Da Virgilio di qualche ora fa:
Lui è stato il primo ad accettare. Stefano Accorsi ha detto sì al sequel de L'ultimo bacio di Gabriele Muccino. Il film si intitolerà Baciami ancora e le riprese inizieranno in primavera a Roma. Il film, prodotto da Fandango e distribuito da Medusa, uscirà nel gennaio 2010 e racconterà gli errori, i traguardi raggiunti, i desideri e le delusioni dei protagonisti, diventati ormai adulti. L'attore italiano, che da anni risiede in Francia, ha affermato: "Come potevo rifiutare? E' un progetto bellissimo. Con Gabriele ci siamo già incontrati, mi ha raccontato cose che mi piacciono molto rispetto a come ritroviamo dieci anni dopo i protagonisti".
Nessuna conferma per ora sul resto del cast, Pierfrancesco Favino, Marco Cocci, Claudio Santamaria, Martina Stella, Stefania Sandrelli. "Sono tutti in preallarme" ha affermato il produttore Domenico Procacci.
mercoledì 10 dicembre 2008
E ancora un ultimo
venerdì 14 novembre 2008
Dammi 100 baci e 1000 ancora ...
Ritorno al blog, che da un po' per ragioni di troppo lavoro stavo trascurando, perchè la notizia che ho letto su yahoo quest'oggi è davvero sensazionale.
A quasi 10 anni di distanza dall'uscita del film che lo rese famoso, "L'ultimo bacio", Gabriele Muccino torna a raccontarne i protagonisti in "Baciami ancora", le cui riprese inizieranno nella prossima primavera a Roma.
Il sequel, prodotto da Domenico Procacci per Fandango e distribuito da Medusa, uscirà nel gennaio 2010 e racconterà gli errori, i traguardi raggiunti, i desideri e le delusioni dei protagonisti, diventati ormai adulti, spiega una nota dell'ufficio stampa.
Al momento non è chiaro se tutto o parte del cast del film, composto tra gli altri da Stefano Accorsi e Giovanna Mezzogiorno, sarà riconfermato in "Baciami ancora", di cui Muccino sarà sceneggiatore e regista.
Nel 2001, l'"Ultimo bacio" ottenne un enorme successo di pubblico e di critica, con un incasso di oltre 16 milioni di euro e l'assegnazione di cinque David di Donatello, tra cui quello per il miglior regista, e tre Nastri d'argento nella mitica Taormina.
martedì 23 settembre 2008
27 Settembre 2008 ... ricomincia la festa!!!!!!
SABATO 27 SETTEMBRE
HULALA'
Finita l'estate si ricomincia...Abbiamo pensato in grande...un locale mitico per passare con noi una splendida serata...
Una selezione musicale per un viaggio dagli anni '80 alla soulful house e tu...
SEI INVITATO...
Hulalà
Via Dei Conciatori 7, Roma
Ingresso (con consumazione) solo in lista dalle ore 23. 30
Per liste e tavoli: 333.6062928
Lavorare stanca, anzi distrugge!
Dolore cervicale, mal di schiena, mal di testa, sindrome del tunnel carpale, dolore persistente o tremore alle mani, dolore al polso e al gomito.
Ecco il mini elenco degli acciacchi dovuti al lavoro d'ufficio, allo stare seduti troppo a lungo su una sedia di fronte a tastiera e monitor di un computer, pubblicato dal New York Times.
Sebbene non sia certo che tutti questi "acciacchi" siano causati totalmente dal lavoro, non vi è dubbio che una postura scorretta tenuta per circa otto ore al giorno e tutti i giorni, la mancanza di movimento causata dalla sedentarietà del lavoro, l'uso di strumenti non adatti, contribuiscono a sviluppare piccoli dolori che col tempo possono diventare più gravi.
La sindrome del tunnel carpale è un esempio di disturbo fino a qualche tempo fa imputato all'uso del computer e alla mancanza di tastiere o mouse ergonomici.
Molti studi hanno tuttavia dimostrato che non vi è correlazione diretta tra l'uso, anche quotidiano, del computer e lo sviluppo di questa sindrome.
Al contrario, invece, il mal di schiena o il dolore cervicale, e soprattutto le cefalee, sono legati alla postura che si assume nel corso della giornata e alla salubrità dell'ambiente in cui si lavora.
Non a caso i medici consigliano sempre a chi fa lavoro di ufficio (come previsto per legge del resto) di fare delle brevi pause ogni ora, alzandosi dalla sedia e distogliendo gli occhi dallo schermo.
L'ideale sarebbe anche fare piccoli esercizi di ortottica per la vista e per evitare il cerchio alla testa; sarebbe importante anche fare piccoli esercizi di rilassamento per il collo.
Macchè!!! L'ideale sarebbe ANDARE IN PENSIONE IL PRIMA POSSIBILE!!!!!!
venerdì 19 settembre 2008
San Gennaro ha fatto O' Miracolo!
Notizia battuta dall'ANSA alle 10.41
San Gennaro ... O' MIRACOLO
Secondo la leggenda, il sangue di San Gennaro si sarebbe liquefatto per la prima volta ai tempi di Costantino, quando il vescovo San Severo (secondo altri fu il vescovo Cosimo) trasferì le spoglie del Santo dall'Agro Marciano, dove era stato sepolto, a Napoli. Durante il tragitto avrebbe incontrato la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del Santo: alla presenza della testa, il sangue nelle ampolle si sarebbe sciolto.
Di fatto, la prima notizia documentata dell'ampolla contenente la presunta reliquia del sangue di San Gennaro si ha soltanto nel 1389, come riportato nel Chronicon Siculum (ma dal testo si può dedurre che doveva avvenire già da molto tempo): nel corso delle manifestazioni per la festa dell'Assunta di quell'anno, vi fu l'esposizione pubblica delle ampolle contenenti il cosiddetto "sangue di san Gennaro". Il 17 agosto 1389 vi fu una grandissima processione per assistere al "miracolo": il liquido conservato nell'ampolla si era liquefatto "come se fosse sgorgato quel giorno stesso dal corpo del santo". La cronaca dell'evento sembra suggerire che il fenomeno si verificasse allora per la prima volta. Del resto, la Cronaca di Partenope, precedente di qualche anno (1382), pur parlando di diversi "miraculi" attribuiti alla potenza di san Gennaro, non menziona mai una reliquia di sangue del martire.
Oggi le due ampolle, fissate all'interno di una piccola teca rotonda realizzata con una larga cornice in argento e provvista di un manico, sono conservate nel Duomo di Napoli. Delle due ampolle, una è riempita di 3/4, mentre l'altra più alta è semivuota poiché parte del suo contenuto fu sottratto da re Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna. Tre volte l'anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l'ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall'arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al "miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro". La liquefazione del tessuto durante la cerimonia è ritenuto foriero di buoni auspici per la città; al contrario, si ritiene che la mancata liquefazione sia presagio di eventi fortemente negativi e drammatici per la città.
Un analogo fenomeno, anch'esso ritenuto miracoloso, si suppone che avvenga anche a Pozzuoli, dove, nella chiesa di San Gennaro presso la Solfatara, su di una lastra marmorea su cui si afferma che Gennaro fosse stato decapitato e che sia impregnata del suo sangue, ancora oggi c'è chi sostiene che delle tracce rosse diventino di colore più intenso e trasuderebbero in concomitanza col miracolo più importante che avviene a Napoli.
Secondo studi recenti però sembra che la pietra sia in realtà il frammento di un altare paleocristiano di due secoli posteriore alla morte del martire sul quale vi siano depositate tracce di vernice rossa e di cera e che il tutto sia solo frutto di una suggestione collettiva.
martedì 16 settembre 2008
Strapazzami di coccole
martedì 9 settembre 2008
Punti di vista ... ti corteggiasse Medusa o Frenkstein?
La ricerca, che ha coinvolto 230 fra uomini e donne, ha dimostrato che l'apprezzamento manifestato a parole, o anche con sorrisi e sguardi molto diretti dai pretendenti, li fa magicamente apparire più 'appetibili' agli occhi di chi viene corteggiato.
Dopo aver domandato ai volontari quali persone sembrassero più attraenti, la maggior parte ha risposto indicando i personaggi che mostravano più 'interesse' nei confronti di chi li guardava.
giovedì 4 settembre 2008
Edipo ed Elettra sono tornati ... ed anche Hipposh
venerdì 25 luglio 2008
lunedì 7 luglio 2008
E oggi tocca a ...
Pensare che ne avrò 7 da qui a fine anno non so se mi mette euforia o mi devasta all’idea di 7 nuovi vestiti, 7 paia di scarpe, 7 borse e 7 differenti accessori.
Ma partecipare alla gioia altrui è un sacrosanto dovere.
Oggi è il turno di Manuela e Luca (vedi foto).
Una storia assai romantica la loro.
Si sono conosciuti parecchi anni fa, più di 10, al corso per arbitri e lui ha immediatamente cercato di mettersi sulla sua strada.
Percorso difficile dal momento che lei era fidanzatissima ed inespugnabile.
C’è riuscito parecchi anni dopo, almeno 7, galeotti un viaggio sotto Natale tra “ migliori amici”e le innumerevoli trasferte della Roma, e da quel momento non l’ha più persa di vita.
Determinato fin dal primo giorno a farla diventare la sua compagnia di vita, oggi Luca potrà, finalmente, coronare il suo sogno. E con un tocco di magia in più: all’altare questo pomeriggio saranno in 3.
A ottobre, la Manu, infatti, darà alla luce il piccolo Matteo.
Felicitazioni, allora per tutto ciò che la vita riuscirà a regalare!!!!
martedì 1 luglio 2008
Da mittente a destinatario ... problemi di linea
Ho sempre sostenuto che anche una semplice frase composta da soggetto verbo e complemento oggetto spesso possa perdersi nei meandri della comunicazione, se malizia o paraventaggine la fanno da padroni ... Praticamente sempre se parli con un uomo!
E allora ecco fornito un piccolo "Bignami per persone colte" utile alla comunicazione.
Per riuscire a comprendere l'universo della comunicazione femminile, senza avere un codazzo di inutili, dolorosi, e patetici strascichi, sono 9 le parole da ricordare quando si parla con una donna.
1) BENE: questa e' la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.
2) 5 MINUTI: se la donna si sta vestendo significa mezz'ora.
3) NIENTE: La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa... e dovreste stare all'erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE.
4) FAI PURE: e' una sfida, non un permesso. Non lo fare.
5) SOSPIRONE: e'come una parola, ma un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo li' davanti a te a discutere di niente (torna al punto 3 per il significato della parole niente).
6) OK: Questa e' una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.
7) GRAZIE: Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (ma se ti dice 'grazie mille' è puro sarcasmo e non un intenso ringraziamento). Meglio non rispondere "non c'è di che" perché ciò porterebbe a un: quello che vuoi.
8) QUELLO CHE VUOI: e' il modo della donna per dire v********o.
9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO: un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte senza successo, sicché adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l'uomo a chiedere: 'Cosa c'e' che non va? Per la riposta della donna fai riferimento al punto 3 ...
... e all'ira funesta!
Meglio imparare queste semplici 9 regole!
giovedì 26 giugno 2008
Addio al nubilato parte prima
Dopo la festa di engagement della scorsa settimana, con relativa consegna di favoloso regalo, stasera addio al nubilato.
Primo di una lunga serie per me, dal momento che i matrimoni crescono e dai tre preventivati lo scorso mese per tutto il 2008, siamo arrivati a 5 certi e 2 in sospeso, per un totale di 7 matrimoni in un anno, di cui uno a Berna.
Stasera gran debutto, dicevo, per le feste di addio al nubilato.
Sabato mattina Fuffa e Gae (vedi foto) convoleranno a nozze e stasera noi “girls” (sulla scia di “sex and the city”) saremo prese nel pieno dei festeggiamenti per l’ultima notte da single e non sotto stress. Domani sera invece … che strizza, la notte prima delle nozze.
Appena fuori dall’ufficio via a comprare uno dei soliti bislacchi e bizzarri regalini per questi eventi e poi veloce a casa per prepararci alla festa.
Tutto però sarà piuttosto soft: nessun locale, nessun ficaccione esagerato, nessuna animazione strana. Saremo solo noi, con pizze e birre., così come Fuffa ha chiesto.
Stasera sarà la sua serata!
martedì 24 giugno 2008
I riti della notte di San Giovanni
Per questa ragione la notte di s. Giovanni e' legata a tantissime forme di divinazione sul futuro amoroso e matrimoniale, utilizzando come base acqua, fuoco, e piante.
Le ragazze da marito, se vogliono conoscere qualcosa sulle loro future nozze, dovranno, la sera della vigilia del 24 giugno, rompere un uovo di gallina bianca e versarne l'albume in un bicchiere o un vaso pieno d'acqua che metteranno sulla finestra, lasciandolo esposto tutta la notte alla rugiada di S. Giovanni. Il mattino successivo, all’alba, si trarranno auspici sul futuro matrimonio in base alle forme composte dall'albume nell'acqua.
Oltre all'uovo poteva venir impiegato il piombo fuso: versato nell’acqua si raffreddava velocemente e dalla forma assunta si traevano previsioni sul mestiere del futuro marito.
Presi due, di grandi dimensioni gli si bruciacchiava la testa, poi si mettevano in un recipiente sul davanzale della finestra, uno con il capo rivolto verso l’interno, l'altro verso l’esterno.
Se al mattino uno dei cardi era ritto sullo stelo, la ragazza avrebbe preso marito entro l’anno. Un uomo della stessa città se il cardo ritto fosse stato quello interno, uno di un’altra città se fosse stato quello verso l'esterno.
Un altro rito con i cardi prevedeva di bruciarne la corolla e lasciarla tutta la notte fuori della casa. Se al mattino appariva di colore rossastro era segno di buona sorte ma se appariva nera era indice di sicura sfortuna.
C'era anche una divinazione con le fave.
La sera del 23 le giovani nubili dovevano prendere tre fave: una intera, una sbucciata e la terza rotta nella parte sopra, e metterle sotto il cuscino al momento di andare a dormire.
Durante la notte dovevano prenderne una a caso: se prendevano quella intera, buona sorte e ricchezza, la mezza poca sorte e quella sbucciata, cattivo auspicio.
I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre che propiziatori anche purificatori antidodi contro le malie e le fatture.
La rugiada della mattina di San Giovanni, ovviamente legata all'elemento acqua, ha il potere di curare, di purificare e di fecondare.
Le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà sono esaltate e alla massima potenza.
Le erbe più note da raccogliere nella notte del 24 sono: l'iperico detto anche erba di S. Giovanni; l'artemisia chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana - Artemide; la verbena protettiva anch'essa e il ribes rosso che proteggeva dai malefici e poi il Vischio, il Sambuco, l'Aglio, la Cipolla, la Lavanda, la Mentuccia, il Biancospino, il Corbezzolo, la Ruta e il Rosmarino.
lunedì 23 giugno 2008
Finalmente è arrivata
martedì 17 giugno 2008
I numeri della sorte
Italia Francia, sfida mai finita!
Sono ben 9 le volte che ci hanno visti opposti lontano da sfide importanti, con ahinoi, un successo dominante dei Bleu: 5 vittorie e 4 pareggi.
Per ben 6 volte, però, le due nazionali si sono sfidate in campionati internazionali con un bilancio di totale parità. Due vittorie per noi, due per loro e due paraggi.
Oggi sarà la volta decisiva!
Memorabile l’ultima grande sfida nelle notti magiche di Berlino di due anni fa.
Inutile sottolineare tutta la tensione dell’intero stivale quest’oggi e la sempre crescente attesa per le 20.45 quando saremo tutti sintonizzati su Rai 1 in atteggiamento orante o in preda a riti e gesti scaramantici.
Le proveremo tutte: dalle corna ai gobbetti, dai bouquet di peperoncini ai ferri di cavallo, dalle scope scaccia guai alla ricerca degli impossibili quadrifogli.
Ma la palla è rotonda e matta e gira senza un senso preciso se non secondo le impostazioni e gli schemi vincenti che i nostri Azzurri certamente ci sapranno offrire.
Certo, visti i precedenti in questo campionato, la bravura e la determinazione non sono dalla nostra, ma la speranza è l'ultima a morire, anche se chi di speranza vive disperato muore.
lunedì 16 giugno 2008
Lo chiamerò Silvio
Non possiamo consentire che venga massacrato dal ferro e dal cemento.
giovedì 12 giugno 2008
Semplice scaramanzia?
Qualche giorno fa, in viaggio per Napoli, leggevo un articolo piuttosto bizzarro sul Vanity Fair: il Ponte di Messina porterebbe jella.Sarebbe questa la ragione per cui la Emma Marcegaglia, neoeletta presidentessa di confindustria, avrebbe dichiarato che la costruzione del ponte non sarebbe una priorità.
Il settimanale più alla moda che esista forniva dunque una lista di momenti della storia del nostro Paese in cui si è tentato di procedere con la costruzione dell’opera titanica riportando clamorosi insuccessi a livello economico e politico.
Si citavano dunque crisi e cadute di governo delle ultime ore e casi ancor più gravi di stragi e terremoti in anni passati.
Sarà forse che Qualcuno da lassù ci osserva e ci protegge, guardandoci dallo scempio che alcuni nostri politici vorrebbero perpetrare a scapito di uno dei posti più suggestivi e paesaggisticamente più belli di Italia? Non tirando in ballo (perché questo post non vuole essere cronaca politica né pungente denuncia sociale) tutto ciò che la costruzione dell’opera comporterebbe, in termini di danno, alla città di Messina.
E qui scatta la questione scaramanzia: perché ostinarsi in qualcosa che il caso non vuole?
La Sicilia isola è ed isola vuole restare: infondo a separarla dal continente sono solo 3 Km … i più belli di Italia, come li definì Gabriele D’Annunzio.
venerdì 6 giugno 2008
Hopeless

ricordate la canzone di Britney Spears???
mercoledì 4 giugno 2008
L'amour, l'amour, toutjour l'amour
Il post di oggi è un esorcismo!Serve ad allontanare da tutti quella prosopopea di prendersi troppo sul serio e di non fare sarcasmo su se stessi. Un po’ di sana autoironia fa solo bene.
Beh, ieri, durante la mia pausa caffè, ero in conversazione con un membro della Tribù e si discuteva di sentimenti. Di come ci si rapporta alla persona che ci piace, di cosa si prova nel momento dell’incognita, di quando cioè non si sa cosa l’altro/a pensi di noi.
Facevo presente che in questi giorni mi sento molto euforica, bene con me stessa, che tutto mi sembra più bello e più facile, di ottimo umore: sintomi in genere del più classico innamoramento.
Sono innamorata della vita!
E tutto mi da l’impressione di essere più cool!
Non solo. Mi sento di diffondere amore a gogò (vedi foto).
Ora tutti questi atteggiamenti assai positivi e propositivi hanno tuttavia anche un loro lato negativo: accentuano la mia già proverbiale incontinenza verbale. Dunque prendo per la tangente e non la smetto più.
Ecco, appunto ieri ho dato una delle mie migliori performance.
Si parlava dell’amore, dicevo, e di come si debba essere naturali davanti a quel qualcuno che tanto ci mette di buon umore.
Per natura io vado in panico davanti a questo qualcuno, me la do a gambe levate, scappo da tutte le mie responsabilità e dall’idea di essere matura e di affrontare in modo idoneo la cosa, altro che essere naturali. Per me l’unica cosa che è naturale è la figa … Oddio che ho detto!!!! La fuga!
Il punto è che data l’euforia del buon umore, data la velocità della pausa, dato il panico che già alla sola idea mi stava prendendo mi è venuta fuori la I al posto della U.
Inutile dire che dall’altra parte ci si dava a grosse grasse risate e ad illusioni di lapsus freudiani.
Ma giuro che non si trattava proprio di lapsus, che non volevo proprio dire quello che in realtà ho poi detto. Dopo un attimo di imbarazzo in cui sono diventata peggio di un peperone, ho cominciato a ridere contagiata dalla fragore della risata dell’altra parte e mi sono detta: ma si, facciamone un post, perché chi non sa ridere di sé è davvero tanto tanto triste!!!!!
giovedì 29 maggio 2008
Metafora
Nella primavera del 1632 al largo della Cornovaglia una goletta battente bandiera portoghese si trovò improvvisamente in mezzo a una furiosa tempesta. La nave fu scaraventata sugli scogli, il fianco si squarciò e continuò a imbarcare acqua. L’equipaggio che non era stato ancora buttato in mare si tuffò per non essere trascinato giù dalla nave stessa. Tutti si dimenticarono di tutti. C’era una ragazza su quella nave, una clandestina inglese in fuga da una terra dilaniata dalla guerra civile; era rimasta sotto coperta, e nessuno si accorse di lei. Gli alberi della nave erano ormai spezzati, l’acqua aveva invaso la carena.
La nave fu sbattuta per cinque giorni e cinque notti da un mare furioso.
Si inclinò su un fianco ma, miracolosamente, non affondò.
Quando lei si svegliò ciò che restava della goletta, che l’aveva protetta come uno scrigno, si era incagliato su una stretta spiaggia al limitare di una radura, in una piccola baia alle cui spalle si alzavano basse colline gonfie di verde.
Trascorsero alcuni giorni, ma non successe nulla, non arrivò nessuno.
Allora lei si fermò per pensare, e decise che non si sarebbe data per vinta. Decise che avrebbe vissuto. E alla fine di quel pensiero chiuse e riaprì gli occhi, così, proprio come il battito d’ali di una farfalla…
Con le assi della nave costruì un piccolo rifugio, una capanna, una minuscola casa meravigliosamente arredata con ciò che il mare ogni giorno le portava lungo la costa. Iniziò a raccogliere quello che l’isola offriva, frutta, granchi, iniziò anche a piantare qualche chicco di grano trovato sul relitto.
E poi, dopotutto il mondo non doveva essere molto lontano, anche se lì, su quella piccola isola, sembrava davvero non ci fosse nessuno.
Ma lei era forte, era determinata, e decise che avrebbe continuato a vivere.
Poche ore dopo, dall’altra parte del mondo un’onda enorme si abbatté violentemente contro i bastioni del porto di San Juan. Lo sparuto gruppetto di ladruncoli che si aggiravano tra le barche attraccate al molo si ritrovò improvvisamente immerso a mezzo mare, tra pezzi di nave, botti, casse di legno e ogni sorta di cosa trascinata via dalle corrente.
Di quelli solo uno fu raccolto vivo dal brigantino a palo alto francese che cinque giorni dopo tagliava l’odierno golfo del Messico verso sud-sud-est. Quando lui si svegliò si trovò di fronte un omone barbuto e con dei polsi grossi come tronchi, che lo afferrò per il collo della camicia, lo sollevò e… gli sorrise.
Trascorsero alcuni giorni, e quella piccola nave pian piano diventò la sua casa, e quel gigante buono un maestro e un padre.
Allora lui si fermò per pensare, e decise che non si sarebbe più smarrito. Decise che avrebbe vissuto.
E dai e dai ogni giorno lavare il ponte, rammendare le vele, sgobbare in cambusa, osservare le nuvole, rubare i segreti della navigazione, apprendere l’arte della guerra, imparare la durezza del mare.
Ma lui era convinto, era sicuro, e decise che avrebbe continuato a vivere.
Quindici anni dopo, in un angolo sperduto dell’Oceano Atlantico, quando dalla scialuppa che si era staccata dal galeone spagnolo ancorato di fronte alla baia saltò sulla sabbia, si guardò intorno, cercando alberi buoni a riparare la fiancata del suo Santa Cruz, danneggiato nell’ultimo scontro con quei dannati corsari.
Volse lo sguardo lungo la spiaggia, prima da un lato, e poi, lentamente, dall’altro. I suoi occhi penetravano molto al di là di quanto i suoi uomini potevano vedere. Fu così che la vide, incredulo, quella minuscola conchiglia fatta di pancia di nave incastrata fra gli alberi. Allora i suoi stivali iniziarono a premere orme più profonde sulla sabbia bagnata e prima ancora che potesse anche solo azzardare un’ipotesi lei improvvisamente uscì da quel guscio. E fu come un lampo. I suoi vestiti consumati, i suoi piedi scalzi, i suoi lunghi capelli, e dietro di lei quei muri di quercia ricurvi, tutti quegli oggetti naufragati lì… In un momento il suo quadro mentale si ricompose, e poi tutto si fermò come su un filo di lana sospeso sopra un largo precipizio. E lui capì da dove era venuta quella grande onda che aveva sconvolto la sua vita quel giorno al molo… E lei capì quanta strada aveva fatto l’aria spostata dal battito d’ali delle sue palpebre quel giorno sulla spiaggia…
E lei smise di combattere. E lui smise di vagare.
Lui si tolse l’elmo, il suo elmo d’acciaio di Toledo, si piegò in un inchino d’altri tempi, con un chè di timoroso rispetto, per essere lui lì dove lei era da chissà quanto.
Lei mosse la mano verso di lui, fece per sollevare le sue spalle, e in quell’istante i loro sguardi si incrociarono legandosi l’uno nell’altro, e lui vide per la prima volta i suoi occhi verdi smeraldo, e sentì il profumo della sua pelle, e sfiorò il suo vestito fatto di sole. E lei gli disse:
Capitano, iniziavo a pensare che non sarebbe più arrivato.
mercoledì 28 maggio 2008
L'eccezione che conferma la regola
L’eccezione che conferma la regolaA un biondo? Direi proprio di no!
Questione di gusto: a me, per dare un esempio, piacciono i mori. Carnagione olivastra, occhi scuri = the one for me!
Tuttavia è alquanto riduttivo! Il colpo di fulmine (quello menzionato al post di sotto) lo si può avere per tutti. Non per forza alti, splendidi, occhio felino e annessi e connessi.
Chi l’ha mai detto?
Il colpo di fulmine può capitare anche per uno che di solito non risponderebbe mai ai propri canoni, ma che ha quel quid che colpisce.
Perché è geniale, arguto, brillante. Perché è bello: ma di bello soggettivo!!!!
Che poi è quello che conta!
Comunque i perché di un colpo di fulmine fuori canone possono essere innumerevoli.
Certo, è vero, si può essere propensi verso un particolare genere piuttosto che un altro, ma poi alla fine è sempre tutto una gran sorpresa!
Allontanarsi dal cliché è segno di evoluzione, cambiamento. Chi resta solidamente ancorato alle proprie fissazioni dimostra di essere poco, poco … POCO, non trovo la parola esatta!
Ben venga, dunque, la “questione di gusto” ma non per forza questa deve essere una regola!
Oltretutto sappiamo benissimo, e la scienza lo dimostra, che c’è sempre un’eccezione che conferma la regola!
Adesso siamo tutte oneste e ammettiamo che se una statua è bella, lo è a prescindere che sia di marmo o di bronzo; che se una camicia è ben fatta poco importa se sia di seta o di lino. Resta comunque il fatto che tanto la statua quanto la camicia hanno un intrinseco valore.
Nel regno animale, genere umano, il nostro Re di Persia (vedi foto, anche se intelligenti pauca, si capisce benissimo di chi sto parlando anche senza guardare la foto) è la trasposizione di quella statua e di quella camicia, sicché il fatto che sia biondo è solo un’inezia!!!!
E, lettori del post, state certi che non è solamente un’opinione personale!!!!!!!
Coup de foudre
Cosa non si fa per amore?!Questo non è uno dei soliti post sulle struggenti storie d’amore, ma un dichiarato inno all’euforia dell’innamoramento!
Nuove conoscenze, inizio del corteggiamento, start up del flirt!
Tutti momenti divertenti e frizzanti.
E poi via alla storia: ormoni in fermento, il tempo che non passa mai, la giornata che non finisce più. E in alcuni casi la distanza, i lavoro di uno o dell’altro in giro per l’Italia che di conseguenza tiene lontani e la voglia di vedersi che cresce sempre più.
E allora all’improvviso si salta su un treno, un aereo, una macchina e si raggiunge lui (o lei).
A distanza ormai di un “lustro” ricordo ancora l’entusiasmo che mi caricava per il tipo della foto! Emozioni e fisici effetti (dimagrire 8 kg per amore non è roba da poco!) assolutamente deliranti e adrenalinici.
E che questo batticuore non abbia limiti d’età!
Legittimo provarlo a 20 anni, ma ancora più bello in età più adulta.
E l’augurio per tutti è che si possa provarlo quanto più a lungo possibile.
Io non vedo l’ora che mi ricapiti!!!!
E voi? Cosa avete fatto per amore?
martedì 27 maggio 2008
Gentiluomini si nasce
Questa mattina, reduce dalla festa del Portos dalla quale sono rientrata alle 03.10, sono arrivata in ufficio pressocché distrutta e ancora malgrado ripetuti caffè non mi sono del tutto ripresa.
Comunque a farmi fare quattro risate c'ha pensato la Maranta Power con questo video mandato per mail e con la sua richiesta di "bloggarlo"
Non si poteva non si poteva non accontentarla ...
Lo dedichiamo a tutti gentiluomini che fanno parte della nostra Tribù!
lunedì 26 maggio 2008
Quel 26 maggio del 1977 ...
Simbologie legate al Sole:
Plutone rappresenta il mondo invisibile, le ambizioni di potere, l'influenza sulle masse.Come Urano e Nettuno è un pianeta generazionale ed esercita la sua influenza soprattutto nel campo della psicologia e nel rinnovamento delle generazioni. In aspetti negativi può favorire le rivoluzioni, il fanatismo e la violenza. Salute: governa testicoli, liquido seminale.Plutone in BilanciaIl pianeta si esprime male in un segno che tende ad imporgli degli equilibri. E' quindi in caduta e tende ad avere effetti malefici. Sul piano individuale aumenta l'aggressività e i contratti potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella vita della persona.
P.S.
Nello stesso momento anche Luca Toni vedeva la luce!!!!!
domenica 25 maggio 2008
Il compleanno del PORTOS
venerdì 23 maggio 2008
Iscrizioni aperte
La richiesta del tavolo alla festa del Blandy da parte della Regina dei Tavoli ha acceso una querelle non indifferente che dopo un lungo batti e ribatti ha portato all’ipotesi di sostituire il famigerato TAVOLO con un piano a coda e di immaginare la nostra Regina sdraiarcisi sopra come Michelle Pfiffer ne “I favolosi Baker” (http://it.movies.yahoo.com/i/i-favolosi-baker/index-128790.html) e con un vestito rosso sensuale alla Jessica Rabbit.Da qui ne è scaturito l’avatar e un’altra lunga catena di mail.
Il punto è che oggi dobbiamo ammettere che la regina dei Tavoli aveva ragione!
E’ duro ammetterlo ma è così: domani sera alla festa del Blandy sarebbe meglio prendere un tavolo!
Per la prima volta le feste del Blandy hanno la consumazione Obbligatoria, si con la O maiuscola. Tassa di diritto, come il Canone Rai, inevitabile e non aggirabile.
Insomma stavolta è tassativo: tocca pagà!
E a questo punto, la Regina dei Tavoli, fatti due conti ha evidenziato che la discrepanza con o senza tavolo è di soli 5 €. Ma almeno così si sta seduti!!!!!!
E ha ragione!
A questo punto siamo in cerca di coinquilini per questo notorio tavolo: dobbiamo essere almeno in 15!!!!
Iscrizioni aperte su Hipposh: basta lasciare un commento a questo post con il vostro nome!
AAA Cercasi casa ...
Carissimi tutti,
ho trovato questo annuncio navigando per blog.
Questi quattro meravigliosi cuccioli si trovano a Latina, possiamo aiutarli a trovar casa?
Linkatevi a http://sestopotere.blogspot.com/ e contattate la loro padroncina di cui io non so nulla.
Oppure scrivete direttamente a notnottana@gmail.com.
Grazie dell’aiuto.
giovedì 22 maggio 2008
22 Maggio, il G. Day
Minas non timet mulier
Quas crudus agit arbiter. »
(Ad Versperas)
Quella notte, alcuni monaci abitanti dell'isola di Gorgona vennero informati in sogno di quello che sarebbe accaduto a Giulia la mattina successiva, e si affrettarono quindi al risveglio con le loro barche a raggiungere il luogo del martirio e che, giunti a poche centinaia di metri dalla costa della Corsica, avvistarono la croce a cui era inchiodata alle mani e ai piedi la povera donna, e che, fissata alla croce, vi stava una carta con la storia del martirio e il suo nome, Giulia, che a detta dei monaci che recuperarono il corpo dell'infelice, era stata scritta "da mani angeliche".
Successivamente il cadavere venne trasportato su Gorgona e lì unta di oli aromatici, ripulita e deposta in un sarcofago.
Agiografia e storia tratte da http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Giulia
"Trittico de Il martirio di S. Giulia" Hyeronimus Bosch. Palazzo Ducale, Venezia. Immagine tratta da http://www.santiebeati.it/
martedì 20 maggio 2008
Il brutto anatroccolo
Risorgono dalle loro ceneri e con una classe ultraterrena dedicano rabbia, eterno amore, dolcezza, cattiveria, alla donna che li ha ispirati, tutto nel tempo di una canzone.
O per lo meno, non lo sono fuori … sono belli dentro!
Perché comunque è un personaggio pubblico e la gente lo riconosce in strada?
Perché è un eventuale trampolino di lancio verso chissà quale meta?
lunedì 19 maggio 2008
L'ultimo lento
Inutile dire che la mente è volata fantasticamente agli anni ormai da troppo tempo trascorsi.
Oggi è tutto più immediato, troppo diretto.
Manifestazioni sdolcinate, li giudicherebbe la classe degli adolescenti di oggi.
Certo è la normale evoluzione della storia, della vita.
E basta una canzone all’improvviso, magari in un particolare stato d’animo, a far provare le stesse emozioni che qualche anno fa vibravano dentro.
E allora a tutti i nostalgici, figli e figlie degli anni ’70 come me, che quel lento l’hanno ballato mille e una volta dedico questo post e queste righe che seguono.
A teatro con le streghe

Ieri sera grand soiré al teatro.
Una delle streghe (foto al centro) concludeva la sua Tourné al Teatro "Le Maschere" di Trastevere e dunque io e le altre due comari siamo andate ad assistere alla piece.
Mettevano in scena un riadattamento di "Sogno di una notte di mezz'estate" di Shakespare. Rivisitazione molto gradevole e attuale, tutta romana per ambientazione e per licenze linguistiche.
La nostra interpretava la bella Tisbe con intesità, ironia e precisione tanto da strappare applausi a scena aperta e tripudi di ovazioni.
E ovviamente un bel mazzo di fiori che adesso profuma casa.
Brava la PaT!














