovazione. Salute: governa respirazione, sessualità, ritmi vitali, mani.

Urano in Scorpione

In Scorpione Urano si trova in esaltazione. Essendo questo il pianeta dei cambiamenti, in questo segno eserciterà nei confronti della personalità una spinta alla ribellione, all’anticonformismo. Si vorrà essere sempre in movimento, dinamici.Si hanno inoltre numerose idee brillanti e si possono avere capacità innovative in campo tecnologico e scientifico.

Simbologie legate a Nettuno:

Nettuno rappresenta l'inconscio, la vita dei sogni, il misticismo, le doti medianiche, la fantasia, l'intuizione, l'arte.Come Urano, anche Nettuno è un pianeta generazionale ed esercita la sua influenza soprattutto nel campo artistico, poetico, musicale e religioso. Da esso dipendono i grandi ideali e le forze spirituali.Salute: interessa gli anticorpi, la ghiandola pineale e la reazione alle infezioni.Nettuno in SagittarioL'ispirazione è al servizio dell'ideale. Ideale filosofico o religioso. Immaginazione accesa. Poesia religiosa e doti profetiche. Ci può essere forte il rischio di mancanza di praticità.

8 Sestile Nettuno - Plutone

Gli aspetti tra i due pianeti più lenti del sistema solare si verificano molto raramente, ma durano moltissimo tempo, di conseguenza la loro influenza agisce soprattutto sulle generazioni e può determinare svolte importanti della storia. In un Tema Natale l'influenza è incisiva solo quando i pianeti sono molto stimolati per altri versi, soprattutto dal Sole e dalla Luna, oppure si trovano congiunti all'Ascendente o al Medio Cielo. In questo secolo, i due pianeti sono in un interrotto Sestile dal 1945 al 1995.

Simbologie legate a Plutone:
Plutone rappresenta il mondo invisibile, le ambizioni di potere, l'influenza sulle masse.Come Urano e Nettuno è un pianeta generazionale ed esercita la sua influenza soprattutto nel campo della psicologia e nel rinnovamento delle generazioni. In aspetti negativi può favorire le rivoluzioni, il fanatismo e la violenza. Salute: governa testicoli, liquido seminale.Plutone in BilanciaIl pianeta si esprime male in un segno che tende ad imporgli degli equilibri. E' quindi in caduta e tende ad avere effetti malefici. Sul piano individuale aumenta l'aggressività e i contratti potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella vita della persona.

P.S.
Nello stesso momento anche Luca Toni vedeva la luce!!!!!

domenica 25 maggio 2008

Il compleanno del PORTOS

Mancano solamente posche ore alla mezzanotte!!!!!
E poi ....
... sarà il 26 maggio, 31mo compleanno del Portos!
Da brave amiche Catos, la regina dei tavoli, ed io abbiamo provveduto a preparare dolci e dolcetti.
Quanto a me, mi sono cimentata in una favolosa torta crema e cioccolato.
Pan di Spagna: per prima cosa mettere le uova, lo zucchero ed un pizzico di sale, in una terrina e, con l'aiuto di uno sbattitore a frusta, sbattete il tutto per almeno 15 minuti, sempre nello stesso senso, fino ad ottenere un composto spumoso, gonfio e di colore giallo chiaro.
A questo punto aggiungere la farina e la fecola di patate mischiate assieme versandole nel composto tramite un setaccio per far si che non si formino grumi. Mescolare il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto omogeneo, facendo attenzione a non smontarlo.
Imburrate e infarinate per bene una teglia rotonda a cerniera e versate l'impasto al centro dello stampo livellandolo per bene. Fare preriscaladare il forno a 150° e infornare il vostro pan di spagna per almeno 40 minuti senza mai aprire il forno.
A questo punto occorre pensare alla Crema Pasticcera: mettere in una casseruola quattro tuorli, conservando gli albumi per altre utilizzazioni; unire quattro cucchiaiate rase di zucchero semolato e due cucchiaiate di farina bianca. Con una piccola frusta mescolare bene il composto sino ad averlo liscio senza grumi: versare quindi sopra il latte freddo fatto cadere a filo, sempre mescolando. Mettere a cuocere mescolando in continuazione con la frusta portate all'ebollizione, tenendola sul fuoco ancora per qualche istante quindi levarla e versare la crema in una ciotola. Lasciare poi raffreddre, mescolando ogni tanto affinché non si indurisca in superficie.
Una volta che il gioco è fatto tocca procedere alla guanizione.
Uno strato di pan di spagna ed uno di crema; ancora pan di Spagna e crema; e in fine pan di Spagna.
Ricoprire quindi il tutto con la nutella e applicare su i riccioli di cioccolato bianco e nero, i cereali e la frutta.
E ...
BUON APPETITO!

venerdì 23 maggio 2008

Iscrizioni aperte

La richiesta del tavolo alla festa del Blandy da parte della Regina dei Tavoli ha acceso una querelle non indifferente che dopo un lungo batti e ribatti ha portato all’ipotesi di sostituire il famigerato TAVOLO con un piano a coda e di immaginare la nostra Regina sdraiarcisi sopra come Michelle Pfiffer ne “I favolosi Baker” (http://it.movies.yahoo.com/i/i-favolosi-baker/index-128790.html) e con un vestito rosso sensuale alla Jessica Rabbit.
Da qui ne è scaturito l’avatar e un’altra lunga catena di mail.
Il punto è che oggi dobbiamo ammettere che la regina dei Tavoli aveva ragione!
E’ duro ammetterlo ma è così: domani sera alla festa del Blandy sarebbe meglio prendere un tavolo!
Per la prima volta le feste del Blandy hanno la consumazione Obbligatoria, si con la O maiuscola. Tassa di diritto, come il Canone Rai, inevitabile e non aggirabile.
Insomma stavolta è tassativo: tocca pagà!
E a questo punto, la Regina dei Tavoli, fatti due conti ha evidenziato che la discrepanza con o senza tavolo è di soli 5 €. Ma almeno così si sta seduti!!!!!!
E ha ragione!
A questo punto siamo in cerca di coinquilini per questo notorio tavolo: dobbiamo essere almeno in 15!!!!
Iscrizioni aperte su Hipposh: basta lasciare un commento a questo post con il vostro nome!

AAA Cercasi casa ...

Carissimi tutti,
ho trovato questo annuncio navigando per blog.
Questi quattro meravigliosi cuccioli si trovano a Latina, possiamo aiutarli a trovar casa?
Linkatevi a http://sestopotere.blogspot.com/ e contattate la loro padroncina di cui io non so nulla.
Oppure scrivete direttamente a notnottana@gmail.com.
Grazie dell’aiuto.

giovedì 22 maggio 2008

22 Maggio, il G. Day

« Carthaginensis Julia
Tormentis imperterrita
Minas non timet mulier
Quas crudus agit arbiter. »
(Ad Versperas)


Il post di oggi è dedicato a Santa Giulia (s. d. 420 d. c. - 22 maggio 450 d. c.), patrona della Corsica e di Livorno.
Oggi infatti, anche se in molti non lo sanno, si celebra il suo Giorno.
L'agiografia della Santa corre su due linee parallele molto diverse tra loro, dando vita, così a due differenti tradizioni.
La Leggenda Benedettina:
Secondo la Passio Giulia era una ricca e nobile donna della città di Cartagine che cadde in rovina e che, schiava, venne acquistata da un mercante siriano di nome Eusebio, che le fece girare il mondo insieme a lui. In uno di questi viaggi, la nave di Eusebio naufragò sulle coste della Corsica, dove regnava un infido despota che si faceva chiamare 'governatore', e il cui nome era Felice. I naufraghi, disperati, fecero sacrifici agli dei, mentre Giulia si rifiutò in quanto era di religione cristana. Il governatore Felice aveva puntato gli occhi su quella dolce e bella schiava, e chiese al mercante Eusebio di poterla acquistare.Alla risposta negativa del mercante, Felice si adirò non poco, e una sera, approfittando di un'ubriachezza del mercante siriano, si fece portare dinnanzi a Giulia, promettendole la libertà dalla condizione di schiava se avesse fatto un sacrficio agli dei. Allora la donna avrebbe risposto "io sono già libera servendo Gesù Cristo mio Signore, mentre non potrei mai esserlo se servissi i vostri idoli pagani". Il governatore, seccato, tentò più volte di convincerla, ma alla fine, ricevendo l'ennesima risposta negativa, ordinò che, il giorno seguente, alla schiava venissero strappati i capelli, che venisse flagellata, e da ultimo che fosse crocifissa come il Dio che ella amava.
Quella notte, alcuni monaci abitanti dell'isola di Gorgona vennero informati in sogno di quello che sarebbe accaduto a Giulia la mattina successiva, e si affrettarono quindi al risveglio con le loro barche a raggiungere il luogo del martirio e che, giunti a poche centinaia di metri dalla costa della Corsica, avvistarono la croce a cui era inchiodata alle mani e ai piedi la povera donna, e che, fissata alla croce, vi stava una carta con la storia del martirio e il suo nome, Giulia, che a detta dei monaci che recuperarono il corpo dell'infelice, era stata scritta "da mani angeliche".
Successivamente il cadavere venne trasportato su Gorgona e lì unta di oli aromatici, ripulita e deposta in un sarcofago.
La Religiosità Corsa:
Secondo un'antica tradizione corsa Giulia nacque a Nonza, un piccolo paese sulla punta ovest di Capo Corso, nel III secolo. In quegli anni, particolarmente feroce erano state le persecuzioni contro i cristiani, e l'ormai decadente Impero Romano, nel tentativo di risollevare dalle ceneri le vecchie divinità pagane, nel 303 organizzò grandiose feste nelle quali fu invitata a partecipare tutta la popolazione. In particolare, molte donne furono inviate per onorare il Pantheon Latino, e fra esse vi era anche Giulia. Quando le venne ordinato d'inchinarsi di fronte alla statua di Giove, ella si rifiutò ed andò ad inginocchiarsi a pregare davanti alle porte chiuse di una chiesa. Questo fece infuriare i presenti, che le imposero di rinnegare la sua fede cristiana. Al suo netto rifiuto, la condannarono al supplizio della croce. Ma, vedendo la calma e la serenità della Santa, le strapparono i seni e li gettarono davanti su una roccia dalla quale sgorgarono due sorgenti di acqua calda. Dopodiché la crocifissero dove in seguito venne costruita una cappella che ancora oggi si può ammirare a Nonza, di cui Santa Giulia è patrona.

Agiografia e storia tratte da http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Giulia
"Trittico de Il martirio di S. Giulia" Hyeronimus Bosch. Palazzo Ducale, Venezia. Immagine tratta da http://www.santiebeati.it/

martedì 20 maggio 2008

Il brutto anatroccolo

Ascoltare attentamente i testi delle canzoni insegna a migliorare il proprio carattere e a vedere con occhi diversi!
Diciamocelo pure: i testi di Capossela, di Neffa, di Cammariere, tutti certo non proprio degli adoni, sono degli inni all’amore, al sentimento, anche al dolore che una storia finita provoca, come lo erano quelli di Battisti o dei Beatles.
Questi uomini, innamorati dell’amore, votati al sacrificio per la donna attorno alla quale fanno ruotare la loro arte, sono fichissimi.
Risorgono dalle loro ceneri e con una classe ultraterrena dedicano rabbia, eterno amore, dolcezza, cattiveria, alla donna che li ha ispirati, tutto nel tempo di una canzone.
A chi non piacerebbe essere la loro musa?
Ma per esserlo in linea di massima ci devi stare assieme, ed allora qui si pone un problema.
Queste persone,è matematico, non sono quasi mai handsome nel senso canonico del termine!
O per lo meno, non lo sono fuori … sono belli dentro!
Ed è naturale!
Uno belloccio fuori non avrebbe la sufficiente sensibilità per pensarle queste cose, figuriamoci per metterle in poesia!
Ecco qui allora un fenomeno sociale: il brutto che piace!Ma perché piace?
Perché comunque è un personaggio pubblico e la gente lo riconosce in strada?
Perché è un eventuale trampolino di lancio verso chissà quale meta?
No, piace perché il Neffa, il Cammariere, o il Capossela di turno è un unique!
Non esistono più uomini che riescano ad esternare con tanta poesia e passione quello che provano; che riescano a mettere in riga parole che diventano melodia anche senza musica; che riescano a dichiarare con innocente pudore anche la più istintiva furia sessuale.
Sono finiti i tempi di Pessoa!
Oggi gli uomini, quelli comuni, quelli tutti concentrati sul look da acchiappo, quelli che hanno la palestra come loro musa, quelli che puntano ad essere LO strafico, come si esprimono?
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Se ti va bene e se ti piace il calcio hai un canale preferenziale per incanalarti verso una laddish conversation, altrimenti, se ti accontenti di poco, non occorre lasciare che parlino!
Che tristezza!!!!!!!!!!
Insomma, donne, è una questione di scelta: vogliamo il belloccio bamboccio che le altre donne ci invidiano perché si limitano all'aspetto fisico o puntiamo a quel poeta che ci tolga il respiro?
E in questo caso occhio alle donne invidiose!Impenniamo le nostre aspettative; aggiustiamo il tiro; decidiamo di meritare il meglio!Nell’attesa della scelta vi lascio due righe di Prévert.
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte.Il primo per vederti tutto il viso,il secondo per vederti gli occhi,l’ultimo per vedere la tua bocca.E tutto il buio per ricordarmi queste cose mentre ti stringo fra le braccia.

lunedì 19 maggio 2008

L'ultimo lento

Qualche giorno fa, dopo avere accidentalmente beccato alla radio “Reality”, ho deciso di vedere uno dopo l’altro “il tempo delle mele 1 e 2”.
Inutile dire che la mente è volata fantasticamente agli anni ormai da troppo tempo trascorsi.
Forse i miei sono ricordi da adolescente mai cresciuta, dunque oggi un po’ retrò, ma se torno indietro con la memoria a quei momenti ormai lontani sento ancora le emozioni legate alle prime cotte, all’incontenibile batticuore per un amore quasi sempre magari anche a senso unico, o al vedere il proprio corpo cambiare.
Mi è venuto da pensare quanto appassionante fosse essere invitata per un lento, soprattutto se era quel LUI, quello che sconvolgeva gli innocenti (si, una volta, quando eravamo ragazzini noi lo erano, non come oggi …) pensieri da ragazzina, a farlo.
I famigerati lenti, quelli in cui chissà cosa poteva succedere, quelli che ti portavano a vivere dei momenti indimenticabili, eterni nella durata dei pochi minuti della canzone, quelli che ti facevano volare con la fantasia verso chissà quale nobile e toccante storia di soli sentimenti, in cui il sesso era un tabù o una magia.
Oggi è tutto più immediato, troppo diretto.
Si bruciano le tappe, si cresce troppo in fretta. Ci si atteggia a donne aggressive quando si hanno malapena 16 anni. A 19 si è già sfatte dal tempo che avanza inesorabile, donne troppo vissute con una mente di bambine.
Tutto oggi ti porta all’essere trasgressivo: se non lo sei, sei out!
Dalla musica alla moda, dal taglio di capelli ai film, dagli atteggiamenti al rapporto con l’altro, soprattutto con l’altro sesso.
Non c’è più spazio, oggi, per un delicato lento.
Manifestazioni sdolcinate, li giudicherebbe la classe degli adolescenti di oggi.
Certo è la normale evoluzione della storia, della vita.
E allora ti accorgi che il tempo passa, le mode cambiano, tu cambi, ma sotto sotto, dentro di te, rimane sempre quell’adolescente che sei stato.
E basta una canzone all’improvviso, magari in un particolare stato d’animo, a far provare le stesse emozioni che qualche anno fa vibravano dentro.
E a questo punto nessuna vergogna di essere nostalgico e melanconico! Al contrario tanta voglia di gridare al mondo di fermarsi e riprendersi il proprio tempo, con le proprie fasi e le proprie età perché la trasgressione a tutti i costi, la ricerca dell’effimera felicità, non è lo stravolgimento socioculturale del '68, ne è solo la brutta copia, perché oggi in fondo è la normalità la vera rivoluzione!
E allora a tutti i nostalgici, figli e figlie degli anni ’70 come me, che quel lento l’hanno ballato mille e una volta dedico questo post e queste righe che seguono.
Noi non abbiamo fatto la Guerra ma dai fatti del Kosovo, l’Afghanistan, l’Iraq abbiamo imparato cosa sia.
Non abbiamo visto lo sbarco sulla luna, né votato il referendum per l'aborto ed eravamo troppo giovani per capire cosa fossero gli anni di piombo e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Spagna ‘82.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e coloro che verranno dopo di noi.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avutotutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a un due tre stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. A stimolare la fantasia, a farci leggere le fiabe prima di dormire.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills. Ma malgrado ciò la televisione era più decente di adesso: non ti insegnava ad essere insolente né ti imponeva Amici o il Grande Fratello.
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Si giocava con il Crystal Ball, le sorprese del Mulino Bianco, i mattoncini Lego a forma di mattoncino. C'erano i Puffi, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, Mila e Shiro, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro cone Co. CO. CO.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli che hanno gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, siamo la generazione di Bim Bum Bam, e del Drive-in.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, ad avere assistito alla nascita ed al ritorno di Duran Duran e Take that.
Ci siamo emozionati con Superman, ET.Masticavamno le Big Bable e al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag. Non avevamo porte con protezioni, o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.Non c'erano i cellulari, usavamo i telefoni a gettoni. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine.Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anchei cani!
E le ragazze non si conquistavano in una chat ma giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità e ballando i lenti del Tempo delle mele scanditi dai cambi coppia del gioco della spazzola.
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri?Congratulazioni, perché sei tra chi ha avuto la fortuna di crescere come un bambino ed avere genitori che sapevano urlarti, sgridarti, sculacciarti se il caso, ma anche amarti, proteggerti e coccolarti come si deve e professori degni di questo nome, che sapevano insegnare non solo nozioni di scuola ma di vita.

A teatro con le streghe



Ieri sera grand soiré al teatro.
Una delle streghe (foto al centro) concludeva la sua Tourné al Teatro "Le Maschere" di Trastevere e dunque io e le altre due comari siamo andate ad assistere alla piece.
Mettevano in scena un riadattamento di "Sogno di una notte di mezz'estate" di Shakespare. Rivisitazione molto gradevole e attuale, tutta romana per ambientazione e per licenze linguistiche.
La nostra interpretava la bella Tisbe con intesità, ironia e precisione tanto da strappare applausi a scena aperta e tripudi di ovazioni.
E ovviamente un bel mazzo di fiori che adesso profuma casa.
Brava la PaT!